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Redmagic 7s Pro, la Recensione

Nubia risponde al ROG Phone 6.

Negli ultimi mesi Asus ROG e Nubia se le sono date di santa ragione per contendersi lo scettro di smartphone da gaming più potente. Asus ha infatti lanciato il ROG Phone 5S lo scorso anno e Nubia ha risposto con Redmagic 7 prima e Redmagic 7 Pro poi, riprendendosi lo scettro di smartphone più potente. Asus ha quindi ribattuto col ROG Phone 6, che col nuovissimo SoC Snapdragon 8+ Gen 1 e diverse feature interessanti ha riaperto la sfida. Non poteva quindi mancare l’ennesima risposta di questa guerra senza esclusione di colpi, con Nubia che ha lanciato a fine luglio il Redmagic 7s Pro.

Rispetto al Redmagic 7 Pro recensito mesi fa, le novità non sono moltissime e possiamo parlare di un processo di rifinitura più che di una rivoluzione. Per tale motivo non ci dilungheremo troppo sull’analisi delle caratteristiche che sono in gran parte identiche a quelle del 7 Pro, ma ci occuperemo piuttosto di analizzare le novità e di quantificare il guadagno prestazionale garantito dagli upgrade hardware e dalla revisione dell’ingegnerizzazione.

Iniziamo dal SoC, che rappresenta la novità più importante. Il modello precedente montava lo Snapdragon 8 Gen 1, un chip sulla carta molto potente ma che aveva seri problemi di surriscaldamento e quindi difficoltà nel mantenere le prestazioni. Abbiamo riscontrato questi problemi su gran parte degli smartphone che lo montano, anche se Redmagic aveva gestito alla grande la situazione con un ottimo sistema di dissipazione sia passivo che attivo.

Le prestazioni erano quindi buone ma calore e consumo energetico erano quelli che erano. Questo Redmagic 7s Pro monta il chip revisionato 8+ Gen 1, che abbiamo già testato sul ROG Phone 6. Si tratta di un chip più potente ma anche più efficiente, con il 10% di prestazioni CPU in più grazie a un boost di 3.2 GHz sui core ad alte prestazioni e un +10% di prestazioni GPU per l’Adreno 730, ed ora è in grado di arrivare a 800 MHz con un’efficienza energetica superiore di circa il 30%.

A questi upgrade insiti nel chip di Qualcomm si affiancano quelli garantiti dall’architettura hardware del Redmagic 7s Pro, grazie ai chip companion Red Core 1 e Magic GPU di Nubia. Il primo si occupa essenzialmente di gestire l’audio, il touching sample e le luci RGB sgravando il SoC da questi compiti, mentre la Magic GPU agisce su tre fronti: Phase Syncronization, TC Frame Complement e Quintuple Buffering.

Si tratta sostanzialmente di tre tecnologie che agiscono all’unisono con l’obiettivo di sincronizzare e stabilizzare i fotogrammi di gioco senza appesantire l’hardware principale, garantendo quindi frame-rate più fluidi e stabili anche nelle situazioni di maggiore stress per il SoC. In particolare, il quintuple buffering è una tecnologia che solitamente viene impiegata su PC, anche se lì ci si ferma solitamente al buffering. Un’altra somiglianza con la sfera PC gaming viene dalle nuove feature della GPU, che permette di gestire VRR (variable rate rendering) VRS (variable rate shading).

Nubia ha migliorato anche il sistema di raffreddamento, che ora passa alla versione 10.0 dell’ICE Cooling made in Nubia. Il collaudato sistema è formato da ben dieci strati di materiali altamente conduttivo come grafene, rame e alluminio, che fanno circolare il calore in una camera di vapore ora più grande del 300%, a cui si aggiunge la dissipazione attiva della ventola da 20.000 rpm, ora con lamelle più sottili (0.1mm) e affusolate che aumentano il flusso d’aria riducendo la rumorosità di 4 dB e la temperatura di 3°C rispetto al 7 Pro. La ventolina è fluorescente e dotata d’illuminazione RGB, ma solo nelle varianti trasparenti Mercury e Supernova.

Per quanto riguarda memoria e storage, abbiamo sia degli upgrade che dei downgrade. I moduli di RAM LPDDR5 ora sono del 10% più veloci grazie all’ottimizzazione RAM Boost di Nubia e anche lo storage UFS 3.1 è stato accelerato nei processi di lettura e scrittura random con la tecnologia Magic Write. Aumenta anche il quantitativo di RAM massimo con i 18GB delle varianti Mercury e Supernova, ma il modello base Obsidian scende a 12 GB/256 GB, quando nel 7 Pro si partiva da 16 GB/256 GB.

Il sistema di dissipazione passiva interno è ulteriormente migliorato.

