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Black Shark 5 Pro recensione, gaming su smartphone senza compromessi (ma con stile)

Potente ma non tamarro. Abbiamo testato anche gli accessori ufficiali.

Black Shark è un marchio indipendente relativamente giovane che agisce come società satellite del gigante Xiaomi, un po’ come Poco. Ma mentre quest’ultimo brand, di cui abbiamo potuto testare diversi prodotti nei mesi scorsi, è votato alla produzione di smartphone dediti alla convenienza e al mercato mainstream, Black Shark è specializzato nella produzione di dispositivi votati al gaming e a tutto l’ecosistema che ci gira attorno. Il primo modello è arrivato nel 2018, denominato semplicemente Xiaomi Black Shark. Poi sono seguiti altri smartphone sempre più evoluti. Abbiamo potuto testare l’attuale top di gamma della linea, il Black Shark 5 Pro, e dopo un mese in sua compagnia è ora di esporre il nostro verdetto al riguardo.

Le specifiche sono di primissimo livello e anche se non ritroviamo il più recente chip flagship di Snapdragon, gli ingegneri di Black Shark sono riusciti a tirare fuori il meglio dal penultimo chip 8 Gen 1, nonostante i suoi noti problemi di surriscaldamento e di efficienza energetica. Ottimo è il display 6,7” OLED HDR10 Full HD+ da 144 Hz, con DC dimming e copertura del 109% della gamma DCI-P3. La frequenza al tocco è di 720 Hz, con latenza di appena 8,3ms e una precisione di appena 0.04mm, valore leader nel mercato. Abbiamo poi una doppia zona di sensibilità alla pressione che abilita il touch 3D, che consente operazioni tattili complesse con due sole dita. Il contrasto è di 5.000.000:1 abbiamo un doppio sensore per il rilevamento automatico della luminosità ambientale. Ottima la luminosità, che arriva a un picco di 1300nits.

Pur essendo uno smartphone da gaming enthusiasts, il Black Shark 5 Pro ha un design decisamente sobrio e difficilmente lo si distingue da un prodotto più commerciale. Quel che ci è piaciuto è che non è enorme, non ha troppi LED (solo uno minuscolo sul posteriore e disattivabile), non è molto spesso e pesa poco per quel che c’è dentro: appena 220 gr, ovvero venti grammi in meno di concorrenti come ROG Phone 6 e Red Magic 7 Pro. Insomma, si porta bene in tasca e non è pesante o troppo grande da essere utilizzato con una sola mano, complice anche una cornice dello schermo ridotta al minimo.

Una panoramica del sistema di raffreddamento interno.

All’interno abbiamo un sacco di tecnologia. In primis un eccellente sistema di raffreddamento multistrato composto da metallo liquido e doppia camera di vapore “a sandwich” che trasferiscono il calore a grosse piastre di rame, per una superficie dissipante totale di ben 5320m㎡. Questo sistema è, come vedremo nei nostri test, molto efficiente e permette di smaltire velocemente il calore dal SoC, permettendogli di spingersi sempre al massimo di 3,00 GHz sul core performance e di non andare praticamente mai in throttling.

La batteria è, come ormai su molti prodotti di questo tipo, divisa in due unità per smaltire meglio il calore e non stare a diretto contatto col SoC che è situato al centro, e ha una capacità totale di 4650 Mah, un po’ sottodimensionata rispetto alle esigenze e ai concorrenti (RedMagic le monta da 5000 Mah e Rog Phone da 6000 Mah), ma ci sono diversi sistemi di risparmio energetico e anche lo schermo Samsung è stato scelto accuratamente per ridurre del 15% il consumo. In più, la ricarica ultrarapida da 120W permette una carica completa da 0 al 100% in appena quindici minuti, o in ventiquattro a modalità a temperatura costante. Quando si gioca durante la carica, per non sovraccaricare la batteria e surriscaldare ulteriormente il telefono, viene utilizzato un circuito di bypass della batteria. Sarebbe stato utile uno spinotto a L, ma è disponibile solamente come acquisto a parte.

Per quanto riguarda il comparto audio, siamo realmente ai vertici di quanto visto finora su smartphone. Non a caso questo Black Shark 5 Pro è il primo classificato della classifica annuale di DXOMark. Con due speaker flagship 1216p in configurazione a doppio driver, che producono un suono veramente potente e definito anche a volume massimo. A bordo troviamo quattro microfoni con diverse tecnologie e algoritmi di cancellazione del rumore e di selezione delle voci, per comunicazioni cristalline.

