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Domina - recensione

Gladiatori per gioco.

Dopo una giornata di lavoro trovo personalmente estremamente rilassante seguire i miei streamer preferiti. Rispetto a Youtube (anch'esso comunque in cima alle mie preferenze in quanto a potere di rilassamento), Twitch TV riesce a offrire qualcosa in più: il bello della diretta (come diceva Raffaella Carra), l'interazione con la chat, l'animazione dello streamer, gli eventi...

È così che qualche giorno fa, girovagando tra i miei canali preferiti mi sono ritrovato a osservare un'arena pixellosa piena di gladiatori intenti a darsele di santa ragione, con tanto di leoni, pubblico festante e tanta ultraviolenza. 'Domina' era il gioco in questione e, come ho poi scoperto, si tratta di una sorta di gestionale in cui lo scopo del gioco e portare il proprio 'ludus' (scuola di gladiatori nell'antica Roma) ai vertici della gloria sportiva dell'epoca.

Al giocatore tocca quindi gestire principalmente gli allenamenti dei propri gladiatori ma anche la distribuzione delle risorse (vino, acqua e cibo) tra il ludus e altre spese accessorie (corruzione di funzionari, premi per i propri gladiatori, ricerca e altro). I combattimenti avvengono ovviamente all'interno di arene estremamente rumorose e il giocatore può decidere se lasciare lo sviluppo degli eventi all'IA o partecipare attivamente.

Domina funziona egregiamente come gestionale anche se soffre di una certa opacità nei rapporti di causa-effetto. Non è immediatamente chiaro cosa determini il risultato dei combattimenti e le stat dei combattenti non sono chiare nel mostrare i rapporti di forza che si osservano poi nell'arena. La grafica è decisamente stilosa (un tipo di pixel art molto in voga al momento) e le musiche mescolano ritmi moderni a sonorità antiche in maniera eccezionale; troveremo sicuramente Domina tra le nomination per la miglior colonna sonora del 2017.

La pixel art di Domina tende a farsi un po' confusa durante i combattimenti…

Il sistema di gioco si basa su tempo e risorse limitate. Ogni giornata scorre piuttosto velocemente e il giocatore può svolgere solo poche attività. Addestrare i propri combattenti è fondamentale, come lo è vincere nell'arena e ottenere premi e risorse che ci permetteranno di equipaggiare meglio i nostri gladiatori e di ottenere favori dalle autorità.

I combattimenti sono sempre rischiosi perché nessun risultato è perfettamente garantito e perdere i migliori combattenti è una tragedia da cui si recupera solo con grande fatica, specialmente quando si viene sconfitti in combattimenti tra squadre di gladiatori.

Col tempo il proprio ludus crescerà in celebrità (in caso di successi) e potremo misurarci con sfide sempre più complesse, comprese partecipazioni a tornei in varie parti d'Italia di difficoltà crescente contro avversari anche molto diversi dai consueti gladiatori... (evitiamo spoiler).

Non mancano infine i tocchi di classe come gladiatori che arrivano ubriachi nell'arena (se si insiste nel premiarli con vino durante gli addestramenti), armi lanciate dal pubblico per aiutare un combattente, arti mozzati e la possibilità di postare su facebook e twitter i replay dei duelli.

La violenza rappresentata in Domina trova una censura soltanto nello scarso dettaglio permesso dalla pixel art…

Ma Domina colpisce anche per un aspetto diverso da quello del mero gameplay o dei valori di produzione. Domina è infatti un titolo pensato per essere giocato in uno stream e offre diversi momenti di interazione significativa con gli spettatori. Innanzitutto, una volta attivata la modalità Twitch, il gioco raccoglie i nomi degli spettatori dello stream e li utilizza per i vari gladiatori che lo streamer gestisce durante il gioco; sia il primo batch di combattenti che tutti i successivi nuovi arrivi saranno così identificabili come i viewer dello stream.

Già questo, da solo, permette a Domina di acquisire un nuovo livello di interazione con il pubblico e, quindi, di intrattenimento. I viewer seguono le vicende del proprio personaggio, richiedono allenamenti, nuovo equipaggiamento e invocano l'utilizzo nell'arena. Come è già successo in maniera non strutturata in giochi come X-Com (gli streamer creavano i personaggi a immagine e richiesta dei viewer), così avviene in modo strutturato e automatico in Domina.

Ma non è tutto. In Domina i viewer votano nei vari eventi multiscelta proposti dal gioco utilizzando una meccanica simile ad altri giochi 'stream based'. E poi si entra nell'arena e il divertimento si moltiplica perché non solo gli spettatori possono partecipare lanciando incitamenti e insulti (determinando così altre statistiche di gioco), ma, in caso un gladiatore si arrenda senza venire ucciso, possono votare morte o vita tramite il classico pollice verso/alto. Considerando che si tratta di un gladiatore in chat le potenzialità per il divertimento sono piuttosto alte...

Guarda su YouTube

I detrattori di Twitch (e in generale dello streaming di videogiochi) utilizzano soprattutto una argomentazione: meglio giocare che guardare. Cosa che in linea di massima può essere condivisa, se non fosse per il fatto che si tratta di due attività non strettamente comparabili. Giocare produce emozioni e decisioni direttamente collegate al coinvolgimento e potenziate da quest'ultimo. Guardare uno stream, solitamente, non offre decisioni e produce emozioni prettamente collegate alla "postura spettatoriale", per dirla come i sociologi.

Ciò vuol dire che "l'occasione d'uso" delle due attività, per dirla invece con le parole del marketing è diversa ed è adatta a momenti differenti della nostra quotidianità. Ma come dimostra Domina le due cose possono avvicinarsi e guardare uno stream può diventare un'attività divertente e coinvolgente in maniera simile al videogiocare.

Per tornare a Domina, il gioco è stato rilasciato a inizio aprile ma viene costantemente aggiornato con miglioramenti e bilanciamenti; l'esperienza è estremamente divertente, soprattutto considerando le dinamiche di streaming di cui abbiamo parlato. Tra l'altro, in caso vi interessi partecipare a eventuali futuri stream di Eurogamer con Domina fatecelo sapere nei commenti!

8 / 10
Avatar di Davide Pessach
Davide Pessach: Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

Scopri come lavoriamo alle recensioni leggendo la nostra review policy.

In this article

Domina

PC

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