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XCOM: Enemy Unknown - prova

Incontri ravvicinati del quarto tipo.

Direttamente da Cidiverte, distributore ufficiale di 2K in Italia, è arrivato un codice preview di XCOM: Enemy Unknown, l'atteso reboot dell'amatissima serie omonima firmata Microprose. Non ci siamo dunque fatti pregare troppo: il destino della razza umana non è mai stato così in pericolo e servono risorse e uomini fuori dal comune per garantire un futuro al nostro pianeta.

Le premesse sono infatti quelle classiche sia della serie sia di gran parte della fantascienza moderna: una civiltà aliena piuttosto ostile sbarca sulla Terra per sterminare e conquistare, scegliete voi l'ordine che preferite, la razza umana. Una situazione talmente disperata che i governi di tutto il mondo si coalizzano in un Consiglio globale per creare una divisione speciale, la XCOM, col gravoso compito di contrastare questa invasione.

Ogni soldato sarà completamente personalizzabile. Salendo di livello sarà possibile anche specializzarlo in un ruolo specifico.

Se nel videogame originale di Microprose questa premessa era anche l'unico spunto narrativo sul quale i giocatori costruivano la propria epopea, i ragazzi di Firaxis sono riusciti a cucire tra di loro i vari momenti del gioco in modo da renderne molto più serrato e moderno l'incedere. Una volta scoperta una tecnologia aliena, per esempio, non saremo informati semplicemente da una schermata testuale ma osserveremo un filmato nel quale la determinata dottoressa Vahlen ci spiegherà cosa il suo team ha appena scoperto e le implicazioni di tale rivelazione.

Tutto questo sarà particolarmente chiaro avviato il gioco, dove le prime missioni, mascherate da tutorial, vi accompagneranno passo a passo inizialmente sul campo di battaglia, dove scopriremo l'invasione nemica e come muovere la nostra squadra, e successivamente alla base di comando, dove faremo progressivamente la conoscenza di tutti i nostri collaboratori e i loro compiti.

L'intuizione di Firaxis è stata quella di capire che la struttura di gioco utilizzata da Blizzard per raccontare la storia di Starcraft II poteva essere reinterpretata per dare maggior brio alle fasi di gestione della base di XCOM. La schermata principale sarà una sorta di hub nel quale muoversi per far progredire la propria organizzazione. Ognuna delle sezioni principali sarà gestita da un personaggio col quale interagire per ottenere informazioni, ricercare o costruire nuovi elementi.

I combattimenti saranno spezzati da piccoli filmati che sottolineeranno le fasi più concitate dello scontro.

Nel laboratorio potremo analizzare i corpi e la tecnologia aliena che raccoglieremo durante le missioni sul campo. Potremo scegliere di sviluppare una sola tecnologia per volta ma solo se avremo a disposizione sufficienti risorse da sacrificare nella ricerca. La velocità con la quale gli scienziati lavoreranno dipenderà dal numero di luminari ospitati nella base e dall'adiacenza di più laboratori tra di loro.

"Nel laboratorio potremo analizzare i corpi e la tecnologia aliena che raccoglieremo durante le missioni sul campo"

L'officina è gestita dal Dottor Shen ed è il luogo nel quale le scoperte scientifiche fatte dal laboratorio sono realizzate per migliorare l'equipaggiamento dei soldati o dei mezzi. È anche il luogo in cui potremo decidere se e come espandere la base. A differenza dei vecchi XCOM, nei quali dovevamo costruire diverse roccaforti per proteggere l'intero globo, in questo reboot avremo a disposizione un unico quartier generale dal quale coordinare tutte le operazioni.

Quella che a prima vista potrebbe essere percepita come una semplificazione rispetto al gioco originale, in realtà chiederà diverse operazioni di micro-management per ovviare a delle risorse più limitate, ma soprattutto a uno spazio minore per espandere la struttura.

Potremo, infatti, scavare un massimo di altri quattro piani sotterranei, per un totale di 24 vani da riempire come vorremo. Il problema saranno da una parte le esigenze energetiche della struttura, che ci richiederanno di destinare alcune di queste cavità a centrali elettriche e dall'altra al fatto che più strutture dello stesso tipo funzioneranno meglio se adiacenti, dando dei preziosi bonus.

