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Round-up giochi scaricabili PS4 - review

Diamo i voti a flOw, Flower, Escape Plan e Sound Shapes.

Che i team interni della famiglia PlayStation fossero al lavoro da mesi sui dev-kit PlayStation 4 non è mai stato un mistero, quello che forse ha sorpreso un po' tutti quanti è la mossa di portare alcuni dei più riusciti titoli scaricabili del PSN sul nuovo monolite di casa Sony. Flower e flOw di Thatgamecompany, Sound Shapes di Queasy Games, ed Escape Plan di Fun Bits Interactive, sono infatti approdati anche su PlayStation 4 dopo aver collezionato in passato ottimi voti e premi a livello internazionale.

A rendere le cose ancora più appetibili c'è la funzionalità cross-buy. che permette di scaricare, senza alcun costo aggiuntivo, i titoli appena menzionati a coloro che in passato abbiano già provveduto ad acquistarli su PS3 o PS Vita. Upgrade grafico a parte, alcuni titoli hanno beneficiato delle caratteristiche del DualShock 4 per rendere l'esperienza di gioco ancora più coinvolgente. In attesa di scoprire se altri titoli dello studio californiano verrano convertiti (Journey e la serie PixelJunk vi dicono niente?), andiamo a vedere cos'è migliorato (o peggiorato) in questi titoli durante il processo di adattamento per la neonata console del colosso giapponese.

flOw

Quanti si ricordano del primissimo gioco sfornato da Jenova Chen? Era il febbraio 2007, PlayStation 3 doveva ancora arrivare sul mercato europeo e in molti si domandavano perché una grossa compagnia come Sony investisse così tanto in sviluppatori e team sconosciuti. flOw fu uno dei primissimi prodotti scaricabili dal PlayStation Network, nonché il capostipite del genere indie su console che da lì a pochi anni sarebbe diventato anche motivo d'acquisto di una piattaforma da parte del pubblico.

Il gioco realizzato da Thatgamecompany ci mette nei panni di quattro strane creature marine, e fondamentalmente lo scopo è di assorbire piccoli organismi viventi che popolano i vari livelli dei fondali. Con il DualShock è possibile muoversi liberamente grazie ai sensori di movimento inclusi nel controller, che risultano leggermente più precisi rispetto alla controparte uscita qualche anno fa su PS3. Premendo invece un qualsiasi tasto daremo una spinta al nostro alter-ego digitale, che ogni tanto dovrà anche vedersela con alcune bestie subacquee le cui intenzioni possono essere a volte pacifiche altre meno cordiali. In quest'ultimo caso verremo riportati nel "piano" superiore del livello.

Il primo titolo creato da Thatgamecompany non ha risentito del peso degli anni; anzi, vederlo girare a 1080p è un'esperienza quasi mistica.

Sfortunatamente flOw è il gioco che, qualità grafica a parte, ha ricevuto il minor numero di benefici nel passaggio da PS3 a PS4, ma considerando il costo esiguo e che fa parte del programma Cross-Buy, spendere 3 Euro per immergersi in un piccolo capolavoro che strizza l'occhio alla cultura zen ne vale proprio la pena. I colorati fondali marini si muovono ora a 1080p e 60 frame per secondo, rendendola senza alcun dubbio la miglior versione in circolazione, e nel caso fossimo in possesso di altri joypad è possibile affrontare l'avventura in compagnia di un massimo di tre amici.

"flOw è il gioco che, qualità grafica a parte, ha ricevuto il minor numero di benefici nel passaggio da PS3 a PS4"

Ricordiamo infine che flOw è disponibile anche su PlayStation Vita e sfrutta, anche in questa caso, la tecnologia Sixaxis per i controlli, mentre il motore grafico è stato per forza di cose riadattato allo schermo della console portatile Sony. Il risultato è comunque soddisfacente, nonché un'ottima scusa per tutti coloro che non hanno PS4 di rigiocare alla piccola perla che ha aperto la strada a una delle software house più apprezzate e amate dell'industria.

8/10

Flower

Uscita nel febbraio 2009, la seconda fatica dei Thatgamecompany può essere tranquillamente classificata come una delle esperienze videoludiche più affascinanti mai realizzate e, se ci pensiamo bene, è incredibile come un concept così semplice sia riuscito a fare breccia nel cuore di milioni di persone.

Se siete tra i pochi mortali che ancora non hanno giocato questo capolavoro, mettevi in ginocchio sui ceci e correte a comprarlo sul PSN!

Anche questa volta Flower fa ampio uso dei sensori di movimento del nostro pad, il quale permette di prendere il controllo di un petalo che deve far sbocciare centinaia di fiori sparsi per i sei livelli che compongono il gioco. Premendo un qualsiasi tasto si "accelera" la corsa del nostro sciame di petali che a mano a mano diventerà sempre più maestoso, regalando una gioia visiva e sonora di quelle che raramente si vedono in un videogioco.

