Hideo Kojima su Sony e il significato di Death Stranding - intervista

Le teorie dei fan sono giuste? 

"Ciao a tutti - sono tornato!"

Una cosa è certa di Hideo Kojima: sa come fare il suo ingresso. Il celebre sviluppatore è salito sul palco della conferenza di Sony all'E3 come una rockstar, ed è stato accolto da un benvenuto solitamente riservato agli eroi di guerra al loro ritorno.

In un certo senso, lo è. La comparsa inattesa a metà della conferenza di Sony ha segnato la fine dell'esilio post-Konami di Kojima e il suo primo intervento pubblico importante da quando il suo nuovo studio Kojima Productions ha unito le forze con Sony. Kojima non ha mai evitato le luci della ribalta, ma si è avvertito che quest'intervento non è avvenuto per mero compiacimento o celebrazione.

"Il modo in cui le persone mi hanno accolto mi ha fatto sentire veramente molto bene", riflette un paio di giorni dopo, parlando tramite un traduttore in una stanza nascosta agli occhi dei curiosi sul retro dello stand di Sony.

"L'anno scorso ho avuto dei problemi, e la mia famiglia mi diceva: sei vecchio, dovresti ritirarti ora e rilassarti. Per fortuna molti fan in giro per il mondo stanno aspettando i miei giochi, quindi ho deciso che volevo continuare a realizzarli. Ho fondato la mia compagnia, e nel giro di due mesi e mezzo siamo stati in grado di mettere insieme un teaser e dare finalmente qualcosa alla gente".

"E vedere la reazione della gente (alla maggior parte delle persone sembra essere piaciuto), mi ha fatto sentire di aver fatto la scelta giusta."

Ah sì, quel teaser. Di sicuro non c'è stato un momento più bizzarro durante l'E3. Il video, in cui compaiono l'attore Norman Reedus (The Walking Dead), un neonato e parecchie creature marine morte, è brillante e sconcertante.

Il filmato è ricco di simbolismi, metafore e allegorie, ma offre poco che ricordi anche lontanamente del gameplay. Il suo scopo è stato di tenere vivo l'interesse fin dall'apertura, per cui è stata scelta una frase de Gli Auguri dell'Innocenza di William Blake.

È un trailer? Una dichiarazione d'intenti? Una falsa pista? Tutte queste cose insieme, o qualcosa di interamente diverso? Anche chi segue da tempo Kojima si è pronunciato nelle discussioni che stanno tentando di decifrarlo.

"Ci sono molti indizi nascosti" dice Kojima, con un sorriso furbo. "Il fatto che ci siano queste discussioni sul teaser era l'obiettivo. Era ciò che volevo accadesse".

"Il gioco richiederà un po' di tempo per essere completato, ma per me è già cominciato. Interagirò con gli utenti, avrò un collegamento e questa discussione con loro".

Come previsto, Kojima non si rovinerà il divertimento scendendo in dettagli. "Sarebbe come dirvi chi è l'assassino in un romanzo", spiega, godendo della sfida che ha lanciato, per cui gli menziono alcune teorie dei fan.

Il bambino è un clone del personaggio interpretato da Norman Reedus?

Kojima scuote la testa ridendo, senza aver bisogno di attendere che il traduttore gli spieghi cos'ho detto in giapponese. "Quella l'ho letta! È sbagliata!"

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Norman Reedus e il suo feto di plastica.

Okay, che significato hanno le equazioni scientifiche che alcuni fan dall'occhio lungo hanno scoperto sulle targhette attorno al collo di Reedus (nello specifico, il Raggio di Schwarzschild e l'Equazione di Dirac)? Indicano che è caduto attraverso un buco nero?

Kojima smette di ridere e assume un'espressione che potrebbe indicare, ma anche no, che è stato toccato un nervo. Pensa attentamente prima di rispondere: "Ciò che dirò, è che volevo che le persone le vedessero..."

E che ci dice della teoria secondo la quale il bambino è Metal Gear Solid 5 e il tutto è un'elaborata risposta a Konaim? Un altro cenno di diniego con la testa.

"Parte del trailer è basato sulla canzone 'I'll Keep Coming' [del gruppo islandese Low Roar]. Continuerò a tornare; Norman Reedus e Kyle Cooper (collaboratore sul design da lungo tempo) ritorneranno; le onde sono una grossa tematica. Per quanto riguarda Konami, ho pensato che le persone avrebbero potuto fare un collegamento, ma non ve ne sono".

Prima di quest'intervista, la mia teoria personale era che non vi fosse alcun Death Stranding, che Kojima avesse avuto a disposizione troppo poco tempo e personale anche solo per cominciare a lavorarci, e che il trailer fosse un concept ideato per far parlare il pubblico. Un trucchetto da uno dei maestri del depistaggio nei videogiochi. Kojima liquida velocemente l'idea.

"Una cosa che volevo veramente dire alle persone è che il teaser gira in tempo reale", dice con tangibile orgoglio. "L'abbiamo realizzato in due mesi e mezzo, e di solito i teaser non vengono realizzati dal team di sviluppo. Molti trailer sono affidati in outsourcing, ma a noi non piace farlo. Abbiamo realizzato noi stessi questo teaser, quindi il pubblico può fidarsi".

Quant'è rappresentativo del gioco finale?

"È rappresentativo. Ciò che vedete sarà nel gioco".

Quindi, per avere conferma, il personaggio di Norman Reedus e l'ambientazione con le creature marine morte sarà nel gioco finale?

"Sì. Sarà nel gioco finale. Ma... è un teaser".

Chiedo a Kojima in che stato sia il gioco. Delle fonti interne all'industria hanno stimato uno staff di non più di 20 persone per Kojima Productions. A parte questo teaser, esiste dell'altro che non sia nella testa del suo creatore?

"Fuori della mia testa sto realizzando molti documenti di pianificazione, e stavolta sto tentando di fare delle cose nuove. Ad esempio, per quanto riguarda il motore grafico, voglio dare a Death Stranding un look specifico, e il trailer è realizzato su uno dei due motori candidati".

"Per questi nuovi elementi che voglio provare, si realizzano e poi si valutano e sviluppano, e stiamo facendo queste cose sull'altro motore candidato".

"Stiamo arrivando a buon punto sulla valutazione dell'aspetto grafico, quindi siamo molto vicini a prendere una decisione sul motore di gioco. Dopo averlo deciso, saremo pienamente nella fase di produzione".

Il tempo a mia dispozione è terminato, e come accade sempre con Kojima, l'intervista ha generato più domande che risposte. Torniamo brevemente all'argomento di quella conferenza stampa. Kojima è stato presentato personalmente da Andrew House, CEO di Sony Interactive Entertainment. È stata, penso, una notevole dimostrazione del'importanza che questa collaborazione ha per la compagnia.

"Con Sony ho una relazione che dura da oltre 20 anni, c'è sempre stata questa connessione", spiega Kojima.

"Sono stato abbastanza fortunato da ricevere molte offerte da diverse persone, ma per il mio primo progetto era molto importante avere fiducia, e con Sony già c'era un rapporto di quel genere".

"Quando si crea una compagnia e si cerca di creare un prodotto, saltano fuori molti problemi, e volevo concentrarmi il più possibile sulla parte creativa. Volevo tenermi il più lontano possibile dalle interferenze. Da quel punto di vista, credo di aver fatto la scelta giusta".

"Siamo riusciti a realizzare il trailer di Death Stranding in due mesi e mezzo: non credo che ci siano molte compagnie che possano riuscirci".

Sì, non c'è dubbio - Hideo Kojima è tornato.

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