Gamescom 2016: Gears of War 4 - prova

J.D. Fenix: nuova generazione, stesso carattere del padre.

Colonia - Quando il primo episodio di Gears of War uscì nel 2006, ci trovammo di fronte a una vera e propria rivoluzione capace di ridefinire i paradigmi dei giochi d'azione. Oggi, dieci anni e quattro capitoli dopo (la numerazione non tragga in inganno, c'è stato anche Gears of War: Judgement), ci troviamo a parlare di un episodio che deve scrollarsi di dosso le fatiche derivanti dalla serializzazione.

Eppure è bastato mostrare un nuovo video di Gears of War 4 allo scorso E3 per riaccendere gli entusiasmi del popolo dell'Xbox, sempre più aggrappato alle proprie esclusive storiche laddove le nuove non si sono affermate col dovuto successo.

La trama è interessante ed è ambientata 25 anni dopo i fatti che hanno portato alla sconfitta delle Locuste. Purtroppo, l'atto estremo che si è reso necessario ha precipitato l'umanità in una sorta di medioevo prossimo venturo, con poche migliaia di sopravvissuti rinchiusi in città dalle alte mure erette per scongiurare qualsiasi minaccia, ma da cui è anche impossibile uscire.

Stefano Silvestri ha messo le mani su Gears of War 4 alla Gamescom e ci racconta le sue prime impressioni.

Alcuni però finiranno col rigettare questa prigionia dorata e formeranno il gruppo degli Outsiders, in cui militerà J.D. Fenix: figlio del ben più noto Marcus, sulle cui spalle graverà il difficile compito di non far rimpiangere il padre. Agli sviluppatori di The Coalition, invece, spetterà l'ancor più arduo compito di dimostrarsi all'altezza di Epic Games, lo sviluppatore originario e di rendere avvincente un titolo contraddistinto da un impianto ludico largamente derivativo.

Un compito sulla carta improbo per un team di sviluppatori formato nel 2010 per lavorare su Microsoft Flight e su alcuni titoli per Kinect, ma è pur vero che a loro si deve anche la Ultimate Edition di Gears of War e che a capo del progetto c'è Rod Fergusson, executive producer dei primi tre capitoli targati Epic Games. Ma al di là di queste considerazioni, com'è Gears of War 4?

L'abbiamo provato alla Gamescom 2016 e la prima 'novità' del gioco è che fa parte del programma Xbox Play Anywhere, quindi acquistando la copia console si avrà anche quella PC e viceversa. Gli Obiettivi e i salvataggi, inoltre, saranno condivisi tra le due piattaforme. Non solo, Gears of War 4 supporterà il crossplay tra PC e Xbox One, col risultato che i proprietari di entrambe le piattaforme potranno giocare assieme online in cooperativa.

E poi ci sarà la nuova modalità Orda, chiamata 3.0. La minaccia questa volta non è più rappresentata dalle Locuste ma 'the swarm', che in Italiano si tradurrebbe con 'lo sciame'. Il loro look è diverso (ma non troppo) rispetto ai loro illustri predecessori, più splatter se vogliamo e, un po' come gli ultracorpi della famosa invasione, hanno il viziaccio di catturare gli umani, imbozzolarli e trasformarli in mostri.

Mostri che però possono anche potenziarsi e diventare molto più cattivi e resistenti, agendo come i Borg di Star Trek sotto l'impulso di una coscienza collettiva. Ma alla fine li si combatte come al solito, ossia muovendosi lungo ambientazioni lineari e procedendo da una copertura all'altra.

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L'ormai collaudata modalità orda tornerà anche in Gears of War 4, ma in una versione 3.0 rinnovata.

Certo, qualche novità nel gameplay c'è, come ad esempio il coltello da combattimento con cui esibirsi in truculente esecuzioni. O il Dropshot, un'arma che lancia dei proiettili trapananti esplosivi a corto raggio, oppure ancora il Buzzkill, con le sue seghe circolari che rimbalzano da tutte le parti, colpendo anche accidentalmente chi le usa, per inciso.

Però si tratta di novità di poco conto all'interno di un impianto che, stando a quando abbiamo visto, è esattamente lo stesso che abbiamo conosciuto dieci anni fa. La nostra prova, infatti, ci ha visto andare alla ricerca di un nostro commilitone catturato dallo sciame. Ed è bastato distruggere il primo dei succitati bozzoli per farci piovere addosso ondate di droni dello Sciame.

Tolti i diversi pattern di attacco, sistemarli è stata una questione che abbiamo riservato principalmente al Lancer (e alla sua sega elettrica, in caso d'incontri ravvicinati). Curiosamente alcuni nemici dello Sciame hanno fatto cascare armi già viste con le Locuste e sarà interessante scoprire come gli sceneggiatori giustificheranno la cosa a livello narrativo.

La nostra marcia è poi passata attraverso una chiesa, nella quale abbiamo fatto conoscenza con la versione potenziata dei droni. Nulla che qualche fucilata (a pompa) non potesse risolvere, ma anche in questo ha fatto la sua comparsa una meccanica ben nota della serie Gears, quella cioè che ci vuole lanciare delle granate all'interno di voragini nel terreno per evitare una costante fuoriuscita di nemici.

Tutto quindi è proceduto nel più canonico dei modi (corridoio, sparatoria, battutine dei compagni, combattimento, cutscene e via così di nuovo) fino a quando siamo arrivati nei pressi di una stazione ferroviaria, dove degli scarafaggi grandi come orsi ci sono spesso saltati addosso, costringendoci a dei quick time event per scrollarceli di dosso. Il basso livello di difficoltà scelto per la dimostrazione li ha resi più che altro una scocciatura, ma il sospetto è che chi affronterà il gioco al massimo livello dovrà girarci al largo.

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Lo Sciame è in possesso di armi appartenenti alle Locuste, come lo giustificheranno gli sviluppatori a livello narrativo?

Una schermata nera (al punto da temere il crash del software) ha concluso una dimostrazione che ci ha divertito per quel che è durata, ma che tolti alcuni elementi accessori avremmo potuto raccontare con le stesse parole nel 2006. Se questo sia un bene o un male per la serie lo diranno i fan di Gears of War, che se da un lato si troveranno di fronte a un 'more of the same' piuttosto evidente, dall'altro torneranno a immergersi nelle atmosfere di un franchise il cui ultimo capitolo risale a tre anni fa.

Certo è che Microsoft qui alla Gamescom ha portato Gears of War 4, Forza Horizon 3 e Dead Rising 4. E con Halo 5 Guardians, Sunset Overdrive e Quantum Break ormai alle spalle, il vento di rinnovamento della line-up di esclusive di Xbox One è confinato a ReCore e Scalebound. Basteranno a vincere la concorrenza di Sony?

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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