Per proteggere ulteriori nazioni oltre a quella nella quale ci siamo insediati, sarà dunque necessario costruire prima una stazione di comunicazione nella base, in modo da poter lanciare in orbita un satellite che vigili sui movimenti alieni nei cieli di un altro paese. Inoltre sarà meglio attrezzare uno squadrone d'intercettori che operi nel continente, in modo da contrastare e abbattere i dischi volanti alieni e dare il via a missioni di recupero a terra.

"Estendere la propria rete su tutto il pianeta sarà fondamentale per le finanze, poiché ogni nazione elargirà donazioni in base al grado di protezione"

Estendere la propria rete su tutto il pianeta sarà fondamentale per le finanze, poiché ogni nazione elargirà donazioni in base al grado di protezione, oltre che per ottenere risorse ed equipaggiamento supplementare, attraverso una serie di richieste e missioni supplementari che andranno a spezzare la routine della ricerca di alieni tramite la mappa globale.

Gestiremo una sola base per partita. I problemi arriveranno nella gestione dei pochi spazi a disposizione per far tutto.

Capiterà, infatti, che alcune nazioni vi chiedano artefatti alieni per farli studiare ai loro scienziati o di recuperare dei VIP caduti in un'imboscata nemica. Queste missioni, più quelle legate alla trama, in altre parole consequenziali a scoperte scientifiche o eventi particolari, saranno quelle che racconteranno il nostro rapporto con il Consiglio e l'andamento della guerra e contribuiranno maggiormente a creare lo scheletro narrativo di cui parlavamo prima.

Oltre a quello gestionale, vi sono altri due aspetti che hanno sempre contraddistinto la serie XCOM. Il primo è la fase di Intercetto, nella quale invieremo un aereo ad abbattere un veicolo alieno appena apparso sui radar. Questa componente è forse quella che maggiormente ha sofferto del processo di massificazione del gameplay compiuta da Firaxis.

Ciò perché da una parte la nuova struttura di gioco rende sempre più rari questi momenti e dall'altra perché le possibilità date al giocatore sono minori, come la possibilità di decidere quanti velivoli mandare, le armi da equipaggiare o la velocità che gli aerei devono tenere.

Durante lo scontro con gli UFO potremo decidere semplicemente che tipo di bonus utilizzare per provare a tenere in vita il nostro mezzo e distruggere quello nemico. Una volta abbattuto l'oggetto volante non identificato, potremo mandare la nostra squadra a recuperare la tecnologia aliena e a ripulire la zona da eventuali invasori sopravvissuti.

Durante ogni turno i soldati avranno due azioni da compiere e dovremo decidere come muoverci e sparare.

I Recuperi ci vedranno abbandonare la gestione globale dell'agenzia XCOM per condurre direttamente la squadra di soldati sul luogo del disastro. Queste missioni sono strutturate come uno strategico a turni nel quale muoverete una squadra di cinque elementi, perlomeno inizialmente, alla ricerca dell'obiettivo prefissato.

Gli ambienti, non particolarmente ampi, si sviluppano su più livelli, uno degli elementi più importanti da considerare durante la fase di pianificazione della strategia, dato che la posizione sopraelevata garantisce un bonus supplementare alla mira. Un altro fattore da tenere in considerazione sono le coperture.

"Gli ambienti si sviluppano su più livelli, uno degli elementi più importanti da considerare durante la fase di pianificazione"

Queste sono complete o parziali e potrebbero letteralmente salvare la vita ai soldati, fermando i pericolosi colpi alieni. Alcuni elementi dello scenario, come le automobili o alcune pareti più sottili, saranno distruttibili, costringendoci a scegliere con attenzione dove ripararci per non rischiare di trovarci completamente esposti dopo il primo scontro.

Durante ogni turno ogni soldato avrà due fasi nelle quali compiere un'azione. Queste consentiranno di eseguire due movimenti, un movimento e una fase di sparo o un movimento e un'altra azione, come per esempio ricaricare l'arma (i fan storici devono sapere che i proiettili sono infiniti), ripararsi o mettersi in guardia per attaccare a tutto ciò che entra nel loro raggio visivo durante la fase di movimento extraterrestre.

Ogni missione portata a termine e ogni alieno eliminato consentirà ai soldati di guadagnare punti esperienza, da spendere per specializzarli e migliorare le loro performance. In questo modo un Assaltatore potrebbe ottenere la possibilità di sparare anche dopo due movimenti, un Pesante di fare fuoco di soppressione, un Supporto di sfruttare meglio i medikit e un Cecchino di guadagnare bonus alla mira e per la copertura.

