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Darksiders

"... e giunse la fine dei tempi".

Infine giunse Guerra, a giudicare angeli, demoni e uomini. Lui, cavaliere eletto dall'Arso Consiglio, al di là del bene e del male, come direbbe Nietzsche, e proprio reclamando uno dei princìpi tanto cari al filosofo tedesco, il suo agire è dettato dalla "Volontà di Potenza." E dalla vendetta. L'incipit narrativo di Darksiders è ammaliante e gioca sapientemente con gli elementi biblici, presentando un contesto di sicuro impatto emozionale. L'Apocalisse è arrivata, ed è subito Rivelazione.

La sequenza iniziale vede splendidi angeli in armatura lottare furiosamente contro demoni di ogni sorta: la terra è in preda al caos e gli umani soccombono inerti dinnanzi a tali forze ancestrali. Il Giorno del Giudizio è giunto e in veste di cavalieri dell'Apocalisse ci troviamo nei coriacei panni di Guerra. Il nostro compito è di porre fine al conflitto, ristabilendo l'ordine preesistente alla (presunta) rottura del Settimo Sigillo. Non c'è alcuna connotazione morale, solo un semplice incarico da svolgere nel punire i contendenti. Davvero splendida in questo senso la caratterizzazione del protagonista, il quale scoprirà presto di essere stato ingannato: nessuno ha rotto il Settimo Sigillo, gli altri Cavalieri non sono apparsi e la sua entrata in scena si rivela soltanto un espediente per condannarlo alla perdita di ogni suo potere.

La vastità delle location è incredibile e ognuna di esse, una volta raggiunta, sarà liberamente esplorabile in qualsiasi momento.

Assolutamente riuscito il modo in cui tutto ciò viene vissuto dal giocatore in presa diretta: joypad alla mano ci ritroviamo inizialmente invulnerabili per poi assistere alla graduale scomparsa delle nostre forze. I nemici, siano essi angelici o infernali, avranno ovviamente il sopravvento e saremo rispediti dinnanzi al Consiglio, che ci accuserà di aver portato l'apocalisse anzi tempo condannando prematuramente l'umanità. Avremo però la nostra occasione di riscatto: sotto la supervisione di un osservatore (la Sentinella, spirito che risiederà nel nostro guanto di ferro) saremo chiamati a indagare sugli eventi che hanno portato alla distruzione del mondo e a combattere contro la gerarchia dei demoni infernali fino al Distruttore.

Assistiamo così a un salto temporale che ci porta sulla Terra un secolo dopo. Tale espediente consente agli sviluppatori di modificare la morfologia delle location, passando da un'ordinaria rappresentazione urbana a uno stile gotico, oscuro e intrigante. Il genere umano è ovviamente sparito per sempre, lasciando soltanto sporadiche vestigia della propria permanenza nel mondo. Ad onta di un impianto narrativo efficace e ben strutturato sin dall'inizio, a livello di gameplay Darksiders preferisce procedere con calma, senza alcuna necessità di scoprire sin da subito le proprie carte. Nelle prime fasi di gioco ci troveremo pertanto a familiarizzare con il sistema di combattimento e alle prese con molteplici sessioni squisitamente platform. Il divertimento comunque è destinato ad arrivare a breve.

Le dimensioni di alcuni avversari sono davvero ragguardevoli.

Armati di uno spadone (simbolo della guerra per eccellenza nelle Sacre Scritture), ci troviamo ad affrontare orde di nemici, ottenendo man mano poteri inediti e nuove armi da equipaggiare. Sarà così possibile concatenare combo sempre più complesse, alternando gli attacchi tra i tasti X e Y, per poi concludere con cattiveria disumana tramite il tasto B, la "fatality" vera e propria, evidenziata tra l'altro con visuale ravvicinata e uno slow motion encomiabile. Attraverso un sistema di upgrade basato sulle anime sottratte agli avversari, avremo poi la possibilità di incrementare la nostra forza affidandoci a Vulgrim, il nostro negoziante di fiducia.

È importante sottolineare come tale sistema sia totalmente a discrezione del giocatore, il quale potrà decidere di volta in volta come spendere le anime guadagnate in battaglia e quali armi o potenziamenti equipaggiare. Avremo davvero di tutto: da nuove tecniche di combattimento ad armi sempre più letali, passando per magie e oggetti vari da utilizzare nel corso degli scontri, previa assegnazione dei tasti sul controller. Alla fine, le tecniche davvero valide sono poche (lasciamo a voi il piacere di scoprirle) ma avere una vasta gamma di scelta rimane comunque un merito. Bella però l'idea di utilizzare determinate armi anche come oggetti necessari all'apertura di nuove strade: il corno risveglierà i giganti di pietra che sbarrano il cammino, mentre la Lama Incrociata si rivelerà estremamente versatile in più occasioni.

Quanto detto fino ad ora sarebbe già sufficiente a classificare il titolo quale discreto esponente del genere "action adventure", ma è solo procedendo oltre le prime tre ore di gioco che Darksiders sfodera sul piatto i propri assi migliori. Passiamo alla pagina seguente ed entriamo nel dettaglio.