Persona 5 Strikers - prova

L'atteso ritorno dei Ladri Fantasma!

Pubblicato lo scorso febbraio in Giappone, Persona 5 Strikers sta finalmente per essere distribuito globalmente. Ambientato circa sei mesi dopo il termine degli eventi di Persona 5, Strikers non tiene purtroppo in considerazione le aggiunte e modifiche dell'edizione Royal: si propone, piuttosto, come una sequel diretto dell'edizione standard e vede i Ladri Fantasma, protagonisti ed "eroi" del gioco originale, alle prese con una nuova, misteriosa minaccia.

La sezione che abbiamo avuto modo di provare corrisponde al completamento del prologo e del primo dungeon del titolo, che in questo caso non prenderà più il nome di Palazzo, bensì di Prigione. Joker e i suoi compagni si troveranno davanti a una situazione che per molti aspetti richiama quanto da loro vissuto in passato, ma con piccole e interessanti differenze.

Non vogliamo rovinarvi la sorpresa e attendiamo di completare la campagna per poter avere un quadro più completo, ma pare fin da subito evidente che, con le nuove forze in gioco a sfruttare il mondo cognitivo per i propri loschi fini, le conseguenze sul piano materiale e sulle menti delle vittime risultino decisamente più evidenti e pericolose che in passato.

Da qui la difficile scelta del gruppo di rinunciare a una tranquilla vacanza estiva, per mettersi in viaggio per superare l'ennesima sfida paratasi davanti ai Ladri Fantasma. Oltre al cast già conosciuto e apprezzato nel gioco originale, Persona 5 Strikers introduce due nuovi alleati: Sophia, una IA senza ricordi delle proprie origini e con la sola certezza di essere "l'amica dell'umanità", e Zenkichi Hasegawa, ispettore a cui è stata affidata l'investigazione sugli ultimi incidenti riguardanti il Metaverso e il risveglio dei cuori della gente.

La nostra prova si è svolta nel corso delle prime sei, sette ore di gioco, tempistiche che i fan della serie (o anche del solo Persona 5) sapranno essere corrispondenti a poco più della fine del tutorial. Abbiamo comunque avuto modo di testare i fondamenti del nuovo sistema di gioco e vivere un gustoso assaggio della trama.

Dopo aver provato Persona 5 Strikers su PlayStation 5 e PlayStation 4 Pro, confermiamo caricamenti veloci e l'ottima stabilità del framerate (a 60fps) su entrambe le piattaforme e anche durante le battaglie più concitate; pur non avendolo verificato di prima mano, quindi, è probabile che l'ottimizzazione del software risulti soddisfacente anche sulla meno potente console ibrida di casa Nintendo e, ovviamente, su PC.

Come in Persona 5, Persona 5 Strikers offre la scelta tra audio giapponese e inglese, oltre a una completa localizzazione in lingua italiana, presente nell'edizione Royal ma assente nella prima release del jRPG.

Persona_5_Strikers_1
Il sistema di combattimento di Persona 5 Strikers combina le meccaniche tipiche dei musou alle regole già conosciute e apprezzate in Persona 5 e Persona 5 Royal.

Ovviamente è più che consigliata la conoscenza degli eventi del titolo originale, visto che la presenza (e l'assenza) di alcune figure sarebbe considerabile a dir poco "spoiler" della trama principale; tuttavia va detto che il gioco porge la mano anche ai neofiti, ribadendo termini e conoscenze ormai scontate, proprio per evidenziare la continuità con il gioco di ruolo ma senza lasciare i nuovi arrivati mai del tutto in balia di se stessi.

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, siamo ben lontani da poterne giudicare l'equilibrio nel corso dell'intera campagna ma, come primo impatto, l'impressione è senza dubbio una piacevole sorpresa: trattasi di un'interessantissima ibridazione fra il classico musou a là Warriors, tipico di Omega Force, con le meccaniche da gioco di ruolo utilizzate in Persona 5.

Il giocatore dovrà selezionare fino a tre membri da affiancare al protagonista e da schierare come squadra nel corso dei combattimenti. Ognuno di essi avrà la propria storica Persona ad accompagnarli, mentre Joker si conferma la wildcard del gruppo, l'unico in grado di portar con sé un maggior numero di maschere, da alternare liberamente in combattimento per effettuare tecniche e magie adatte a ogni situazione.

