Dark Souls - Reloaded

Il sadismo di From Software sconfigge anche il tempo.

Da tempo la stampa specializzata e gli appassionati in generale si lamentano del fatto che i videogiochi non hanno più la difficoltà di un tempo. Obiezione tutto sommato giustificata, visto che le necessità di raggiungere un pubblico sempre più ampio spesso confliggono con soluzioni innovative di game design che vadano oltre la progettazione di livelli corridoio e le meccaniche di gameplay come mira assistita o copertura automatica.

Dopo anni di lamentele è arrivato uno sviluppatore giapponese in soccorso degli amanti della sfida vera proponendo il seguito spirituale del già difficilissimo Demon Souls intitolato Dark Souls. Un RPG dalla struttura piuttosto convenzionale dove la trama minimalistica fa spazio a ore e ore di esplorazione e combattimenti all'ultimo sangue in ambienti frequentati da creature e boss di ogni genere. Quello che lo caratterizza, come avevamo ben spiegato in sede di recensione, è la difficoltà di base ben oltre la soglia del buonsenso.

In Dark Souls si muore. In continuazione. A ritmi che spesso sorpassano l'automortificazione per arrivare, e probabilmente oltrepassare, la soglia del masochismo: buona parte del fascino deriva quindi dallo sconfiggere i boss dopo aver penato indicibili difficoltà tra dungeon e mob che non perdonano il minimo errore di pianificazione e che richiedono un livello skill manuale che non tutti possono mettere in mostra. In questa retrospettiva abbiamo analizzato quindi l'eredità di Dark Souls ripercorrendone l'arrivo sulle varie piattaforme e chiedendoci quanto possa avere senso l'acquisto oggi a quattordici mesi dopo il suo debutto su console.

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In Dark Souls scoprirete quali sono i vostri limiti, letteralmente.

Il gioco è infatti uscito nel settembre del 2011 costruendosi una fanbase tutto sommato piccola per gli standard attuali ma molto dedicata. Complessivamente sono state infatti vendute poco più di due milioni di copie, con una netta prevalenza della versione PS3. Questo anche grazie alla particolarità del multiplayer che permette ai giocatori interazioni PVP e PVE: una volta connessi ad Internet è possibile ritrovarsi nella propria sessione un altro player intenzionato ad aiutarci oppure, molto più spesso, a farci la pelle nel momento meno opportuno. In ogni caso, il limitato successo non ha mancato di suscitare moti di approvazione da parte dell'utenza PC, che ha richiesto a gran voce la realizzazione di una versione per home computer.

"Complessivamente sono state infatti vendute poco più di due milioni di copie, con una netta prevalenza della versione PS3"

La petizione rivolta a From Software nel giro di breve tempo ha raccolto parecchie decine di migliaia di sottoscrizioni, che hanno spinto Namco Bandai a dare il via al progetto di conversione concretizzatosi a fine agosto scorso con l'arrivo della Prepare to Die Edition. Come anticipato da voci di corridoio, i giapponesi ha però avuto seri problemi nel porting a causa della loro inesperienza con lo sviluppo su PC.

Il risultato è stato nettamente al di sotto delle aspettative: Dark Souls per Windows è molto lontano dalle prestazioni che ci si aspetterebbe da un computer moderno rapportato alle ormai modeste capacità delle console attuali. Il frame rate è bloccato a 30 fotogrammi al secondo ma la pecca più clamorosa riguardava la risoluzione ed è servito l'intervento di un modder e la pubblicazione di un fix di pochi KB per permettere di arrivare a risoluzioni full HD.

Molte recensioni, compresa la nostra, hanno messo in evidenza la pessima implementazione del controllo via mouse condizionato da una telecamera impossibile da gestire consigliando l'utilizzo di un joypad per Xbox 360. Fortunatamente anche in questo caso la comunità si è messa al lavoro con ottimi risultati visto che ora è disponibile un mod per rendere gestibile il gioco anche tramite mouse, aggiungendo peraltro opzioni aggiuntive come la possibilità di mappare tasti extra o di bloccare i bersagli passando dall'uno all'altro con la rotella del mouse. Occorre smanettare per qualche minuto con i file di configurazione, ma il risultato è nettamente migliore di quello proposto di serie dall'inesperto team di sviluppo giapponese.

