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Blur

Ora è tutto molto più chiaro!

Blur. Il nome scelto dagli sviluppatori per questo gioco di corse non poteva rivelarsi più appropriato, visto che dopo aver terminato la gara nel primo circuito nella sessione di hands-on, i nostri occhi hanno registrato un sovraccarico di informazioni.

Durante la corsa eravamo impegnati a spostare rapidamente lo sguardo per tenere contemporaneamente sotto controllo l'HUD, le auto che ci sfrecciavano attorno, i power-up che fluttuavano in giro, lo specchietto retrovisore per controllare i rivali e la barra d'energia della nostra auto. Quando abbiamo visto accendersi la segnalazione di pericolo abbiamo premuto freneticamente il bumper sinistro per selezionare il power-up dello Scudo e utilizzarlo prima di... troppo tardi! La nostra Nissan Skyline è stata presa in pieno dal colpo sparato da un'auto rivale, ed è esplosa in mille pezzi.

Era la nostra prima gara, quindi ci poteva stare, e una volta tornati in azione abbiamo deciso di prenderci una bella rivincita nei confronti del maledetto che ci aveva fatto mangiare la polvere.

I power-up offensivi possono cambiare in un istante le sorti di una gara.

La parola dirompente è perfetta per riassumere il gameplay di Blur perché la velocità con cui gli eventi si susseguono nel titolo Bizarre Creations è davvero elevata. Sarà per il fatto che ci troviamo di fronte a un improbabile mix tra Mario Kart e Project Gotham, un incontro che pochi avrebbero ritenuto possibile, ma la strategia e il tempismo sono fondamentali, in questa folle corsa a quattro ruote.

I veterani di Mario Kart sapranno a cosa ci riferiamo, visto che nel titolo Nintendo era fondamentale sapere esattamente quando usare un power-up nel corso delle gare. La differenza è che, in Blur, i ritmi di gioco sono così elevati da lasciare spiazzati, almeno inizialmente, salvo poi trasformarsi nella principale fonte di divertimento e soddisfazione.

Blur richiede un po' di pratica per diventare piacevole. Quando vedemmo il titolo Activision per la prima volta, allo showcase prima dell'E3 dello scorso anno tutto sembrava un po' troppo confuso. Il titolo aveva poco carattere e sembrava un gioco di guida hardcore mascherato con un bizzarro costume da social network. L'azione su schermo non era male ma l'idea era che i programmatori stessero cercando di mettere troppe cose strane per rendere il gioco appetibile. Fortunatamente, da allora, tutto è cambiato.

I Bizarre ci mostrano quanto sono bravi con qualsiasi gioco abbia quattro ruote.
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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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