Potenti gli amplificatori, sia per gli speaker sia per l’audio in cuffia, che però deve passare da USB-C tramite adattatore visto che sfortunatamente il produttore non ha incluso il jack 3.5mm e non ha nemmeno inserito un adattatore nella confezione. Gli ingegneri Black Shark hanno comunque collaborato con DTS e Cyrrus Logic per fornire un audio di primo livello sia in riproduzione che in registrazione e fregiare così il telefono di certificazioni prestigiose. Per l’audio tramite BT abbiamo la Snapdragon Sound e il supporto ai codec più avanzati come aptX, aptX HD, aptX Adaptive, LDAC & LHDC. AptX Adaptive, l’ultimo codec di casa Qualcomm, permette con cuffie e auricolari compatibili di ottenere audio ad alta fedeltà 24-bit/96 Khz (e 16-bit/32 Khz per l’audio in chiamata grazie al protocollo CVC) e qualità paragonabile a quella del CD.

Per quanto riguarda l’ecosistema dedicato al gaming, abbiamo un microcosmo a cui si accede tramite la console Shark Space 4.0, attivabile da app o tramite pressione simultanea dei tasti fisici dorsali a scomparsa. Si tratta di una sorta di dashboard in stile console da videogiochi in cui potremo regolare diversi aspetti legati alle performance del SoC, alle personalizzazioni di tasti fisici, virtuali e macro, attivare la modalità immersione che blocca chiamate, notifiche e quant’altro possa distrarre dal gioco, abilitare e personalizzare l’overlay con le statistiche di gioco e di performance, regolare le impostazioni per singolo gioco o app, frequenza di aggiornamento e del touch, e tante altre belle cose, un sistema che ormai comunque troviamo su tanti smartphone da gaming.

Il comparto fotografico solitamente è bistrattato in uno smartphone gaming, ma non è questo il caso. Abbiamo un setup tri-camera con il sensore principale da 108Mp f/1.8 con HDR, il secondario grandangolare da 13MP f/2.4 e 120°, e il terzo sensore è da 5MP f,2.5 telemacro, mentre la camera frontale è da 16MP f/2.45. Per quanto riguarda i video, possiamo registrare fino a 4K60 in HDR10 con stabilizzazione elettronica EIS, e sono supportati timelapse e slow motion fino a 960fps a 1080p, davvero ottimo. Nel complesso si scattano buone foto e si registrano buoni video. Non siamo ai livelli di camera phone o top di gamma come S22, ma decisamente sopra gli smartphone gaming concorrenti.

I tasti dorsali danno una sembianza più da gamepad.

Il software è importato dai modelli similari di Xiaomi con qualche variante: la JoyUI è basata su Android 12 e questo è sinonimo di affidabilità. Tutto gira a come un orologio senza mai nessun impuntamento, il multitasking è veloce e le opzioni di condivisione tra le varie app sono molteplici. Come nei telefoni Xiaomi e Poco, con lo swipe dall’alto nella parte destra si apre il menu a tendina delle icone, mentre dalla parte sinistra quello delle notifiche (un po’ difficile da raggiungere per chi ha mani piccole). In generale, il telefono è molto piacevole da utilizzare: è potente, ha un ottimo schermo e un audio stupendo: è quindi perfetto per guardare multimedia come serie TV in streaming, grazie anche a Wifi 6 e 5G. Ma soprattutto, non avrete imbarazzi a mostrarlo in pubblico col suo aspetto piuttosto sobrio.

Passando al vivo della nostra prova, abbiamo lanciato i nostri soliti benchmark sintetici per valutare le prestazioni. Il SoC lo conoscevamo bene perché testato su diversi altri smartphone, e infatti i risultati sono in linea con quelli di Redmagic 7 Pro, ma superiori a quelli del Poco F4 GT. Quest’ultimo non sprigionava abbastanza potenza e andava spesso in throttling, pur avendo molto in comune con lo Shark.

Con AnTuTu abbiamo ottenuto 985514 punti, 2587 in 3D Mark Slingshot Extreme e 3680 con Geekbench 5. A titolo comparativo, il Redmagic 7 Pro che abbiamo testato qualche settimana fa, ha ottenuto negli stessi test rispettivamente 1014908, 2581 e 3578. La cosa interessante è che utilizzando il FunCooler 3 Pro (trattato nel capitolo accessori più in basso), il punteggio di AnTuTu è salito a 1026810, superando lo score del Redmagic 7 Pro e con temperature che sono scese da 46° a 33°C, a testimonianza che il sistema di raffreddamento interno è talvolta insufficiente a prevenire il thermal throttling. Lo storage è risultato il più veloce mai testato in un telefono, con 1787 MB/s e 1752 in lettura e scrittura sequenziale rispettivamente, superiore persino a quelle ottenute con ROG Phone 6 e RedMagic 7S Pro che montano lo Snap 8+Gen 1.

