Resident Evil 3 - recensione

Jill Valentine torna a combattere contro il suo incubo peggiore.

La storia di Resident Evil è la storia di un pilastro dell'industria videoludica, di un autentico mostro sacro che non solo ha contribuito alla creazione di un intero genere ma ha anche saputo reggere la prova del tempo attraversando le epoche ed appassionando schiere di fan sempre più nutrite.

Nata nel lontano 1996, la serie di Capcom ha avuto il merito di legittimare il genere dei Survival Horror grazie ad un mix magistrale di esplorazione, combattimento e risoluzione di enigmi. Era un'opera davvero rivoluzionaria che riuscì a far parlare di sé in lungo e in largo e ad imporsi nel firmamento dei classici immortali che ancora oggi vengono considerati come imprescindibili nel bagaglio culturale di ogni buon videogiocatore.

Nel corso del tempo, con l'avvicendarsi delle generazioni, Resident Evil è arrivato con episodi principali e spin-off su praticamente ogni piattaforma da gioco esistente. Certo, la qualità delle varie iterazioni non è sempre stata eccelsa, anzi: a partire dal quarto episodio la fanbase si è letteralmente spaccata a metà tra chi apprezzava il nuovo corso più action e chi invocava a gran voce il ritorno delle atmosfere terrificanti della prima trilogia.

Capcom, ovviamente, non si è fatta pregare e, in un periodo storico dominato da remake e remaster di grandi classici del passato, ha ben pensato di produrre una nuova interpretazione di alcuni dei capitoli più amati della sua celeberrima IP horror. Solo l'anno scorso, nel 2019, è arrivato sul mercato il remake di Resident Evil 2, probabilmente l'episodio più amato dell'intera saga, che ha raccolto l'approvazione unanime di critica e pubblico grazie ad una rilettura in chiave moderna della formula che aveva reso grande la serie.

Le forti vendite e l'interesse della community, però, hanno convinto l'azienda a non fermarsi qui. Con una mossa a sorpresa, dopo tanti mesi di rumor e voci di corridoio, Resident Evil 3 viene annunciato durante uno State of Play di Sony causando un vero e proprio terremoto nell'internet. Il design rinnovato dei personaggi classici, la storiche ambientazioni, l'atmosfera tetra e opprimente: tutti i pezzi del mosaico sembravano messi al posto giusto per conquistare, ancora una volta, il cuore dei giocatori.

Oggi, dopo settimane di spasmodica attesa, Resident Evil 3 è arrivato nelle nostre mani. Lo abbiamo giocato a fondo, lo abbiamo analizzato in tutte le sue parti e ora siamo pronti a darvi le nostre opinioni. Siete pronti ad affrontare ancora una volta i vostri peggiori incubi?

Il terzo capitolo di Resident Evil, senza girarci troppo intorno, viene ricordato soprattutto per un motivo: il suo terribile, implacabile, devastante antagonista. Il Tyrant Nemesis ha valicato i confini dell'opera di Capcom ed è diventato un'autentica icona pop che incarna lo spirito della saga. È un avversario formidabile, cattivissimo, concentrato e ben equipaggiato che rappresenta un'insidia costante ed inarrestabile.

Il remake di Resident Evil 3 ha conservato questa caratteristica e propone una nuova versione di Nemesis, rinnovata sia nel design che nelle routine comportamentali. Se nel gioco originale, infatti, la creatura appariva solo in punti predeterminati per tentare di mettere il bastone tra le ruote al giocatore, qui è una presenza costante che può spuntare fuori da un momento all'altro e che vi costringerà a reagire velocemente per non essere abbattuti in pochi colpi. Non è possibile ucciderlo, non è possibile fermarlo: potrete solo rallentarlo (sprecando proiettili preziosi) o fuggire sperando di essere più veloci di lui.

L'intreccio narrativo di Resident Evil 3, in effetti, rimane piuttosto simile a quello della prima versione rilasciata ormai 21 anni fa, seppur con qualche leggero ritocco. Jill Valentine è un'agente in forze alla S.T.A.R.S., una task force d'élite della polizia degli Stati Uniti che è riuscita a scoprire l'origine del disastro che ha decimato la popolazione e trasformato i defunti in esseri mossi da una cieca sete di sangue: la Umbrella Corporation, un'azienda farmaceutica dalla forte potenza economica, nascondeva un business legato alla produzione di armi biologiche da vendere al miglior offerente.

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Il Tyrant Nemesis è una presenza soverchiante e rappresenta il fiore all'occhiello della produzione.

