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Dead to Rights: Retribution

Il gameplay c'è, un po' meno la grafica.

Ricordate i vecchi capitoli di Dead to Rights usciti sulle console della passata generazione? In sostanza si trattava di una sorta di rivisitazione 3D di Shadow Dancer di SEGA, con l'unica (sostanziale) differenza rappresentata dall'assenza del ninja bianco, sostituito per l'occasione dal poliziotto guerrafondaio di turno.

La serie sta per debuttare sulle console attuali, portando con sé una bella dose di adrenalina, sangue e latrati. Abbiamo avuto la possibilità di giocare a fondo una versione preliminare di Dead to Rights: Retribution, e dobbiamo dire di essere rimasti piacevolmente sorpresi dal lavoro fatto fino a questo momento dai programmatori.

Sebbene dal punto di vista tecnico il gioco sia tutt'altro che impressionante, il suo gameplay tradizionale ma incredibilmente divertente è stato capace di tenerci incollati al televisore per diverse ore senza mai stancarci.

Il gioco si apre con una sequenza diversa dal solito, chiaramente pensata per permettere subito al giocatore di prendere confidenza con la possibilità di controllare Shadow, il pericoloso sacco di pulci che accompagna Jack Slate. In questa prima sequenza, il protagonista è ferito, e deve raggiungere indenne un luogo sicuro dove curarsi e dove parlare con il proprio contatto.

In questa sequenza è necessario resistere a un assalto continuo di nemici. Per rendere la vita più facile al giocatore, i programmatori hanno riempito l'ambientazione di utilissime bombole infiammabili.

Invece di controllare Jack, quindi, in questa circostanza il giocatore veste i panni del suo possente compagno quadrupede, imparando così a sbranare allegramente i criminali e a dilaniare ogni parte a portata di morso, compresi i gioielli di famiglia (c'è perfino un obiettivo ad essi associato!).

Conclusa questa breve introduzione, Dead to Rights lancia il giocatore in un lunghissimo flashback interattivo, sfruttato dai programmatori per raccontare nei dettagli il motivo che ha spinto Slate a cacciarsi in quella situazione scomoda.

Improvvisamente ci si trova, quindi, nel bel mezzo di un'emergenza terroristica a base di ostaggi, grattacieli e inutili trattative portate avanti dal classico poliziotto col megafono. In uno slancio di eroismo carico di popcorn, Jack rifiuta di obbedire agli ordini del proprio superiore e irrompe all'interno del grattacielo per cercare di risolvere la situazione a modo suo.

In questa particolare circostanza ci si muove da soli, senza l'utile compagnia di Shadow, ed è così che si impara a contare sulle solide capacità di Jack, che oltre a rivelarsi un abile picchiatore dimostra di avere anche una mira impeccabile.

Le meccaniche di gioco non presentano particolari innovazioni ma sembrano mescolare a dovere i punti di forza dei vecchi giochi d'azione, offrendo intensi scontri a mani nude (anche se al momento le combo sembrano un po' troppo limitate), le tradizionali sparatorie all'ultimo headshot, l'onnipresente sistema di copertura, l'immancabile bullet time e una quantità soddisfacente di scagnozzi su cui sfogare le proprie frustrazioni.

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Filippo Facchetti

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Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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