"Flower può essere tranquillamente classificata come una delle esperienze videoludiche più affascinanti mai realizzate"

Lo scopo è far tornare in vita intere praterie e città cadute nel grigiore dello smog, ed è che qui che viene a galla la sua natura ecologista che tenta in qualche modo di sensibilizzare i giocatori anche con una brevissima e semplice storia di sottofondo. Graficamente non sono stati compiuti miracoli rispetto alla controparte uscita su Playstation 3, e oltre a una notevole pulizia grafica e una migliore fluidità, il gioco si presenta tale e quale a quello che avevamo assaporato ormai cinque anni orsono.

Il DualShock 4 fa il suo dovere proprio come il suo predecessore, ma stavolta lo speaker integrato ci avvisa quando facciamo sbocciare i fiori nascosti (ce ne sono tre in ogni livello), oppure nel caso stessimo uscendo dalla zona delimitata degli stage, visto che pur essendo molto ampi, non ci troviamo di fronte a spazi da open world. La longevità si assesta sulle 3/4 ore ma nel caso volessimo andare alla ricerca di tutti i fiori e gli obbiettivi richiesti nella lista dei trofei, il tempo necessario per completarlo al 100% si eleverà fino alle 7 ore e oltre.

Flower: un trailer, per ricordare.

Inclusa negli €8 si trova infine anche la versione per PlayStation Vita, uguale in tutto e per tutto per quanto riguarda i contenuti, mentre a livello grafico, a parte qualche problema di anti-aliasing, non si segnalano problemi nei controlli. Consigliamo infine di giocarlo, se possibile, con un buon paio di cuffie o articolari, e ora che il pad di PlayStation 4 supporta l'ingresso per i mini jack non ci sono davvero più scuse per non godere appieno dell'incredibile comparto sonoro che Flower sa regalare.

"Flower si dimostra una gemma di rara bellezza capace di offrire un'esperienza come pochissimi altri hanno saputo fare"

Oggi come nel 2009, Flower si dimostra una gemma di rara bellezza capace di offrire un'esperienza come pochissimi altri hanno saputo fare nella scorsa generazione di console. Consapevoli del fatto che potrà non piacere a tutte le categorie di videogiocatori, la seconda fatica di Jenova Chen ha trovato la sua massima ispirazione su PlayStation 4, e nel caso non abbiate potuto o voluto provarla, questa è l'occasione perfetta per rimediare al vostro piccolo/grande errore.

9/10

Escape Plan

Realizzato da, Fun Bits Interactive, team con sede a Seattle, Escape Plan è stato uno dei primi titoli approdati su PlayStation Vita durante il lancio europeo, nonché uno dei migliori disponibili sullo store digitale di Sony. Questo originale e bizzarro puzzle game vede come protagonisti Lil e Laarg, due creature (la prima piccola è magra, le seconda grossa è... grassa), il cui obiettivo è fuggire da un'infinita serie di trappole e ostacoli che costella un universo completamente realizzato in bianco e nero.

Escape Plan è il titolo che più di tutti ha beneficiato del passaggio di generazione. Peccato che i controlli non siano all'altezza dello schermo della PlayStation Vita.

Essendo questa la sua prima "uscita" al di fuori della portatile del colosso nipponico, gli sviluppatori hanno dovuto riscrivere e adattare i controlli per il DualShock 4, e grazie al touch-pad l'operazione è stata meno dolorosa del previsto. La versione originale di Escape Plan infatti faceva largo uso del touch screen e del sensore di movimento di Vita, risultando perfetto per tutti i tipi di dita (grandi e piccole). Peccato invece che durante il processo di conversione su PS4 qualcosa non sia andato per il verso giusto.

"Gli sviluppatori hanno dovuto riscrivere e adattare i controlli per il DualShock 4, e grazie al touch-pad l'operazione è stata meno dolorosa del previsto"

Per far camminare le due sfortunate creature è ora necessario premere il d-pad a destra o a sinistra, ma i problemi sorgono quando bisogna dare un'ulteriore spinta per evitare la morte: se su Vita bastava uno swipe col dito sul personaggio, ora bisogna trovare "il punto giusto" sul touch pad del DS4, operazione che si traduce in un fallimento due volte su tre. Il sensore di movimento funziona invece molto bene e dobbiamo ammettere che la precisione del nuovo pad rende le "sessioni di volo" dei protagonisti (previa assunzione di una boccata d'elio) meno frustranti che in passato.

Il resto è rimasto praticamente immutato e ritroviamo quindi gli oltre 100 livelli disponibili (più 3 pacchetti con stage extra in vendita sul PS Store), e le stesse esilaranti morti che caratterizzavano la versione originale. Un discorso a parte va fatto per il comparto grafico, che finalmente gode dei 1080p ed elimina le scalettature presenti nella controparte portatile, mentre la piacevole colonna sonora accarezza le nostre orecchie con brani di musica classica.