Passando alle prove vere e proprie coi giochi, ne abbiamo testato svariati e di diverso genere: CoD Mobile, PUBG, New State, Real Racing 3, Injustice 2, Diablo Immortal e Genshin Impact. Le prestazioni sono eccellenti e vengono mantenute durante tutta la sessione di gioco. Il display a 144 Hz e la frequenza di 720 Hz al tocco garantiscono azioni fulminee e risposte senza lag, mentre i tasti dorsali e il Magic Touch danno quella profondità in più.

Volendo è possibile utilizzare gamepad esterni BT, e con quelli come il GameSir X2 si trasforma facilmente la console in una sorta di Nintendo Switch. Basta aggiungere uno di questi gamepad che si collegano alla porta USB-C e si adattano allo schermo, un abbonamento Xbox Game Pass Ultimate che vi da accesso alla libreria PC e console tramite cloud, e RetroArch per l'emulazione di retroconsole fino a PS2/Gamecube, e diventa la console portatile definitiva. Giocando per più di un’ora la scocca del telefono si surriscalda abbastanza ma uniformemente, a testimonianza dell’efficiente smaltimento del calore, ma il processore rimane solitamente abbastanza fresco e solo i giochi più impegnativi impostati al massimo dei dettagli, con texture HD a alti refresh riescono a far raggiungere al SoC temperature vicine ai 60 gradi. Quando accade, la scocca diventa quasi bollente e bisogna necessariamente ricorrere a una soluzione di raffreddamento esterna, e fortunatamente il produttore ne offre diverse progettate in casa, come il FunCooler Pro.

Fotocamera buona per uno smartphone gaming.

Accessori ufficiali in test: Black Shark FunCooler 3 Pro e JoyBuds Pro

Black Shark ci ha inviato due accessori ufficiali: il FunCooler 3 Pro e le cuffie auricolari true wireless JoyBuds Pro. Iniziando dal FunCooler 3 Pro, si tratta dell’ultima versione del sistema di raffreddamento attivo fatto in casa. Non pensate sia una semplice ventolina: qui si fa sul serio. Si tratta di un modulo TEC (thermoelectric cooling) con elementi di Peltier da 1404mm2, che vanno a poggiare su una superficie di rame da 2200mm2 ad alta conduttività; il tutto è racchiuso in un grosso heatsink da 17 poi raffreddato con una ventola centrifuga regolabile via software tramite Shark Arsenal app o dal menu Shark Space, e qui è possibile anche regolare gli effetti e l’illuminazione LED RGB.

Per far funzionare il FunCooler 3 Pro serve un’alimentazione ausiliaria da almeno 20W. Questo requisito permette all’accessorio di generare freddo. Non scherziamo nell’affermare che in piena estate, con 32°c di temperatura ambiente, la superficie che va a contatto col telefono diventa ghiacciata (!) dopo poco più di mezz’ora, e infatti il software segnalava addirittura 10°C come temperatura di contatto col telefono. Questo permette al telefono di raffreddarsi di oltre 30°C e il calore viene velocemente smaltito dalla ventola. In una sessione di un’ora di Genshin Impact che faceva superare pericolosamente i 60°C al chip e rendeva bollente la scocca, collegando il cooler si inverte rapidamente il processo e il telefono inizia magicamente a raffreddarsi: dopo una ventina di minuti il chip segnalava 35°C, come se non fosse completamente sotto sforzo.

Si tratta quindi di un accessorio eccezionale e indispensabile per chi intenda lanciarsi in sessioni di ore con giochi molto pesanti magari durante l’estate, visto che il Black Shark 5 Pro non ha una soluzione di raffreddamento attivo di serie come invece i RedMagic. La cosa positiva e conveniente è che il FunCooler 3 Pro costa poco ed è compatibile con qualsiasi altro smartphone, ma anche altri tipi di dispositivi grazie alla sua clip estendibile. I JoyBuds Pro sono auricolari true wireless con protocollo aptX Adaptive. Questo garantisce una bassissima latenza e un’ottima fedeltà audio in tandem col Black Shark 5 Pro. Il produttore stima una latenza di 40ms per gli auricolari che diventa di 85ms unita a quella della trasmissione con lo smartphone. Questo risultato garantisce ottima sincronizzazione con le azioni di gioco e un lipsync accurato nella visione di multimedia.

