Immortals Fenyx Rising: Miti del Regno d'Oriente - recensione

Una nuova avventura nella mitologia cinese.

Nel dicembre scorso, dopo la pubblicazione di Watch Dogs Legion e Assassin's Creed Valhalla, Ubisoft ci ha deliziato con un titolo che ha sorpreso il grande pubblico: Immortals Fenyx Rising.

Quest'ultimo probabilmente per il publisher transalpino non rappresentava la punta di diamante della propria line-up ma, alla resa dei conti, invece si è dimostrato un prodotto valido superando di gran lunga le aspettative tiepide che aveva scaturito in fase di presentazione.

Oltre ad essere stato apprezzato dal grande pubblico tanto quanto dalla critica, attualmente il gioco di Ubisoft Quebec risulta essere anche il più prolifico in termini di contenuti aggiuntivi. Un mese fa vi abbiamo parlato nella nostra recensione del primo DLC, Una nuova divinità, e ci ritroviamo alla fine di marzo con in mano un ulteriore contenuto che va ad espandere l'esperienza di gioco del titolo originale.

In Miti del Regno d'Oriente abbandoniamo la colorata Isola d'Oro per approdare in un verdeggiante mondo cinese, dove il Caos ha fatto visita agli abitanti dell'isola di Peng Lai, pietrificandone i cittadini e costringendo le divinità a nascondersi, impotenti davanti alla distruzione. L'eroe o l'eroina Fenyx, a seconda della vostra scelta nel capitolo principale, viene lasciato nuovamente in panchina per dare spazio ad un nuovo protagonista, con un arco narrativo tutto nuovo e calzante alla mitologia asiatica.

In questo nuovo contenuto vestiremo i panni di Ku, un ragazzo anch'esso intensamente appassionato ai racconti e alle gesta dei Dei antichi della propria cultura, risparmiato dalle presenze oscure perché speciale. Questa introduzione suona fin troppo familiare? Purtroppo si, ed è solo l'inizio di una lunga serie di ridondanze e déjà-vu in cui ci siamo imbattuti esplorando e portando a termine Miti del Regno d'Oriente.

La missione del protagonista è quella di riportare il proprio mondo alla normalità, affrontando nemici e sfide che lo condurranno fino allo Squarcio, l'enorme montagna che infesta l'isola, creatasi con l'arrivo delle presenze oscure. Se la storia e il suo obiettivo principale rimangono identici a Immortals Fenyx Rising, quel che spicca come nuovo è senza dubbio lo stile con cui essi vengono narrati e portati avanti.

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Le porte del Tartato vengono sostituite dallo Squarcio in questa avventura incentrata sulla mitologia cinese.

Fin da subito è comprensibile come il tono generale dell'opera abbia abbandonato in parte la goliardia e la malizia della mitologia greca, dando alla compagine asiatica un'inflessione più sobria e profonda. Seppur vero che Ku ricalca l'ambizione e la sfacciataggine di Fenyx, le conversazioni con le divinità sono molto più profonde e sentimentali, soprattutto al cospetto della dea Nuwa, creatrice dell'umanità.

Quest'ultima è un personaggio davvero ben strutturato, la quale ci fa sentire amati e protetti, senza alcuna intenzione di metterci in pericolo, a differenza di Zeus che ci ha riservato ben più di una sorpresa nella nostra avventura sull'Isola d'Oro.

Nonostante l'originalità della scrittura, non si può dire di vedere creatività nell'ambientazione che non è altro che una rivisitazione della regione di Ares e Afrodite del capitolo principale, disseminata però di templi e palazzi cinesi per conferire al tutto un sapore più asiatico. Lo stesso discorso si applica al gameplay che rimane identico, sostituendo il nome dei poteri divini ma che di fatto usa le medesime meccaniche, ad eccezione di una sola abilità nuova che difficilmente trova il suo impiego durante le missioni e i combattimenti.

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La progressione di Miti del Regno d'Oriente ricalca in modo identico la struttura conosciuta in Immortals Fenyx Rising.

Il cambiamento più concreto lo si riscontra nella sostituzione delle benedizioni con i sigilli divini, che vanno ad aumentare il danno dei poteri in base all'indicatore di combo segnalato a destra sull'HUD durante i combattimenti. Le sfide mitiche, purtroppo, non ci portano a scoprire qualche novità ma anzi, ne viene ridotta drasticamente la varietà e il numero, rivisitandone l'estetica ma sostanzialmente ne rimane invariato lo svolgimento.

Per concludere la disamina delle somiglianze dobbiamo necessariamente citare i nemici che ci troviamo a combattere, dalle pattuglie nelle aree di gioco fino alle creature leggendarie. Quest'ultime non presentano un solo avversario diverso, riproponendo gli stessi personaggi con identico pattern di attacchi solo con vestiti e armature diversi, che non nascondono in alcun modo il fatto di essere semplicemente riproposti senza troppo impegno nel diversificarli.

Perfino il compagno di Fenyx, Fosforo, con una scusa un po' banale, fa la sua comparsa in Miti del Regno d'Oriente, affiancandoci nel nostro percorso verso la liberazione dell'isola di Peng Lai recuperando appieno i suoi poteri, dalla creazione di un clone fino alla sua serie di attacchi.

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Purtroppo i combattimenti e i nemici che incontreremo sono identici al capitolo principale, senza riservarci alcuna sorpresa che sarebbe stata sicuramente gradita.

Al netto di tutto la storia di Ku è davvero piacevole da vivere, e va ad ampliare un'esperienza di gioco già ottima. Il contenuto si attesta sulle quattro ore abbondanti per quanto riguarda la missione principale, che possono arrivare a circa sette se si vuole completare tutti gli enigmi e le sfide presenti nella nuova mappa. In questo caso, a differenza di quanto avvenuto in Una nuova divinità, la durata è consona all'esperienza che offre, non volendo annoiare il giocatore ma tenendo alta l'attenzione grazie ad un buon ritmo e non troppe frivolezze che potrebbero stancare facilmente.

Miti del Regno d'Oriente è una piccola pillola della stessa storia vissuta con Fenyx, solo con attori diversi. Ma si comincia a far sempre più largo il pensiero che il Season Pass di Immortals Fenyx Rising non sia altro che un banco di prova, che esplora nuovi contesti senza congiungere i contenuti ta loro.

Se Una nuova divinità ci è parso un finale incompleto all'avventura principale, Miti del Regno d'Oriente sembra essere una bozza di un nuovo intero capitolo per poter andare a creare una saga in futuro. Si tratta però di un tentativo fatto con poco coraggio, mentre era lecito attendersi più audacia e creatività, senza arroccarsi sulla sicurezza di andare sul sicuro.

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L'ambientazione, seppur arricchita da elementi asiatici, ricorda fin troppo le terre già esplorate in Immortals Fenyx Rising, in particolare le regioni di Ares e Afrodite.

La continuità con il capitolo principale e il feeling che permeano questo contenuto sono senz'altro piacevoli ma non sono abbastanza per ignorare l'evidente rivisitazione della quasi totalità degli elementi di gioco. Non ci resta dunque che aspettare il prossimo e ultimo DLC per capire quali siano le intenzioni di Ubisoft per quanto concerne il futuro di Immortals Fenyx Rising; al momento appare tutto ancora piuttosto confuso.

7 /10

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