Maggiore sarà il livello dei nostri soldati e più complesso sarà abbatterli: questo, se da una parte renderà i soldati in grado di uccidere i nemici più duri, dall'altra renderà più costosa la loro eventuale dipartita, giacché non ci sarà modo di riportarli in vita. Questo elemento, più il fatto che i livelli saranno oscurati dalla nebbia di guerra, rende la fase iniziale di esplorazione particolarmente tesa e ogni agguato potenzialmente letale. Selezionando la modalità hardcore non sarà neppure possibile tornare indietro per ricaricare un salvataggio precedente, rendendo definitiva ogni più piccola decisione.

"Selezionando la modalità hardcore non sarà neppure possibile tornare indietro per ricaricare un salvataggio precedente"

Inizialmente il gap tra la nostra tecnologia e quella aliena sarà piuttosto ampio e basteranno realmente pochi colpi per abbattere le nostre forze. Catturando nemici ancora in vita e recuperando artefatti ancora intatti, consentiremo al nostro team di esperti di studiare nuove armi e armature con le quali corazzare i nostri uomini. E nel caso in cui subissimo delle perdite durante la missione, ci sarà sempre la Sala della Memoria per commemorare i caduti.

Dal punto di vista tecnico XCOM: Enemy Unknown sfrutta l'Unreal Engine per consentire agli sviluppatori una facile conversione su Xbox 360 e PS3. Questo elemento, più la necessità di rendere il gioco compatibile col maggior numero di computer possibili, ha spinto gli sviluppatori a non esagerare sotto il profilo tecnico.

Ciò non vuol dire che il lavoro di Firaxis sia brutto ma solo che i modelli poligonali non sono particolarmente complessi e i livelli, in quanto a complessità strutturale, ampiezza o qualità delle texture, potrebbero non soddisfare palati abituati a The Witcher 2 o Battlefield 3.

Ciò soprattutto considerando che spesso si notano imprecisioni nella lettura dei volumi, con alieni e soldati che compenetrano negli oggetti, soprattutto durante le scene animate di contorno ai combattimenti, o alla difficoltà che talvolta si ha, principalmente negli spazi angusti o chiusi, di capire quali superfici sono esterne, quali trasparenti e quali offrono un riparo, dato che il gioco rende alcuni elementi invisibili per consentire di seguire l'azione anche all'interno dell'edificio.

Ottima impressione ci ha fatto invece il doppiaggio completamente in Italiano: talvolta il labiale non era perfettamente sincronizzato ma le voci e l'intonazione sono sempre state credibili.

Apparentemente infinita è la longevità: ricercando le armi e le tecnologie consigliate si può procedere spediti verso la risoluzione del conflitto, ma cercando le tecnologie secondarie, già solo in questa demo siamo riusciti a rimanere incollati allo schermo per più di dieci ore. Senza considerare la modalità multiplayer, della quale abbiamo parlato approfonditamente nell'artico scritto dalla Gamescom di Colonia.

"In altre parole lo studio di Sid Meier ha provato a eliminare tutti i tempi morti o le complicazioni del gioco originale"

Manca poco più di un mese ma XCOM: Enemy Unknown sembra già pronto a sbarcare nei negozi. Da questa lunga demo abbiamo potuto intuire come gli sviluppatori di Firaxis abbiano provato ad applicare alla storica serie Microprose la stessa filosofia che li ha guidati durante il passaggio da Civilization IV al V.

In altre parole lo studio di Sid Meier ha provato a eliminare tutti i possibili tempi morti o le complicazioni del gioco originale, per cercare di rendere il loro prodotto il più moderno e intenso possibile. Il risultato è di aver probabilmente creato lo strategico a turni più spettacolare e narrativo di sempre.

I tanti puristi potrebbero non apprezzare alcune variazioni, come la sparizione delle time units o il cambiamento di gestione della fase aerea o di quella del Geoscape, nondimeno è innegabile che Enemy Unknown sia un'interpretazione moderna ed efficace di un classico targato 1993.

XCOM: Enemy Unknown arriverà su Xbox 360, Playstation 3 e PC il prossimo 11 ottobre..