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Super Scribblenauts

L'evoluzione perfetta?

L'anno scorso, durante l'edizione 2009 dell'E3, i ragazzi di 5th Cell riuscirono a catturare l'attenzione di gran parte dei visitatori della fiera con il loro Scribblenauts, progetto tanto geniale quanto ambizioso ideato per il piccolo Nintendo DS.

Quando il titolo uscì nei negozi, lo giocammo avidamente spinti dalle grandissime aspettative montate nel corso dei mesi, finendo tristemente con lo scontrarci con la dura realtà.

Nonostante l'idea eccezionale e la straordinaria tecnologia su cui si basava, il titolo dei 5th Cell soffriva di una serie di problemi di design particolarmente gravi, che da soli bastavano a rovinare un'esperienza potenzialmente indimenticabile.

Il sistema di controllo e la scarsa varietà generale, in particolare, erano i due ostacoli più evidenti di Scribblenauts, che fecero calare di diversi punti la valutazione del gioco.

Creare un pupazzo di neve assieme a odino e Thor? In Super Scribblenauts si può!

I programmatori avevano inspiegabilmente deciso di ignorare del tutto la croce direzionale della console in favore di un sistema basato esclusivamente sul touch screen, col risultato che, in moltissime occasioni, ci si ritrovava a imprecare cercando di far compiere determinate azioni al protagonista senza incappare per errore in uno dei tanti oggetti sparsi per lo schermo.

Fortunatamente sembra che i ragazzi di 5th Cell abbiano fatto tesoro delle critiche costruttive ricevute da stampa e giocatori, mettendo tutto il loro impegno nella realizzazione di Super Scribblenauts.

Il gioco era presente all'E3 sotto forma di demo giocabile, e pur non suscitando lo stesso stupore del capitolo precedente, ha comunque dimostrato di avere tutte le carte in regola per riuscire là dove il primo Scribblenauts aveva fallito.

Partiamo subito dall'elemento più importante. Il sistema di controllo è finalmente stato trasformato in ciò che ognuno di noi si aspettava. Ora i movimenti di Maxwell (il piccolo protagonista) sono affidati alla croce direzionale, il tasto B è adibito al salto, mentre la combinazione di pennino e touch screen viene sfruttata per interagire con gli oggetti e, naturalmente, per digitare sulla tastiera virtuale le parole che si vogliono usare all'interno dei livelli.

Esattamente come accadeva nel primo Scribblenauts, infatti, anche questa volta è possibile scrivere una parola che non sia un nome proprio, per veder comparire sullo schermo la sua riproduzione virtuale perfettamente funzionante, con tanto di fisica e caratteristiche peculiari.

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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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