Qualcosa però è andato storto, il letale Virus T è stato liberato ed ora imperversa nella piccola cittadina di Raccoon City ormai invasa da esseri abbietti che vagano senza sosta tra le strade attaccando chiunque si trovi sul loro cammino. Jill ha subodorato il pericolo e decide di allontanarsi dalla città prima che la situazione precipiti e la civiltà collassi definitivamente. La Umbrella, tuttavia, è fermamente decisa a mettere tutto a tacere utilizzando ogni mezzo a sua disposizione ed attiva il possente Nemesis con il preciso scopo di rintracciare ed eliminare tutti gli agenti S.T.A.R.S. rimasti in circolazione. Da qui inizia l'avventura della nostra Jill in una spirale da incubo che la porterà ad affrontare un nemico apparentemente imbattibile in un ambiente ostile che sprofonda in un baratro caotico fatto di sangue e violenza.

Per quanto la storia di Resident Evil 3 sia ben nota agli appassionati, preferiamo non proseguire oltre nell'analisi della sua trama in modo da lasciarvi il gusto della scoperta e non anticiparvi i numerosi colpi di scena che si avvicendano nel corso della campagna. Si tratta, come dicevamo, di una riproposizione abbastanza fedele della vicenda raccontata nel lontano 1999 seppur con qualche semplificazione di troppo che, ad ogni modo, non ne inficia la godibilità generale. Lo lotta viscerale e il rancore tra Jill e Nemesis è stato trasposto in maniera intelligente, al punto che i due personaggi appaiono come due lati di una stessa medaglia, due entità diametralmente opposte per morale e obiettivi destinate a combattere strenuamente fino all'ultimo respiro. Un lavoro davvero ben fatto, in tal senso.

Sotto l'aspetto del gameplay, invece, ritroviamo una formula molto simile a quella già vista nel remake del precedente episodio in una declinazione inevitabilmente più improntata sull'action per esigenze narrative. La telecamera posta per tre quarti alle spalle della protagonista riesce ad immergere bene l'utente nelle atmosfere volute dal team di sviluppo mentre si addentra nelle vie di Raccoon City mentre il sistema di combattimento costringe ad un importante zoom ogni volta che si vuole attaccare un nemico, il che rende difficile prendere la mira sui barcollanti zombi per via dei loro imprevedibili movimenti. Il reticolo di puntamento, inoltre, tende a restringersi solo quando ci si trova perfettamente immobili e, di conseguenza, sarà necessario ponderare attentamente ogni colpo per evitare di essere assaliti alle spalle mentre si prende la mira. Insomma, siamo di fronte ad una struttura di gioco che enfatizza efficacemente la natura di survival horror dell'avventura di Jill Valentine.

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Resident Evil 3 vi porterà ad esplorare luoghi tetri e angusti anche se, a dire il vero, un po' troppo lineari.

Perché, dunque, parlavamo di una versione più action di quella vista in Resident Evil 2? È presto detto. La presenza costante del potente Nemesis oltre a quella di numerose altre creature rapide e letali, ha spinto Capcom a dotare la protagonista di una manovra evasiva utile a sfuggire dalle circostanze particolarmente calde. La schivata, assegnata ad un tasto dedicato sul pad, è un nuovo elemento di gameplay che sarà necessario padroneggiare per evitare di subire ingenti danni tra le vie della città. Ricorda, per certi versi, quella inserita nel capolavoro hack&slash di Platinum Games, Bayonetta, poiché permette di scansare i colpi dei nemici e, se eseguita al momento giusto, di rallentare il tempo per qualche istante rispondendo con un poderoso contrattacco.

È una meccanica interessante che ha il duplice ruolo di sottolineare la drammaticità di alcuni momenti e di permettere al giocatore di sottrarsi alle attenzioni degli avversari. Qualcuno potrebbe obiettare che sia un'aggiunta che rischia di snaturare l'esperienza classica di Resident Evil 3 ma nell'ottica di adeguare il gioco ad un pubblico moderno, ci sentiamo di promuovere la scelta di Capcom che, comunque, è riuscita ad amalgamarla nel gioco senza farla risultare un'inutile forzatura.

Dal punto di vista dell'arsenale a disposizione della nostra Jill, la dotazione pensata dal team di sviluppo è piuttosto standard. C'è la classica pistola d'ordinanza, il potente fucile a pompa utile ad abbattere gruppi di nemici contemporaneamente, il coltello da combattimento, una selezione di granate e qualche altra gradita sorpresa. Ciascuna delle armi che troverete sul vostro cammino può essere potenziata tramite alcuni accessori nascosti nei vari scenari che compongono la campagna in modo da migliorarne le prestazioni. Non è tutto.

