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Automobilista - recensione

I Kunos brasiliani ci provano ancora.

Il 2015 è stato l'anno dei simulatori di guida, con Assetto Corsa entrato nel pieno della maturità dopo una lunga Early Access e Project Cars ben piazzato in termini di vendite grazie al lancio simultaneo su PC e console. Tra questi due top player, i brasiliani di Reiza Studios hanno sgomitato per farsi largo con Stock Car Extreme. Si tratta di un gioco indubbiamente realizzato in modo competente ma l'ottimo motore fisico delle vetture proposte si scontrava con una serie di problemi non di poco conto in termini di contenuti e qualità della realizzazione tecnica, che lo facevano sembrare una semplice rinfrescata di rFactor o poco più.

Un anno e mezzo e una campagna di crowfunding dopo, i Reiza hanno pubblicato Automobilista, che possiamo considerare il seguito in pectore di Stock Car Extreme. Il motore fisico e grafico è il solito ISImotor degli Image Space Incorporated e la struttura di base è quindi identica a quella del predecessore, con una serie di menu in cui è possibile selezionare varie combinazioni di vetture e piste per disputare gare in singleplayer contro l'intelligenza artificiale, anche andando a comporre campionati personalizzati. Ovviamente l'elemento centrale del gameplay è il multiplayer che mantiene la stessa struttura a server dedicati di rFactor con netcode e opzioni dei server molto varie e funzionali allo stesso modo. Automobilista cerca però di migliorare quanto proposto in SCE sotto altri aspetti, che sono essenzialmente tre: la qualità della grafica, quella della simulazione e quella dell'evoluzione della pista e delle gomme per quanto riguarda il consumo e le temperature.

Non ci sono grosse novità per quanto riguarda i contenuti: le auto sono un mix di vetture storiche e moderne, GT, monoposto, prototipi, go-kart e persino camion o auto da rally. Molte erano già presenti in Stock Car Extreme e sono state trasposte direttamente in questa versione del gioco, ma ci sono anche alcune novità come la Formula Vintage, una F1 storica del 1970 con il classico DVF Cosworth, un pickup potentissimo denominato Montana e una V6 non ufficiale Porsche fatta apposta per i sovrasterzi di potenza.

Il trailer di presentazione ufficiale del gioco.

Aggiunte gradite, ma rimane chiaro che il nucleo dell'offerta è rappresentato dalle Stock Car moderne e vintage che corrono nei campionati brasiliani, da una serie di kart di varie potenze e da una selezione di vetture di F1 di varie epoche tra cui spiccano la McLaren Turbo di Senna del 1988, quella di Alesi del 1995, due modelli del 1976 e la Williams ibrida del 2014. Si nota anche una vettura da rally che abbiamo provato su alcune piste di fantasia realizzate appositamente per il rallycross e che ci ha regalato ottime sensazioni.

A conferma della bontà del modello fisico di Automobilista troviamo la possibilità di guidare anche un'auto da rally, la Mitsubishi Lancer Evo che ha partecipato agli X-Games di qualche tempo fa sul circuito Rally Cross. In questo caso si nota l'adattabilità del motore fisico di rFactor anche per quanto riguarda gli sterrati, con dossi e cunette molto pronunciati. Il video ufficiale che vedete a contorno dell'articolo evidenzia l'ottimo realismo del movimento delle sospensioni e lo spostamento dei pesi nelle fasi di drift.

Per quanto riguarda le piste, anche in questo caso si torna sul seminato di Stock Car Extreme: i più importanti sono Buenos Aires, Interlagos, Jacarepaguà e Suzuka, ma soprattutto Zeltweg e Montreal in versione storica, a cui si aggiungono un sacco di piste minori sudamericane con un sacco di varianti, una vagonata di piste per i kart e un layout in rallycross. Sono praticamente tutte piste di buona fattura anche se non sono realizzate in laserscan, che riescono a rendere bene cambi di altitudine, cordoli dossi e avvallamenti e che restituiscono una buona sensazione di coinvolgimento nonostante l'estetica, di cui parleremo tra poco.

I punti di forza del gioco sono altri a partire dal modello di guida che già in Stock Car Extreme era di alto livello e che in quest'occasione migliora ulteriormente, in virtù di una scelta tecnica relativa a quello che gira "sotto il cofano" del simulatore. Automobilista è caratterizzato infatti da un miglioramento nel comportamento delle vetture nel modo in cui questo viene percepito dall'utente in virtù di un aumento nella velocità di clock del motore fisico e della risposta del force feedback.