Il trailer di lancio di Escape Plan.

Tirando le somme, nonostante i controlli siano leggermente più scomodi rispetto a quelli visti su Vita, Escape Plan si riconferma un software valido sotto quasi tutti gli aspetti, peccato che il prezzo di 13 Euro sia troppo alto viste le 4/5 ore necessarie per portarlo a termine. Fortuna che con €20 è possibile portarsi a casa il gioco insieme all'intera collezione di DLC (venduti separatamente a €3.99 e €4.99), offrendo così una buona dose di risparmio e ore di gameplay extra.

7/10

Sound Shapes

"In Sound Shapes prendiamo il controllo di una piccola pallina che bisogna muovere da una parte all'altra dello schermo evitando nemici e altri ostacoli"

Non è un segreto che negli ultimi tempi il Canada si sia fatto strada nel settore videoludico con piccole e grandi produzioni, e soprattutto il quel di Toronto la comunità di sviluppatori si fa giorno dopo giorno sempre più grande. Di questa fanno parte anche i ragazzi di Queasy Games, che in collaborazione coi Santa Monica Studio hanno partorito nell'agosto 2012 l'eccellente Sound Shapes, platform game a sfondo musicale che vanta collaborazioni di tutto rispetto con artisti del calibro di Beck, Jim Guthrie, Superbrothers e Deadmau5.

In Sound Shapes prendiamo il controllo di una piccola pallina che, come nel più classico dei platform bidimensionali, bisogna muovere da una parte all'altra dello schermo evitando nemici e altri ostacoli (in questo caso contrassegnati di rosso).

L'eccentricità grafica di Sound Shapes è qualcosa che raramente si trova in un videogioco moderno, e questo grazie alle creazioni di Superbrothers, Venus Patrol e molti altri artisti canadesi.

L'obbiettivo è raccogliere nel minor tempo possibile i piccoli cerchietti sparsi nei livelli, che aggiungono una nota o un suono alla canzone che sta suonando in sottofondo. Facile a dirsi, meno a farsi, visto che l'elevato livello di bastardaggine del team canadese mette a dura prova anche la pazienza dei giocatori più calmi e scrupolosi.

Se poi i 20 livelli inclusi non fossero abbastanza, l'immensa community formatasi in questi mesi ha in serbo centinaia di creazioni che non aspettano altro d'essere scaricate (gratis) dal portale raggiungibile dal menu principale. Alcune di queste sono firmate da nomi conosciuti nel mondo dei videogame quali Shuhei Yoshida, Baiyon, Scott Rohde e gli stessi Santa Monica Studio, che rendono la longevità di Sound Shapes praticamente infinita. Con l'editor incluso possiamo inoltre dare sfogo a tutta la nostra fantasia e realizzare nuove creazioni grazie al pannello touch del DS4, che rende il processo di costruzione ancora più intuitivo e veloce.

"Il livello grafico è molto simile a quello già visto su PS3 e Vita, mentre i controlli rispondono in maniera decisamente migliore"

Il livello grafico è molto simile a quello già visto su PlayStation 3 e Vita, ma lo stesso non si può dire dei controlli, che rispondono in maniera decisamente migliore rispetto alle versioni già pubblicate. I macchinosi movimenti (come quando siamo appiccicati sopra un oggetto dondolante), sono ormai un brutto ricordo, mentre il DualShock 4 viene sfruttato in maniera simpatica grazie allo speaker integrato, che ci segnala il raccoglimento di una nota... o la perdita della vita.

Sound Shapes si mostra in video.

Anche i tanto odiati/amati DLC sono pronti per essere acquistati (per fortuna a prezzi irrisori), e aggiungono nuove librerie di suoni da utilizzare nell'editor e l'originale upgrade che trasforma la nostra pallina in una scattante motocicletta capace di girare su se tessa di 180° ed eseguire vertiginosi scatti di velocità.

I collezionisti di trofei saranno contenti di sapere che sincronizzando i salvataggi precedentemente caricati sul cloud da PS3 e Vita, andranno immediatamente a sbloccare tutti gli obbiettivi raggiunti sulle altre console, regalando ai più masochisti un nuovo scintillante trofeo di platino da aggiungere alla propria collezione.

Insomma, se siete tra coloro che ancora non hanno messo le proprie mani su questo ottimo platform musicale, lasciarsi scappare anche questa versione di Sound Shapes sarebbe un grave peccato, soprattutto se consideriamo il fatto che quella per PlayStation 4 è senza alcun dubbio la migliore disponibile sul PSN.

9/10

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A proposito dell'autore

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Manuel Stanislao

Contributor

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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