Le combinazioni tra gli oggetti sono da sempre un elemento cardine dell'esperienza di Resident Evil e il remake del terzo capitolo non fa eccezione. Si possono mischiare piante per ottenere effetti curativi più efficienti, operare con la polvere da sparo per produrre munizioni e tanto altro. Tutto questo, però, deve essere fatto tenendo bene a mente le dimensioni ristrette dell'inventario. Più volte, infatti, vi capiterà di dover gestire oculatamente gli oggetti in modo da portare con voi un equipaggiamento adatto alle varie situazioni. Resident Evil 3 è un gioco in cui le risorse vanno impiegate in modo parsimonioso, per quanto non succederà spesso di essere completamente a corto di munizioni o cure, soprattutto ai livelli di difficoltà più bassi.

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Il comparto tecnico e i modelli dei personaggi sono di ottima fattura. Il RE Engine è uno dei motori grafici più impressionanti che il mercato possa offrire.

Dopo aver parlato delle fasi di combattimento e di quelle relative alla gestione dell'inventario, resta da discutere di un altro elemento fondamentale per qualunque episodio della serie degno di tale nome: l'esplorazione e la risoluzione degli enigmi. Gran parte del fascino dei vari capitoli di Resident Evil risiede nella facoltà data ai giocatori di addentrarsi liberamente in ambientazioni sinistre in cui il pericolo può nascondersi dietro ad ogni angolo.

Il remake di Resident Evil 3, sotto questo profilo, ci ha un po' delusi. Il design delle mappe è quanto di più lineare si sia visto in tempi recenti e non promuove sufficientemente l'esplorazione, a differenza dei capitoli passati. Sia chiaro, ci sono ancora diversi segreti tutti da scoprire ed aree opzionali da ispezionare, solo che ci sarebbe piaciuto un level design di più ampio respiro che ricompensasse la voglia dei giocatori di affrontare il rischio premiandolo con oggetti o riconoscimenti degni di nota. Un vero peccato.

Gli enigmi ambientali, dal canto loro, sono ben realizzati ma alquanto lontani dai fasti del passato. Questo nuovo capitolo della serie ha la strana tendenza a guidare eccessivamente per mano il giocatore lasciando sempre nei paraggi la risoluzione dei vari rompicapi. Dimenticate il notevole backtracking visto negli episodi originali del brand: qui i diversi setting sono composti da macroaree stagne in cui la chiave di volta per i vari enigmi è sempre facilmente comprensibile e sotto gli occhi dell'utente.

In definitiva, se dovessimo indicare il maggior difetto di questo Resident Evil 3, quello che più ha influito sulla nostra valutazione finale, sarebbe da ricercare nella mole di contenuti proposta. Ci duole constatare che la campagna principale, a livello di difficoltà normale, può essere completata in poco più di 4 ore, anche indugiando nell'esplorazione delle varie ambientazioni. Sappiamo che la serie non è mai stata troppo celebre per la sua longevità ma questa volta siamo sotto il livello accettabile per un gioco che esce a prezzo pieno nei negozi.

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Ci sono molti richiami e citazioni al passato... e anche qualche vecchia conoscenza.

Lo ripetiamo, la qualità e i valori produttivi della campagna sono assolutamente elevati e innegabili ed è proprio per questo che avremmo apprezzato almeno un paio d'ore di contenuti aggiuntivi. Sì, perché questa nuova incarnazione di Resident Evil 3 non propone modalità accessorie o diversi punti di vista sulla campagna come aveva fatto il remake del secondo episodio ma si limita ad una semplice corsa a perdifiato che si esaurisce nel giro di una giornata. Probabilmente il team avrebbe potuto soffermarsi ad approfondire alcuni snodi importanti della trama che risultano castrati anche rispetto al materiale originale uscito nel '99.

Fortunatamente, a coprire questa lacuna, ci pensa Resident Evil: Resistance, l'inedita modalità multiplayer online di cui si è tanto parlato negli scorsi mesi. Il progetto, annunciato tra la diffidenza generale del pubblico, è stato poi incluso nel pacchetto di Resident Evil 3 e rappresenta un buon extra che saprà regalare qualche ora di divertimento in più agli avventori di questo remake. Si tratta, in buona sostanza, di un'esperienza accomunabile con quella vista in Dead by Daylight o in Friday the 13th - The Game: un multiplayer asimmetrico in cui quattro giocatori tentano di sopravvivere agli assalti di un altro utente incaricato di ucciderli. Ovviamente, però, il tutto viene reinterpretato secondo i canoni e l'immaginario della serie di Capcom.