Le Flat V6 sono delle Porsche sotto mentite spoglie. Abbastanza divertenti da guidare ma serve parecchia pratica per domarne il retrotreno.

Il primo è ora a 720hz, il doppio rispetto a SCE, mentre i tempi di aggiornamento del ritorno di forza vengono dichiarati fino a 500hz ma noi siamo riusciti a spingerli a 360 nel menu di configurazione. È più del triplo dei 100hz del gioco precedente ed è un salto qualitativo notevole che restituisce un feeling del volante migliore che fin dalle prime curve restituisce splendide sensazioni, soprattutto a chi si impegna nell'imparare a fondo le piste nei più piccoli dettagli di asfalto e cordoli. La resa è veramente spettacolare, con alcune vetture migliore anche di quella di Assetto Corsa che è "fermo" a circa 300hz nella resa del FFB, sebbene il titolo dei Kunos si confermi ancora più efficace nel rendere le diverse caratteristiche delle vetture proposte.

Si tratta a tutti gli effetti di un assaggio di quello che ci aspetta nel futuro della simulazione di guida, che continuerà a evolversi con l'arrivo di macchine da gioco sempre più potenti e che rappresenta il maggior punto di forza di Automobilista, apprezzabile solo da parte dei possessori di un buon volante per il coinvolgimento che regala, soprattutto con le monoposto. Questo miglioramento è stato possibile sfruttando uno dei maggiori difetti che il gioco si porta dietro dai tempi di Stock Car Extreme, ovvero la pochezza della grafica.

Il motore grafico è chiaramente DX9 ed è ormai obsoleto per gli standard dei moderni PC da gioco che possono contare sull'accoppiata di processori e schede video decisamente potenti. Automobilista è infatti graficamente datato come il suo predecessore, ma la potenza di calcolo in eccesso ai 60 frame al secondo è stata saggiamente usata per aumentare i valori di rilevamento del motore fisico e del Force Feedback, rendendo questa seconda iterazione del gioco migliore dal punto di vista del gameplay, ma purtroppo plafonata da quello dell'estetica.

Il sistema d'illuminazione, gli effetti, la qualità delle texture sono quelli di un gioco di sei/sette anni fa; i modelli delle vetture si difendono un po' meglio ma complessivamente si nota chiaramente l'anzianità dell'engine grafico, probabilmente non spremuto a dovere a causa del ristretto team di sviluppo, ma sicuramente ormai non più in grado di reggere il confronto con gli standard attuali in ambito simulativo stabiliti da Project Cars e Assetto Corsa. L'audio invece non è male, sia dall'interno sia dall'esterno dei cockpit.

La Lancer Evo X conferma la grande flessibilità del motore fisico degli ISI.

Tornando alla strada virtuale, Automobilista recupera terreno sotto altri aspetti: l'evoluzione del grip della pista cambia tra la traiettoria di gara e la parte esterna. Man mano che si gira in single e multiplayer la prima migliora progressivamente il grip in virtù della gomma che si deposita sulla linea ideale e peggiora con la formazione di trucioli di gomma fuori dalla traiettoria stessa, generando distese di "marbles" visibili dall'abitacolo o nelle inquadrature dall'esterno. Una feature molto interessante, che rende le gare sulla distanza molto più tattiche non solo per il controllo della vettura ma anche nel "corpo a corpo" con gli avversari: portare un pilota umano o virtuale "sullo sporco" durante un duello a distanza ravvicinata per indurlo all'errore, è una feature che non tutti i simulatori propongono.

Altre caratteristiche abbastanza raffinate confermano la bontà del lavoro svolto sull'accuratezza della simulazione: il gioco supporta il ciclo dinamico giorno/notte di rFactor ma non il maltempo, ma soprattutto amplifica rispetto a Stock Car Extreme i disturbi aerodinamici, in maggior modo sulle monoposto. Abbiamo infatti caricato le F1 turbo del 1988 con cui avevamo fatto alcuni giri a Zeltweg nella recensione del primo SCE e notato una bella differenza nel force feedback e in come questo cambi nettamente l'ingresso curva soprattutto delle monoposto ad alta velocità.

