Skip to main content

Spyborgs

Vorrei ma non posso.

La ricetta, sulla carta, sarebbe anche piuttosto semplice: si prende un team fatto di ex di indubbio talento (Bionic Games, studio fondato da alcuni esuli di Insomniac), li si mette al lavoro su un action un po' old school interamente fondato su dinamiche cooperative, si aggiunge l'immancabile art direction cartoonosa indispensabile per ammiccare allo zoccolo duro dei fan Nintendo, ed il gioco è fatto. Peccato soltanto che la pratica sia spesso diversa dalla teoria, e che Spyborgs non sia esattamente un'irresistibile gourmandise.

Va comunque detto per onestà di cronaca che il progetto non è nato sotto una stella propriamente fortunata: l'idea iniziale era sì quella di proporre un action da giocare in coppia, infarcendo tuttavia l'insieme con un contorno in stile show televisivo dal retrogusto demenziale. Spyborgs doveva dunque presentarsi come un vero e proprio programma ad episodi, con tanto di finti break pubblicitari sotto forma di deliranti minigames. Oh, e come dimenticare nemici come minacciosi coccodrilli col jetpack e orsetti ricoperti di popò?

Poi, nel dicembre del 2008, l'improvviso cambio di direzione: Capcom annuncia di non essere soddisfatta dello sviluppo del gioco e Spyborgs viene pesantemente rivisto. Eliminato completamente l'aspetto trash-ironico del titolo, bocciata la struttura da serie TV e rimossi i minigiochi di contorno: si passa ad un action senza fronzoli con una direzione artistica meno scanzonata ma comunque evidentemente ispirata ai cartoni animati, in una sorta di versione per preadolescenti di Gears of War. Uau, non aspettavo altro.

Il look è quello di un cartone animato un po' sfigato, ma va riconosciuta una certa coerenza nei colori e nel design.

Se a livello puramente stilistico Spyborgs convince poco (i personaggi sono stereotipati e privi di personalità, per non parlare dei nemici tremendamente generici o delle ambientazioni trascurabilissime nel loro essere prive di carattere...ma forse un tredicenne yankee potrebbe comunque trovare appetibile il tutto, chi lo sa!), l'impianto tecnico è comunque assolutamente innegabile: l'opera di debutto di Bionic Games è senza dubbio alcuno uno dei titoli più impressionanti dell'intera softeca Wii, un'autentica meraviglia da gustare con gli occhi fatta di esplosioni, effetti sbalorditivi (luci e fumo non sfigurerebbero su PS360) ed animazioni di ottima fattura.

Per non parlare della fluidità globale del motore, perfetto anche nelle situazioni più congestionate: so che sembra incredibile, ma Spyborgs è davvero una delle cose più devastanti viste sulla bianca console N.

Non è purtroppo però tutto oro quel che luccica, ed il rovescio della medaglia nello specifico è ahimé piuttosto doloroso: Spyborgs è infatti contraddistinto da alcune scelte di game design a dir poco ottuse, assurde nella loro evidente erroneità. Primo: l'apparenza paciocca e colorata nasconde un cuore insospettabilmente hardcore, e la confusione nell'individuazione del target diventa evidente quando giocando a normal si muore 15, 20 volte nei primi 3 livelli. Alla faccia del gioco un po' infantile, qui c'è da far invidia ad Ikaruga e Ninja Gaiden nel counter delle imprecazioni.

Non manca una componente di sviluppo dei personaggi in stile RPG: una trovata interessantissima, vanificata da una realizzazione non del tutto convincente.

Secondo: qualcuno spieghi a Bionic Games che un action duro e puro deve essere fondato su un combat system ricco e variegato, e che se in un action duro e puro le mosse sono una dozzina scarsa (contando anche la parata ed il salto+attacco come mosse, attenzione!) forse forse qualche problemino c'è. Anche perché sia chiaro che nessuno si aspetta le esose finezze ludiche di Bayonetta da un titolo simile, ma diamine è piuttosto impensabile l'idea di passare 7 ore a ripetere le stesse due-mosse-due.

A dispetto dell'involutezza e delle limitazioni nel gameplay, una volta assimilato (e vi ci vorrà più di qualche minuto, complice anche il tutorial praticamente inesistente...) Spyborgs saprà comunque lasciarsi giocare abbastanza piacevolmente: il concetto di un beat 'em up a scorrimento marcatamente cooperativo si sposa infatti alla grande con il tipo di fruizione del Wii, e pazienza se le coreografiche finisher da eseguire a colpi di motion control perderanno la loro incisività nel giro di pochi minuti.

Se state cercando un videogame senza troppe pretese, uno scacciapensieri da giocare in compagnia di un amico per ricordare i tempi di quei memorabili doppi a Double Dragon, Spyborgs potrebbe fare al caso vostro (vista e considerata anche la penuria di alternative): non aspettatevi certo un titolo epocale, ma da bravi fan del genere potreste comunque gradire (probabilmente rammaricandovi come il sottoscritto per alcune scelte infelici che hanno significativamente compromesso la qualità globale del prodotto). Se invece siete alla ricerca di un regalo ingenuo per il fratellino, il cuginetto, il figlio o il nipotino guardate altrove: questo non è affatto un gioco per utenti alle prime armi. Nonostante tutto, provaci ancora Bionic Games!

6 / 10