Dimensioni, form factor e schermo rimangono pressoché invariati. Abbiamo sempre il display OLED Full HD+ da 6,8” con supporto ad HDR10, refresh massimo di 120 Hz da 16 milioni di colori e luminosità massima di 600 nits che avevamo sul precedente modello. L’unica differenza risiede nella latenza al tocco dei pulsanti dorsali virtuali, che ora passa da 500 a 520 Hz, mentre il touching refresh rimane regolabile da 480 a 960 Hz. Abbiamo ancora una volta la fotocamera anteriore UDC (under display) e il sensore d’impronte sotto allo schermo in grado di monitorare persino la frequenza cardiaca. Il resto del layout rimane lo stesso con doppi altoparlanti stereo, jack 3.5 mm, triplo microfono e slot dual sim.

Le novità però non si fermano all’hardware. Nubia ha ottimizzato ancor di più il suo sistema operativo Redmagic OS portandolo alla versione 5.5. La build basata su Android 12, oltre a essere più reattiva offre nuove funzionalità per la qualità della vita dell’utente, aggiunge interessanti funzionalità al Game Space, la modalità gaming che avevamo già apprezzato nel precedente modello. Attivandola col solito tasto rosso a grilletto, si entra nella “bolla gaming” in cui niente e nessuno può interromperci dal gioco.

Oltre alla dashboard già collaudata che permette di modificare le prestazioni, abilitare i plugin, attivare la ventola e quant’altro, abbiamo la possibilità di prendere note di gioco durante il gaming e di fare degli screenshot che sono sempre a portata di mano per una rapida consultazione. Tra le nuove possibilità ci sono poi dei reminder per le attività da compiere in giornata ma anche durante la sessione stessa del gioco, come buff a un certo punto di una partita a un MOBA e notifiche a schermo che non interrompono il gameplay.

Curiosi quindi di testare il nuovo device, abbiamo lanciato la nostra suite di benchmark sintetici e abbiamo confrontato i risultati con quelli del precedente 7 Pro e con quelli del ROG Phone 6. Iniziando da Antutu, Redmagic 7s Pro ha totalizzato 1086199 punti, ben 85.000 in più del 7 Pro ma 20.000 meno del ROG Phone 6. Passando a Geekbench, abbiamo ottenuto 1332 in single e 4208 in multi-core, ovvero 1100 e 800 punti in più del 7 Pro, e un centinaio di punti in più del ROG Phone 6.

Il telefono è facile da collegare a un monitor e usando mouse e tastiera diventa un PC a tutti gli effetti.

Cosa importante, nei nostri benchmark abbiamo trovato conferma delle promesse del produttore, infatti eseguendo gli stessi con il 7 Pro, nelle stesse condizioni di temperatura, abbiamo riscontrato che il Redmagic7s Pro stava mediamente 3°C più fresco alla fine dei test più prolungati e pesanti.

Lo stesso vale per i giochi testati. Real Racing 3, Genshin Impact, Diablo Immortal, Cod Mobile, Free Fire e PUBG hanno evidenziato, oltre a ottime prestazioni come ci aspettavamo, anche una maggiore stabilità delle stesse, assieme a una temperatura media interna generalmente più bassa di qualche grado, cosa vitale in questa torrida estate, una delle più bollenti degli ultimi trent’anni. La ventola è effettivamente più silenziosa come dichiarato dal produttore e distrae meno dal gioco senza però perdere in efficacia. Dispiace per il display che anche stavolta si fermi a 120Hz, quando diversi dispositivi meno costosi offrono i 144Hz e il ROG Phone 6 addirittura 165Hz.

Un’occasione perduta soprattutto perché questo device sarebbe in grado di offrire frame-rate sincronizzati a tali refresh in gran parte dei giochi. Nubia ha però scelto la strada della stabilità delle prestazioni piuttosto che quella dei picchi massimi ma instabili, e senza dubbio è una scelta che paga nel competitivo, quando una laggata può far differenza tra la vittoria e la sconfitta.

La dashboard in-game è ora più intuitiva, con varie funzionalità aggiuntive. Si possono fare tante cose legate al gaming come overcloccare CPU e GPU, regolare il refresh rate e attivare feature grafiche avanzate come VRS e VRR. Dobbiamo però segnalare ancora una volta la mancanza di un monitoraggio integrato delle temperature interne di SoC, sistema e batteria, cosa che invece ritroviamo in altri smartphone votati al gaming come Poco X4 GT e F4 GT e ovviamente sui ROG Phone. In questo caso ci si deve affidare obbligatoriamente ad app esterne, che possono peccare in affidabilità oltre che a pesare ulteriormente sulle risorse.

Uno scatto in una tipica condizione di misto luci e ombre che mette in difficoltà il sensore

Sul fronte audio si parte dall’ottima base del predecessore, con doppio altoparlante stereo di buona potenza, certificazione DTS X Ultra Surround, una buona amplificazione in cuffia e un DAC all’altezza. Il produttore fa però un passo avanti inserendo il supporto allo Snapdragon Sound, una tecnologia che permette, tramite un nuovo codec chiamato aptX Lossless, di raggiungere e superare la qualità audio del CD tramite la connessione BT, grazie a una qualità di campionamento fino a 24-bit e 96 KHz e un bitrate massimo di 1 Mbit. Ovviamente sono supportati anche tutti i codec aptX precedenti e LDAC di Sony, ma quest’ultima aggiunta rende questo smartphone a prova di futuro per le periferiche audio che verranno.

