Onrush - prova

Abbiamo demolito schiere di veicoli nel nuovo racing di Codemasters.

Comincia la gara. Piede sull'acceleratore, attraversiamo una valle alberata prima di sterzare su una rampa e spiccare un impressionante salto che ci catapulta sull'orlo di una cascata: l'intera diga è un'immensa curva parabolica. Spremendo il turbo dell'Interceptor raggiungiamo finalmente un gruppo di avversari, proprio nell'istante in cui il Rush è carico. Fuoco alle polveri: l'auto schizza a velocità folle e, sgommando, travolge i tre malcapitati in un tripudio di fiamme e lamiere. Su schermo appare una medaglia e in sottofondo si sente una voce femminile: "Uccisione Multipla!". Con un sorriso sulle labbra ci chiediamo: "Che razza di titolo stiamo giocando?".

Ci siamo presentati di fronte a Paul Rustchynsky, game director di Onrush, con un semplice quesito: come nasce l'idea dietro a questo gioco? Una domanda necessaria perché l'ultima fatica di Codemasters è un'interessante commistione tra gli elementi più classici del racing arcade e alcuni punti fermi delle esperienze multigiocatore competitive. Se infatti capita molto raramente di trovarsi a scegliere un veicolo sulla base dei perk e delle abilità, capita ancor più raramente di affrontare corse in cui non importa assolutamente chi sia il primo a tagliare il traguardo. Com'è possibile? Attraverso un sistema di modalità che intreccia le dinamiche dei car combat alle gare tradizionali, prendendo spunto dalle regole degli FPS e aggiungendo un po' di pepe nella forma della componente cooperativa.

L'offerta principale di Onrush vede infatti due squadre fronteggiarsi per completare una serie di obiettivi che riscrivono le regole degli arcade: vi basti sapere che non esiste nemmeno una modalità nella quale la posizione del giocatore abbia importanza sull'esito della gara. In Override, ad esempio, bisogna generare e sfruttare il turbo per il maggior tempo possibile, fino a raggiungere un punteggio di squadra sufficiente per aggiudicarsi un round. Countdown richiede che più componenti della squadra passino attraverso ai checkpoint per aumentare il tempo a disposizione; ovviamente, il primo team a esaurire i secondi sarà sconfitto. Lockdown è simile al celebre Re della Collina dei classici FPS, con la differenza che la zona si muove lungo il tracciato alla stessa folle velocità mantenuta dai veicoli. Switch, infine, è una modalità ad eliminazione: la prima squadra a prosciugare le vite del team avversario sarà incoronata vincitrice.

Nonostante l'elevatissima accessibilità del titolo, che rimane pur sempre un arcade, si intravede fin da subito un livello di gameplay più profondo, principalmente legato alla composizione della squadra. Tutti i mezzi possono infatti contare su abilità e caratteristiche differenti al punto da ereditare lo spirito dei "ruoli" tradizionali: Titan ed Enforcer, ad esempio, possiedono senza ombra di dubbio l'anima del tank, assumendo un compito di fondamentale importanza in modalità come Lockdown, ancorando quintali di acciaio alla zona di conquista oltre a fornire scudi ai compagni e accumulare Rush per ogni nemico abbattuto.

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Graficamente, il titolo ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni mostrate in precedenza.

Allo stesso modo, auto come la Dynamo offrono un approccio completamente diverso alla corsa, essendo costruite a immagine e somiglianza del classico support, con bonus al turbo dei compagni e consumabili da posizionare lungo il tracciato per agevolare l'apocalisse generato dalla squadra. Ovviamente, non può mancare una categoria di killer su quattro e due ruote: le moto, Blade e Outlaw, così come la letale Interceptor, sacrificano la durabilità in cambio di perk decisamente più offensivi; tra scie infuocate da lasciarsi alle spalle e incredibili bonus al turbo, mostrare il fianco a uno di questi mostri significa andare incontro a una morte quasi certa.

Ovviamente le "classi" non si esauriscono qui. Ogni mezzo carica il potentissimo Rush in modo completamente personale ed è fondamentale imparare a svolgere il proprio ruolo al meglio, nonostante si possa cambiare veicolo prima di ogni respawn. Tra perk attivi e passivi, acrobazie che garantiscono sostanziali bonus al Rush e skill difensive ed offensive, questo sistema si propone di costituire un genere quasi completamente nuovo. Avendo chiara la classificazione dei veicoli potete ben immaginare le molteplici sfumature che caratterizzano ogni singola modalità: se tutti gli avversari sono appena esplosi, è difficile che riescano a raggiungere i checkpoint in una gara Countdown.

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Auto e moto convivranno in Onrush. In armonia? Ne dubitiamo...

Allo stesso modo, conquistare la zona di Lockdown è estremamente più semplice quando la corazza di un Enforcer copre le spalle a un Interceptor lanciato a velocità folle. Il sistema di respawn ha un'importanza fondamentale: rimettendo immediatamente il veicolo in corsa al centro del circuito, fa sì che il gruppo resti sempre coeso, offre gustose chance di vendetta e non punisce eccessivamente la distruzione del mezzo, oltre a rendere possibili clamorose uccisioni multiple con tanto di announcer che strizza l'occhio al tradizionale sistema degli FPS.

Quella da noi testata pare proprio la versione finale di Onrush: rispetto ai gameplay visti in precedenza, l'esperienza ha fatto passi da gigante; la sensazione di velocità si può finalmente toccare con mano, e il design dei circuiti si è arricchito di innumerevoli dettagli. Attraversare la diga nel relativo tracciato è un piacere per gli occhi e per il volante, tra rampe che spediscono le auto in orbita e backflip sulle moto, paraboliche impossibili e schivate all'ultimo secondo. C'è da dire che la struttura dell'ambiente aiuta considerevolmente le novità a livello di gameplay, offrendo numerose strade e traiettorie, oltre ad aprire scorci utilissimi per punire gli avversari impegnati in lunghe sterzate. Se aggiungiamo al piatto le gare in notturna, le condizioni atmosferiche variabili ed elementi del paesaggio distruttibili otteniamo un apparato ambientale di tutto rispetto.

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A volte basta un singolo Rush per lasciarsi alle spalle una scia di morte e distruzione, specialmente quando si corre sull'orlo di un precipizio.

Al momento del lancio l'offerta di Onrush si costituirà di una componente single player discretamente lunga, che sostanzialmente assolve una semplice funzione di preparazione al comparto multigiocatore. Oltre al multiplayer classico, infatti, nelle settimane successive al lancio sarà introdotta una modalità competitiva su base stagionale; nel corso di ogni season sarà possibile conquistare oggetti cosmetici e ricompense uniche sulla base del piazzamento, in un sistema che sembra ricordare molto da vicino quello adottato da Epic Games per il suo Fortnite.

Insomma, la commistione creata da Codemasters regge molto meglio di quanto potessimo aspettarci. L'unione di tutti gli elementi alla base del titolo funziona, ed è stata in grado di regalarci ore di spensierato divertimento tra corse e battaglie all'ultimo Rush. Il seme arcade di Onrush ha tutte le carte in regola per trasformarsi in una piacevole esperienza dall'alta accessibilità e dall'altrettanto elevata profondità; inoltre è abbastanza evidente come gli sviluppatori abbiano puntato verso un orizzonte competitivo già attraversato da opere che si approcciavano alle quattro ruote in maniera non convenzionale. Tra poco meno di una settimana potrete farci sapere cosa ne pensate: la open beta di Onrush sarà infatti disponibile su PS4 e Xbox One a partire dal 17 maggio. Guardatevi le spalle dal nostro Interceptor!

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, Ŕ finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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