Shark Space fornisce un overlay con diverse statistiche e monitoraggi.

Gli auricolari JoyBuds Pro sono a bastoncino in stile AirPods, e montano generosi driver da 12nm per una potenza massima di 40dB. Le batterie da 420 mAh permettono una durata di 10 ore per singola carica, che si va quasi a dimezzare attivando l’ANC. Sfruttando la base di ricarica si arriva a 30 ore, un valore nella media ma grazie alla carica rapida si recuperano 3 ore di utilizzo in soli 15 minuti di ricarica.

L’ANC è disponibile in diverse varianti: bilanciato, leggero, abbattimento del vento e massimo (regolabile tramite comandi touch o via software). La cancellazione del rumore funziona complessivamente bene, ma non è di quelle da primato, forse anche per via dell’isolamento acustico passivo non perfetto. Tra le altre caratteristiche, abbiamo la certificazione IPX4 contro spruzzi e sudore, un doppio microfono dual CVC con riduzione del rumore e attenuazione dell’eco.

Nella nostra prova di utilizzo, abbiamo riscontrato una latenza molto bassa utilizzando il protocollo aptX Adaptive, ma anche una qualità del suono eccellente. Sfruttando servizi come Amazon Music Unlimited che offrono il suono UltraHD a 24-bit e bitrate 1448kbit si può sfruttare tutta la potenza del nuovo codec senza alcun collo di bottiglia. L’esperienza sonora è stata di prim’ordine e con tracce rock abbastanza complesse come Hotel California degli Eagles o Champagne Supernova degli Oasis si percepiscono tutti gli strumenti, con una resa paragonabile ai migliori auricolari con filo su tracce FLAC. A un prezzo di €79 sono degli ottimi auricolari di fascia media all-around adatti al gaming. Unico neo, la latenza è leggermente peggiore del modello inferiore non Pro, che costa la metà. Ci è piaciuto che il software funzioni con qualsiasi smartphone Android.

Cuffiette dalle ottime prestazioni e case compatto esaltano l’ottimo comparto audio.

Black Shark 5 Pro – il verdetto di Eurogamer

Il Black Shark 5 Pro è a conti fatti un prodotto vincente. Nasce come smartphone da gaming, ma se nessuno ve lo dicesse, non ve ne accorgereste mai, quanto meno dall’aspetto. Non è molto più grosso e pesante di molti top di gamma “generalisti” ed è piuttosto maneggevole, ma cosa più importante: non è eccessivo. Questo implica che non avrete remore a tirarlo fuori in pubblico, nemmeno durante i colloqui di lavoro. Grazie all’ottimo schermo con colori vividi ma fedeli e neri profondi, con una luminosità eccellente, questo smartphone è perfetto per multimedia e gaming, e visibile anche sotto la luce diretta del sole; il comparto audio è tra i migliori mai sentiti e siamo d’accordo con DXOMark che lo mette in testa alla sua classifica.

L’esperienza d’uso è soddisfacente e, diversamente da altri smartphone gaming. si comporta bene anche come telefono quotidiano, scattando persino buone foto e girando video abbastanza definiti e stabili, ma ci sono alcuni punti deboli. La batteria da 4650 mAh appare sottodimensionata: si scarica velocemente durante il gaming pesante, soprattutto quando il telefono si surriscalda, e con un’oretta di gioco in pausa pranzo a CoD e Diablo Immortal sulla metro, potete scordarvi di arrivare a sera senza ricaricare.

C’è la ricarica ultrarapida, ma il caricatore non è esattamente portatile e difficilmente lo porterete sempre con voi. Rimane quindi un peccato che il produttore non sia riuscito a inserire lo Snapdragon 8+ Gen 1, che con la sua maggiore efficienza avrebbe probabilmente aumentato l’autonomia. Oltre a ciò, abbiamo notato uno strano problema con la condivisione dei video su WhatsApp: una inviati in chat vanno a scatti, mentre in galleria sono perfetti. Non ci era mai successo con altri smartphone (specifichiamo che su altri programmi di messaggistica non abbiamo riscontrato il problema).

Il Black Shark 5 Pro è disponibile in diversi tagli: da 8/128GB a €779, 12/256GB da €879 e 16/256GB da €979. Noi abbiamo ricevuto la variante di mezzo per questo test, che ci sembra la più equilibrata. La RAM è più che sufficiente e lo storage è uguale a quello della variante top, che non giustifica i 100 euro di esborso in più. A questo prezzo, è uno dei migliori smartphone gaming/top di gamma da utilizzare tutti i giorni, un vero best buy.

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Marco Procida

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