La batteria è ancora da 5000 Mah con ricarica rapida da 65W (in Cina disponibile anche fino a 165W). Benché l’unità sia la stessa del 7 Pro, sul 7s Pro garantisce un’autonomia maggiore in ogni frangente grazie alla maggiore efficienza energetica. Sia in gaming, che durante la visione di multimedia, che nell’uso normale o in standby, si riesce a tirar fuori qualche ora in più negli stessi scenari di utilizzo, e ne consegue che si arriverà a fine giornata con una maggiore batteria residua. In ogni caso la ricarica è molto rapida e il layout a due celle separate attorno al SoC previene i surriscaldamenti durante il gaming sotto carica.

Per quanto riguarda la fotocamera, sappiamo bene che un prodotto di questo tipo non si compra per fare foto o selfie, e Nubia non si è infatti sforzata più di tanto, mantenendo la stessa configurazione di Redmagic 7 e 7 Pro. Quindi abbiamo un modulo tri-bay 64 MP wide / 8 MP ultrawide / 2 MP macro ( apertura f/1.79, f/2.2, f/2.4 ), con sensori 5KGW3+HI846+OV02A10. Questa configurazione permette di fare foto decenti in condizione di buona illuminazione che possono andare bene per i social ma non per darsi alla fotografia. Segnaliamo inoltre qualche lag nell’inquadratura con diversi soggetti in rapido movimento.

La fotocamera selfie è ancora una volta under display: durante gli scatti c’è sempre quella percezione di alone, che poi viene in qualche modo mascherata dall’elaborazione software. Bene ma non benissimo, visto che le foto vengono molto rumorose. Trovate qui sotto i nostri scatti.

Per quanto riguarda i video se la cava benino: possiamo registrare anche in HDR10 a 8K a 30fps, 4K a 60fps/30fps, 1080P a 60fps/30fps, 720P a 30fps con stabilizzazione elettronica, mentre la camera anteriore supporta supporta registrazione 1080P/720P a 30fps. Troviamo anche slow motion fino a 480fps e time lapse.

L’esperienza d’uso è nel complesso molto buona e molto simile a quella del 7 Pro. Tolte le foto (soprattutto i selfie) nel quotidiano è un gran bel telefono, dotato di un ottimo schermo con colori fedeli e HDR per le serie TV e i film ad alta definizione. Il peso di tanta tecnologia si fa sentire con i suoi 235 g, e anche lo spessore è importante con 7,7 mm, quindi diciamo che non è esattamente tascabile.

Il motore di vibrazione lineare sull’asse X restituisce feedback precisi e potenti.

La batteria è decisamente longeva nell’uso normale e nella visione di multimedia o ascolto di musica e stando attenti si arriva anche a due giorni senza dover ricaricare. Migliora l’autonomia della batteria, soprattutto in gaming e anche sul fronte audio ci sono passi avanti. Nel complesso tutto è molto simile a quanto sperimentato con il 7 Pro testato tempo fa. Il produttore ha lavorato meglio sulla localizzazione, anche se ancora non perfetta, ma rimangono alcuni bug come app e giochi che non partono e Netflix che ancora non riconosce il display HDR.

Anche per il Redmagic 7s Pro sono disponibili diversi accessori da gaming venduti a parte, come case protettivi, pellicole, auricolari, un mini-gamepad da e-sport, il Turbo Cooler e (novità) un nuovo Magnetic Cooler e diversi accessori per l’utilizzo come un PC. Se equipaggiato come si deve, il Redmagic 7s Pro diventa una macchina da gaming perfetta, sia per quanto riguarda i giochi Android che per quanto riguarda l’emulazione di retroconsole, dove grazie a prestazioni eccezionali e facilità d’uso riesce a gestire perfettamente console della generazione di PS2 e portatili più recenti.

Le prestazioni sono alla stregua di quelle del ROG Phone 6 e la scelta dell’uno o dell’altro va a preferenza delle singole feature da cui ognuno dei due è caratterizzato. Ma il plusvalore del Redmagic 7s Pro è sicuramente il prezzo, che per il mercato europeo va dai €769 della versione Obsidian da 12/256 GB ai €949 delle versioni Mercury e Supernova da 18/512GB, ovvero circa 300 euro in meno di ROG Phone 6 e top di gamma di altri brand.

Se il gaming online è un’attività a cui vi dedicate quotidianamente, il Redmagic 7s Pro è il device perfetto per assolvere a questo compito, senza peraltro spendere troppo, a patto però di soprassedere a qualche sbavatura nell’utilizzo a 360° dello smartphone, a partire dalla fotocamera selfie.

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