Until Dawn si ispira a Heavy Rain e al teen horror

E non ci saranno Game Over.

Until Dawn sarà disponibile nel 2013 solo per PlayStation 3.

Il PlayStation Blog ha intervistato Will Byles, Executive Creative Director, per saperne di più sulle fonti che lo hanno ispirato e sull'utilizzo esclusivo del PlayStation Move.

"Siamo partiti dai teen horror", ha spiegato Byles. "Abbiamo un gruppo di teeneger che spariscono in qualche remota location. L'energia è come al solito fuori uso; il telefono è come sempre fuori uso. Poi uno alla volta vengono uccisi".

"Heavy Rain è stato un grande innovatore nella narrazione interattiva, il gioco è incredibilmente buono. David Cage è un grande leader in questo senso, quindi sì, ci siamo decisamente ispirati a lui".

A proposito dell'uso del controller di movimento, Byles ha svelato che "il gioco è stato pensato appositamente per PS Move. Abbiamo iniziato a fare un teen horror in prima persona che fosse basato sulla torcia. Tutto ciò che bisognava fare era muoversi usando la torcia. E PS Move è perfetto per questo: somiglia a una torcia, al tatto sembra davvero una torcia. Il tasto T gestisce la velocità dei movimenti e quando non lo si usa come una torcia il controller si comporta come se fosse la mano di un uomo".

L'assenza dell'HUD è "estremamente importante per due ragioni. Volevamo essere sicuri che il titolo fosse divertente da giocare ma anche da guardare: volevamo che un gruppo di amici si sedesse e si divertisse anche senza giocare. Ogni volta che mettiamo qualcosa sullo schermo, sembra rompere per un attimo la sospensione dell'incredulità del giocatore".

Come accadrà anche in ZombiU per Wii U, alla morte del personaggio non corrisponderà il classico Game Over:

"La storia si adatta a ciò che succede, vogliamo dare al giocatore la possibilità di modificare le sorti del personaggio. Inoltre, se morite in questo gioco, morite e basta. Non ci sono reset o respawn: diventate un altro personaggio".

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Riguardo l'autore

Paolo Sirio

Paolo Sirio

Redattore

Boxaro ma non troppo, sonaro a tratti con un occhio di riguardo per Nintendo, comprende ben presto che il mestiere del giornalista, filtrato per la passione dei videogiochi, ha tutto un altro sapore.

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