A proposito di IA, questa si difende piuttosto bene dai nostri attacchi e risponde con una certa veemenza quando è più veloce di noi. Abbiamo notato qualche errore qua e là che ha generato incidenti di varia gravità, ma tutto sommato l'esperienza di gioco offline è stata piacevole. L'unico difetto degno di nota è che le vetture controllate dalla CPU lottano poco tra loro e una volta definite le posizioni dopo i primi due o tre giri, non ci si devono aspettare chissà quali sorprese nella classifica dovute a sorpassi reciproci o lotte all'ultima staccata, il che è spiacevole se pensiamo al buon livello di sfida proposto al giocatore.

La guida da cockpit è molto piacevole: il posizionamento della visuale è azzeccato per tutte le vetture e permette un'ottima visibilità.

Ma per un gioco dotato di un multiplayer così collaudato come quello derivato da rFactor si potrebbe pensare che tutto sommato la componente singleplayer sia un extra rispetto alle gare online. Purtroppo la situazione da questo punto di vista non è positiva vista la scarsa popolazione delle lobby di gioco, esattamente com'era avvenuto per Stock Car Extreme. I ping sono elevati (sopra i 200 o anche più) probabilmente perché si tratta di server brasiliani, mentre i pochissimi server europei si popolano (solo in ore serali) con un numero troppo ristretto di utenti per dar vita a gare interessanti. È vero che l'utenza che s'incontra all'interno delle sessioni di gioco ricalca l'attitudine dei simracer più puri ma questo non rende Automobilista un titolo capace di garantire divertimento online a tutte le ore.

Per apprezzare veramente il multiplayer non ci sono alternative e ci si deve affidare a leghe o campionati organizzati: su Racedepartement c'è una pagina che tiene traccia i quelli attualmente attivi, suddivisi per zone geografiche. Sicuramente un buon punto da cui partire ma eventi di questo genere spesso presuppongono un impegno e una dedizione che non tutti possono garantire, e sono fuori dalla portata di chi vorrebbe entrare in server ragionevolmente popolati per gareggiare senza troppi impegni.

La valutazione complessiva di Automobilista è un'alternanza di pregi evidenti e mancanze altrettanto palesi. L'innalzamento delle frequenze del motore fisico e del force feedback ha un effetto radicale sulla qualità del ritorno di forza e sulla percezione del modello di guida che rende l'esperienza di gioco coinvolgente, soprattutto con le monoposto più potenti. Si tratta tuttavia di uno scambio alla pari con una qualità video obsoleta ancorata alle origini DX9 del motore grafico ISI, che non regge il passo con i titoli moderni.

Allo stesso modo rimane l'impressione che Automobilista sia un semplice repack di Stock Car Extreme con l'aggiunta di qualche vettura extra, oltre alla solita compilation di modalità e piste Made in Sudamerica, e questo non aiuta a renderlo competitivo contro i pesi massimi della categoria, anche se molte feature esclusive e l'intelligenza artificiale permettono di organizzare sfide piuttosto tirate persino giocando da soli, per quanto manchi completamente una modalità Carriera.

Una gara sull'autodromo di Brasilia con le F1 d'epoca. La guida è impegnativa e molto coinvolgente, anche se l'estetica non è niente di che.

La struttura aperta al modding aiuta (sono già uscite alcune vetture inedite) ma la sensazione è che Assetto Corsa rappresenti attualmente il top in ambito modding e questa iterazione di rFactor non rinverdirà i fasti del passato. Il vero problema di base è tuttavia rappresentato dalla scarsa consistenza della community multiplayer che, come per Game Stock Extreme, non offre ai giocatori europei le stesse possibilità dei loro colleghi sudamericani, dove il gioco ha chiaramente goduto di un successo maggiore.

Prendetelo quindi in esame solo se siete puristi della simulazione di guida e disponete di una postazione di alto livello per far esprimere il ritorno di forza ai massimi livelli, ma non pensate di usarlo come base per le vostre scorribande multigiocatore se non in contesti di simracing competitivo molto ristretti, di cui non ci sono garanzie certe in termini di longevità a lungo termine. Questo anche alla luce dell'annuncio di Reiza di un loro nuovo simulatore in arrivo per il 2017, sempre su base ISI.

7 / 10

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Matteo Lorenzetti

Contributor

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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