Destiny 2 Pacchetto 30 Anni Recensione: Tanti auguri, Bungie!

Interessante ma non indispensabile.

Quando si pensa agli studi di videogiochi in attività dalla notte dei tempi, è facile che i primi nomi che vengano in mente siano quelli di aziende come Nintendo o Blizzard, la cui fondazione risale rispettivamente al 1989 e al 1991. Può essere però sorprendente scoprire che Bungie è stata fondata nel 1991.

Lo stupore non è dato certamente dall'assenza di titoli di qualità nel suo portafoglio, considerando che gli ultimi brand su cui ha lavorato sono Halo e Destiny, quanto piuttosto dal tempo dedicato ai suoi universi immaginari. Ma la bontà delle sue produzioni non l'oggetto di questo articolo.

Lo studio americano con sede a Bellevue, nello stato del Washington, è sempre stato legato al proprio passato, e nonostante Halo sia ormai in altre mani, è evidente che lo consideri ancora una propria creatura. Discorso analogo vale anche per le produzioni pubblicate prima della nascita del Master Chief, tra Oni e le saghe di Marathon e Myth.

Da queste premesse, tra il desiderio di celebrare i primi trent'anni di attività e la volontà di colmare quel piccolo vuoto lasciato dal rinvio de La Regina dei Sussurri, Bungie ha deciso di pubblicare nelle scorse settimane un DLC di Destiny 2, ovvero il Pacchetto 30 anni.

Questo contenuto aggiuntivo, al costo di 24.99 euro, va ad arricchire l'evento celebrativo del trentennale rendendo disponibili tutta una serie di extra da affiancare a quelli invece fruibili gratuitamente a tutti i giocatori.

L'attività base, le Sfide dell'Eternità, è giocabile da tutti senza alcun vincolo. Si può affrontare fino a un massimo di sei giocatori, con matchmaking attivo alla difficoltà inferiore, ed è ambientata interamente presso l'Eternità, questa specie di mondo misterioso più volte visto nel corso degli anni ma di cui si conosce ancora ben poco.

Qui i guardiani devono completare un totale di tre scontri, separati da brevi sezioni platform, contro nemici variabili che possono appartenere a ogni razza incontrata. Nelle prime due sezioni la tipologia degli avversari è casuale mentre il grande scontro finale è scelto direttamente dai giocatori, con votazione democratica, fra tre possibili opzioni. Le meccaniche incluse nei vari step richiamano le stagioni passate, tra cristalli dell'Offensiva Vex, raggi orbitali dei boss della Meridiana e brutti ceffi dell'alveare da uccidere a suon di spade. proprio come Crota. È un'attività molto dinamica, senza dubbio migliore di tante altre viste in passato, e che grazie ai nemici casuali offre un minimo di varietà, salvo poi diventare ripetitiva in tempi relativamente brevi.

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A guidare i guardiani durante le Sfide dell'eternità ci penseranno Xur e il Cavallo Stellare.

Sicuramente più interessante è la nuova segreta, Morsa della Cupidigia, che porta i giocatori nel Cosmodromo sulle orme di un avventuriero che ha sacrificato molto, forse fin troppo, in cambio di vari tesori. Il punto di accesso è la famosissima Loot Cave del primo Destiny, ammiccando così ai fan della prima ora.

Tra tutte le segrete proposte sino a oggi, questa è senza alcun dubbio la più semplice, rivelandosi intuitiva da completare anche senza l'ausilio di un aiuto esterno e con meccaniche non particolarmente punitive. Abbiamo apprezzato quasi ogni step, in modo particolare la parte di platforming all'inizio, con le decine di trappole disseminate per la mappa, e la penultima, dove i giocatori devono sfruttare dei cannoni per passare da una piattaforma all'altra al fine di disabilitare uno grosso scudo energetico.

A deludere è invece lo scontro finale, una battaglia un po' statica, con un boss poco interattivo e la vita di alcuni scagnozzi inutilmente elevata. Un vero peccato, considerando che nel complesso è un'attività simpatica, caratterizzata da un'ambientazione molto piacevole e vagamente piratesca.

Sono però state introdotte anche due nuove armi esotiche. Il Precursore è un'arma da supporto ottenibile da tutti i giocatori con una semplice impresa. Questa pistola è un chiaro riferimento alla Magnum di Halo, da cui è fortemente ispirata per quanto riguarda l'estetica. Comprando invece il Pacchetto 30 anni si ha accesso al Gjallarhorn, il celebre lanciarazzi esotico che è diventato un po' il simbolo del primo Destiny, e che può essere ottenuto completando la segreta di cui sopra.

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Morsa della Cupidigia è un dungeon molto interessante, anche se non particolarmente complicato.

L'introduzione di quest'arma, che è tra le più amate in assoluto, ha dato vita a diverse polemiche circa il suo essere bloccata dietro a un costo in valuta reale. La preoccupazione più grande è che si possa ripetere quanto accaduto con il primo Destiny, dove dei giocatori venivano esclusi all'interno della community per il non avere quest'arma nel proprio arsenale.

Parliamo di uno scenario inverosimile in Destiny 2, dove di alternative valide ce ne sono, e non poche. In ogni caso è quantomeno opinabile la decisione di Bungie e avremmo ritenuto più corretto scambiare il Gjallarhorn col Precursore, sebbene l'interesse per il contenuto sarebbe stato probabilmente inferiore.

Con la stessa filosofia del Precursore sono state introdotte anche tutta una serie di armi leggendarie rievocative, come un fucile a impulsi palesemente ispirato al BR di Halo o una spada simile a quella energetica. Nella parte a pagamento, invece, sono state introdotte nella segreta vecchie glorie del primo Destiny, come il Matador o lo Sguardo Perso.

Tirando le somme, i contenuti offerti da questo DLC sono paragonabili a quelli di una qualsiasi stagione, forse con una leggera cura in più per quanto riguarda le location, sebbene molte di queste siano giocabili anche gratuitamente.

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Per celebrare i 30 anni di Bungie fa il suo trionfale ritorno il Gjallarhorn, seppur a pagamento.

Bisogna essere consapevoli che con questo contenuto aggiuntivo si paga non soltanto la segreta esclusiva, con le relative ricompense, o il tanto amato Gjallarhorn, ma anche tutta una serie di oggetti cosmetici celebrativi, il cui costo è in linea con quello che avrebbero avuto da Eververse, il negozio in-game.

Al netto di un'arma esotica particolarmente desiderata, qualora non foste interessanti a quanto appena descritto potete tranquillamente saltare quest'uscita e attendere la prossima grande espansione, prevista per febbraio, anche perché dal punto di vista narrativo non vi sono reali contenuti.

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Riguardo l'autore

Manuel Santangelo

Manuel Santangelo

Redattore

Manuel inizia in tenera età sulla prima Playstation, per poi spostarsi su PS2 e Xbox. Appassionato di sparatutto, s'affeziona a titoli quali Halo e Metal Gear Solid. Apprezza quasi ogni genere e negli ultimi anni inizia a creare contenuti su YouTube, anche per Eurogamer.it.

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