I Survivor, infatti, avranno il compito di attraversare diverse mappe completando semplici obiettivi come trovare delle carte magnetiche per aprire porte bloccate o distruggere contenitori del virus e tanto altro fino ad arrivare all'agognata porta di uscita prima dello scadere del tempo. Dalla parte opposta della barricata troviamo il Mastermind, un giocatore il cui unico focus sarà quello di eliminare i suoi quattro avversari utilizzando tutte le risorse a sua disposizione.

Tramite un sistema di carte, il Mastermind potrà generare mostri, zombi e creature di vario tipo, prenderne il controllo per assalire i Survivor, bloccare porte, posizionare trappole o sparare dalle telecamere. Ciascuno dei personaggi inclusi in Resistance avrà un proprio set di abilità e un equipaggiamento specifico per cui sarà necessario comporre intelligentemente il team per sopravvivere alla furia del Mastermind. Tutto sommato, è un contenuto di buon livello che aggiunge valore all'offerta di Resident Evil 3 che, al contrario, sarebbe stata oltremodo risicata.

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Resident Evil 3 ci presenta una Raccoon City sull'orlo del collasso, piagata dall'epidemia del Virus T.

Passiamo, infine, ad analizzare il comparto tecnico del gioco, uno dei fattori più riusciti dell'intera produzione. Il RE Engine, già visto all'opera in Resident Evil 7 e nel remake di Resident Evil 2, è stato ulteriormente migliorato proprio in vista dell'arrivo di questo terzo capitolo raggiungendo risultati mozzafiato. Il team artistico, infatti, è riuscito a confezionare un gioco incredibilmente curato nell'estetica che riesce a trascinare l'utente nella spettrale bellezza delle sue ambientazioni.

Raccoon City è una città completamente devastata sotto la cui superficie, fatta di sangue e orribili creature, si riesce ancora ad intravedere la bellezza di un tempo. In aggiunta a questo, ci sono anche dei passaggi che richiamano da vicino alcuni momenti salienti del gioco originale di 21 anni fa che parleranno direttamente al cuore degli appassionati. Il tutto è condito da una regia cinematografica di prim'ordine che segue da vicino i movimenti dei vari comprimari nella loro corsa al fulmicotone verso il finale.

Stesso discorso può essere fatto per i modelli dei diversi personaggi. Quelli di Jill Valentine e Carlos Oliveira, ad esempio, risultano curati nei minimi dettagli grazie anche ad un'illuminazione ambientale credibile che interagisce in modo plausibile con capelli, corpi e vestiti. Eppure, il lavoro migliore è stato fatto proprio sul Tyrant Nemesis. Il mostro è imponente e inquietante nella sua avanzata inarrestabile verso il giocatore e l'opera di rivisitazione dei suoi tratti caratteristici restituisce un avversario terrificante che, ancora una volta, costituisce il valore aggiunto dell'avventura. Degno di nota anche il lavoro svolto sugli effetti particellari relativi agli spari e alle esplosioni.

Facendo fuoco su uno zombie, per esempio, è facile notare il deterioramento realistico dei loro corpi che si deformano sotto la violenza dei nostri attacchi. Niente male davvero. Buono anche il reparto sonoro composto da un connubio di musica orchestrale e campionature che enfatizzano correttamente ciascuno dei momenti che compongono l'epopea di Jill e compagni. Anche il doppiaggio, completamente in italiano, è ben recitato e consente una facile fruizione anche a chi non mastica la lingua inglese.

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Nel corso dell'avventura vi imbatterete in diverse creature da incubo, ognuna dotata di caratteristiche uniche.

Per concludere, Resident Evil 3 è un progetto caratterizzato da tante luci e qualche ombra. È un opera tecnicamente maestosa che riporta in auge uno dei capitoli più importanti della serie horror di Capcom. La presenza soverchiante ed oppressiva del Tyrant Nemesis è il fiore all'occhiello di una produzione che fa leva su ottime trovate registiche per narrare la storia della fuga disperata di Jill, Carlos e degli altri protagonisti da un disastro biologico di immani proporzioni.

Il gameplay action di buona fattura e una veste grafica sbalorditiva si contrappongono, tuttavia, ad una mole contenutistica appena sufficiente oltre a qualche soluzione narrativa troppo sbrigativa che non ci consente di promuovere a pieni voti la nuova fatica di Capcom. C'è Resident Evil Resistance, l'inedita modalità 4v1 online che offre qualche ora aggiuntiva di divertimento ma è ancora troppo poco per parlare di un successo su tutta la linea.

Rimane la sensazione di aver giocato ad un pezzo di storia di videogiochi che, al netto di una durata piuttosto ridotta, viene riproposto in una versione assolutamente godibile coadiuvata da alcuni momenti di innegabile pregio.

8 /10

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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