"La community ha reso disponibile un mod per rendere efficace il controllo tramite mouse e tastiera"

La Prepare to Die Edition per PC ha proposto comunque anche una serie di contenuti inediti che hanno reso ancora più succulenta l'offerta. Nonostante già Dark Souls richieda, soprattutto a causa della difficoltà, un centinaio (!) di ore del vostro tempo per portare a termine l'esplorazione completa di tutte le aree presenti e l'abbattimento dei relativi boss, è stata aggiunta una nuova area di notevoli dimensioni, suddivisa in quattro sottozone, che aggiunge ulteriori motivi per dedicarsi al combattimento e all'esplorazione. Non sono mancate anche nuove armi, armature ed NPC; persino il multiplayer è stato potenziato con una nuova arena e un sistema di matchmaking pensato per gli avventurieri cui prudono le manie vogliono vuole trovare facilmente avversari con cui farselo passare.

La possibilità di scaricare a pagamento il DLC contenente gli stessi extra presenti nella Prepare to Die Edition ha messo gli utenti console nella condizione di mettersi alla pari di quelli PC: il DLC è tuttora disponibile sugli store di Sony e Microsoft sotto il nome di Artorias of the Abyss, per quanto la cifra non sia particolarmente modica, visto che si parla di quindici euro.

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Graficamente Dark Souls non eccelle ma non è sicuramente questa la sua peculiarità migliore.

Questo ci porta all'argomento pecuniario, anche se per un gioco di questo genere assume un'importanza diversa dalle considerazioni sul rapporto qualità/prezzo cui siamo soliti fare riferimento. Il primo riguarda la difficoltà di base che si riflette sulla longevità: comprare oggi Dark Souls solo con l'intenzione di provarlo non ha infatti senso, visti gli avvertimenti in stile campo minato intorno al deposito di Zio Paperone che da sempre popolano recensioni, news e, da oggi, retrospettive.

"Procedere nell'acquisto di Dark Souls è un atto di fede nella vostra perseveranza e capacità di avventurieri"

Nel caso non sia abbastanza evidente, lo ripetiamo: Dark Souls è uno degli ossi più duri mai concepiti dalla mente di un game designer. Procedere nell'acquisto è quindi un atto di fede nella vostra perseveranza e capacità di avventurieri, che esclude a priori qualsiasi giocatore casuale o anche chi sia solo vagamente interessato al genere RPG. Se fate parte di queste ultime due categorie, seguite il consiglio di Gandalf dinnanzi al Balrog e fuggite (sciocchi!).

Se invece siete integralisti di palla di fuoco, ascia e pozione, e date per scontati i pregi e i difetti del gioco, ecco che cento ore trascorse tra esplorazioni, combattimenti e tentativi giustificano assolutamente i 25 euro a cui è oggi è possibile trovare la pacchettizzata sui siti dei maggiori retailer online italiani. Attenzione però, stiamo parlando della versione console così com'era stata pubblicata a settembre 2011.

È però disponibile a 40 euro la versione completa del DLC Artorias of the Abyss equiparando di fatto le build console a quella PC. In questo caso l'acquisto è un pò meno a cuor leggero e forse sconsigliabile, visto la probabilità di arrivare piuttosto esausti alla conclusione dell'originale. Portarsi a casa la versione liscia nell'attesa che il prezzo del DLC diminuisca, potrebbe essere una buona soluzione.

Nonostante lo scarno lavoro di conversione, la versione PC si conferma come tecnicamente migliore: i modder hanno sanato le pecche più evidenti del porting sul fronte di risoluzione e gestione del mouse, rendendo questa build la più bella da vedere ma sopratutto la più giocabile da parte di un pubblico tradizionalmente legato a mouse e tastiera. Anche il prezzo è piuttosto interessante: la Prepare to Die è anch'essa in fascia midprice a 29 euro, che scendono a 24 se decidete di approfittare dello sconto natalizio su Steam fino al prossimo 6 gennaio.

"Complice la necessità di installare il client di Games for Windows Live, la versione PC ha venduto poche decine di migliaia di copie"

Considerazioni tecniche ed economiche a parte, non è da sottovalutare la situazione relativa alla diffusione del gioco in relazione alla comunità multiplayer attiva. La versione PS3 è nettamente in testa con un milione e mezzo di copie vendute rispetto alle seicentomila di quella Xbox 360 e alle poche decine di migliaia di quella Windows, penalizzata anche dalla necessità di installare il client di Games for Windows Live. Questo ha avuto e continua ad avere conseguenze sulla consistenza della comunità giocante, in particolare per chi intende sperimentare il multiplayer che permette intrusioni a sorpresa da parte dello sconosciuto di turno nella propria sessione.

A parte questo, ha senso un acquisto ritardato di Dark Souls quest'oggi? Indubbiamente si, soprattutto perché almeno stavolta non è il prezzo, peraltro allettante, a fare da ago della bilancia, ma le peculiarità di un titolo che, nel bene e nel male, rimarrà unico nel suo genere fino all'arrivo del già annunciato successore.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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