StarCraft II: Heart of the Swarm

Lo sciame è in arrivo.

Poche storie, pensare alla saga di Starcraft vuole dire pensare al multiplayer. Le campagne per giocatore singolo, pur belle, sono state nel corso degli anni inevitabilmente messe in ombra dalla competizione online. Le notizie a proposito del fatto che Heart of the Swarm sarebbe stato esclusivamente dedicato al single player hanno quindi fatto nascere una domanda spontanea: quanto sono veramente importanti l'ambientazione e la trama del single player per i fan di Starcraft?

La risposta arriva da Dustin Browder, lead designer di Starcraft 2: "Sono enormemente importanti e ti dirò una cosa: penso che i giornalisti finiscano con il parlare prevalentemente del multiplayer perché questo è ciò che i loro lettori vogliono, ma io so per certo che la maggior parte dei giocatori amano il single player. C'è una grossa differenza tra quello di cui stiamo parlando e quello che noi in realtà stiamo facendo: una percentuale enorme dei giocatori compra Starcraft proprio per la campagna e per la storia che viene raccontata".

Restiamo stupiti. Una percentuale enorme? "Non conosco i dati esatti a memoria", continua Browder, "ma so che chi preferisce giocare la campagna è ben oltre l'80%". Il prode Dustin in seguito precisa di non essere a conoscenza di quanti giocatori di Wings of Liberty (in Italia Starcraft 2: Le Ali della Libertà, ndr) si limitino al single player e quanti invece apprezzino anche le sfide online, ma la questione non cambia: la percezione di Starcraft come un gioco prettamente multiplayer non è semplicemente esatta. Per la maggior parte dei giocatori, ambientazione e trama hanno un ruolo fondamentale.

Heart of the Swarm, secondo capitolo di quella che è destinata a essere una trilogia, dimostra quindi di essere aderente a questa filosofia. Il cambio di prospettiva in favore degli Zerg e il loro ruolo centrale nella storia ha portato cambiamenti profondi alla campagna di gioco. Si può quasi parlare di un RTS basato sulla presenza di un eroe. Parliamo ovviamente di Sarah Kerrigan, alias la Regina delle Lame, alias la leader dello sciame Zerg, con una spiccata propensione per il genocidio. È lei a essere al centro di tutto ed è lei il personaggio che controlleremo per tutta l'avventura.

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Sembra strano che l'arma principale della regina Zerg sia un mitragliatore Terran, ma è meglio fare finta di niente.

È indubbiamente un cambiamento di grande portata, che in termini di gioco può essere avvicinato a titoli come Heroes of Newerth o alla variante Defense of the Ancients per Warcraft 3, ma che qui trova la sua collocazione ideale proprio in virtù di una trama dettagliata che ha al suo centro i personaggi. E pazienza se qualcuno ha inteso tutto questo come un semplice "addestramento" alle sessioni a più giocatori.

Il personaggio centrale del primo capitolo è Jim Raynor, ma parliamo di un semplice ex ufficiale con un incrociatore da battaglia e un brutto carattere. Kerrigan è tutta un'altra storia. L'intera razza Protoss la vuole morta, così come tutti i domini Terran. Incidentalmente è anche la creatura psionica più potente dell'universo, una ragazza in grado di controllare tutta la specie Zerg! Nei panni di Raynor cosa facciamo? Saltiamo da un pianeta all'altro rubando rifornimenti ed eseguendo azioni di guerriglia: è la vita di un mercenario. Come Kerrigan, beh... i pianeti esistono per essere conquistati e la morte è solo un inconveniente minore.

Kerrigan sarà una costante in tutte le missioni. È un generale sul campo che può rovesciare le sorti di uno scontro e dettare le regole di ingaggio. "Kerrigan è al centro di tutte le attività che si svolgono sul campo di battaglia", dice ancora Browder. "È divertente poter disporre di tutto quel potere. Raynor non può fisicamente vedersela contro 27 tank da assedio, Kerrigan invece sì. È inserita nel contesto e allo stesso tempo ci permette di creare una nuova esperienza, così che il giocatore senta davvero di mettere le mani su qualcosa di nuovo, di affrontare nuove sfide con differenti obiettivi da raggiungere".

Da ciò che vediamo nel teaser, al termine del primo capitolo i Terran avevano cercato di togliere di mezzo Kerrigan, non senza qualche lotta intestina, senza però riuscirci. In Heart of the Swarm ritroviamo una Kerrigan in forma "umana", diversa dalla versione infestata dallo sciame vista in precedenza, e il suo controllo è identico a quello di qualunque altra unità. La differenza sta nel potere di cui dispone.

Prima di ogni missione, il suo Battle Focus (ovvero i potenziamenti) può essere concentrato su Specs Ops o Corruption. Le due modalità hanno entrambe abilità attive e passive. La Corruption appare subito quella più divertente, almeno nell'immediato, e può contare su poteri come "Spawn Broodlings", che uccide all'istante qualunque bersaglio non corazzato generando dal cadavere un piccolo sciame di minuscoli Zerg tutti denti e artigli.

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Riguardo l'autore

Mike Ortolani

Mike Ortolani

Redattore

Dopo un passato di musicista, incontra il buon Silvestri che lo coinvolge con Eurogamer. Mike ne è entusiasta, ma nel suo animo è ancora abbastanza sicuro di essere un musicista.

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