Persona 5 Strikers riprende il sistema di debolezze e resistenze del gioco originale, così come il consumo di HP e SP per portarli a segno; tornano anche gli oggetti curativi e il sistema di staffetta tra membri del gruppo, che in questo caso velocizza il riempimento di una barra attacco per l'attivazione del Colpo Speciale, ovvero il classico "colpo musou" dei titoli Omega Force e Koei Tecmo: un attacco ad area estremamente potente, in grado di eliminare contemporaneamente un gran numero di nemici.

Persona_5_Strikers_2
Aspettatevi la solita, considerevole mole di dialoghi, fortunatamente sottotitolati in italiano.

Ciascun personaggio, oltre alla propria Persona, combatterà con un'arma melee e una da fuoco, esattamente come in passato: la differenza riguarda principalmente il sistema di attacco standard, che essendo declinato in chiave più action, richiede l'esecuzione di combo di colpi leggeri e pesanti con la pressione dei giusti tasti; ciascuna combo fa eseguire moveset differenti e permette anche di attivare determinati poteri della Persona senza consumo di SP.

Avremo sicuramente modo, in sede di recensione, di approfondire le modifiche al combat system, come il nuovo impiego dell'Assalto e le nuove sezioni di gioco, quali ad esempio le fasi di hacking in cui difendere Oracle da ondate di nemici feroci.

Una cosa però è già certa: il comportamento dei compagni, sia che si tratti di attaccare che di curare e difendere gli alleati, sembra funzionare bene e, al netto di alcune nostre piccole perplessità come il forse eccessivo quantitativo di salute dei boss e dei nemici speciali, il combattimento risulta sempre divertente, intuitivo e fluido, oltre che tremendamente stiloso.

A tal proposito è possibile che i meno avvezzi al genere musou possano riscontrare una sporcizia eccessiva a schermo, dovuta al gran numero di nemici e ai tanti effetti a schermo durante le combinazioni di colpi: questo è vero, ma anche in gran parte inevitabile, in quanto vero e proprio "marchio di fabbrica" del genere, ove in linea di massima il caos a schermo è proprio funzionale al soddisfacimento visivo e psicologico del giocatore, che sente il proprio "campione" nettamente superiore rispetto ai trash mob che gli si parano davanti.

Persona_5_Strikers_3
Il primo dungeon e il primo boss richiamano abbastanza quelli dell'originale Persona 5, pur mostrando una loro personalità.

L'esplorazione della prima Prigione ha ricordato molto quella del Castello di Kamoshida, pur se con una maggior componente verticale e di platforming; torna il livello di allerta nel caso si venga scoperti dai nemici, con conseguenze fuga obbligatoria nel momento in cui esso raggiunge il valore massimo, ma manca, almeno in questa sezione del gioco, la gestione del tempo all'esterno del monto cognitivo: in parole povere, è possibile entrare e uscire liberamente dal dungeon, senza conseguenze negative o rischio di fallimento.

La sensazione generale, dopo le prime ore di Persona 5 Strikers, è quella di un titolo pensato per non essere eccessivamente ostico o tecnico (se non forse per le battaglie opzionali e parecchio avanzate) e che riesca a far contenti sia gli estimatori del Persona 5 originale, che i curiosi alla loro prima esperienza, magari più vicini a un'esperienza videoludica frenetica come quella di un hack 'n slash, piuttosto che a un gioco di ruolo a turni vecchia scuola e considerato ormai "pesante" per il pubblico di massa.

Resta da capire quale sarà il risultato della combinazione fra elementi tradizionali e innovativi di questo tanto atteso sequel e se tale somma riuscirà a far contenti tutti; al momento, la prima sensazione è nettamente positiva e mostra un titolo appetibile a vasta fetta di pubblico videoludico, pregno dello stile del filone principale della serie, pur se in una nuova, diversa, coinvolgente declinazione.

Vai ai commenti (2)

Riguardo l'autore

Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla è darle da mangiare, ma l'effetto è solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltà eternauta.

Contenuti correlati o recenti

Articoli correlati...

Commenti (2)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza