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Flower

Una ventata d'aria fresca sul PSN.

Ci sono varie soluzioni contro il logorio della vita moderna. Una potrebbe essere sorseggiare un Cinar, come suggerito in quel terribile spot in TV, ma nutriamo seri dubbi sulla sua reale l'efficacia. Un' altra potrebbe essere il Relaxman, sorta di aggeggio mefistofelico atto a riprodurre l'ambiente uterino e che dovrebbe, secondo l'ingegnoso inventore, farvi dimenticare lo stress quotidiano. Ma se siete dei videogiocatori e avete una PS3, l'unico consiglio che possiamo darvi è quello di prepararvi a scaricare Flower, ennesimo intrigante titolo in uscita su PlayStation Network.

Immaginate di essere leggeri come una brezza estiva. I paesaggi intorno a voi sono qualcosa di molto vicino ai Campi Elisi, come li descrivevano i poeti. Natura incontaminata a perdita d'occhio, pianure e colline senza soluzione di continuità, e ovviamente fiori, coloratissimi e delicati tanto che basta un vostro soffio per coglierne i petali. Immaginate ora di essere quella brezza, liberi da qualsiasi vincolo e leggiadri oltre ogni più sfrenata fantasia. Ecco, ciò che avete creato nella vostra mente è proprio quanto Flower vuole offrirvi, in alta risoluzione e con un joypad PS3 ben saldo nelle vostre mani.

Il nuovo gioco creato dai ragazzi di ThatGameCompany riconferma la volontà del team di innovare e poetizzare il medium con idee sempre più stravaganti. Che si tratti dell'erede spirituale di FlOw lo si capisce già dalle prime schermate, quando le lettere del titolo vengono amabilmente pennellate sullo schermo, ma questa volta la fantasia del team si lancia a briglia sciolta in quello che vorrebbe essere il sogno di... un fiore.

Scenari incontaminati e un cielo azzurro faranno da sfondo alle fasi iniziali del sogno

Nessuna scena di dialogo, nessun chiaro indizio su ciò che ci attende. Flower si apre con uno scenario urbano e caotico e con l'inquadratura di un fiore in un piccolo vaso, piegato e chiuso in sé stesso dinnanzi ad una misera finestra. L'immagine si dissolve in un'atmosfera vagamente onirica e subito si trova la libertà cui il fiore di prima sembrava anelare con evidente malinconia. L'impatto iniziale è certamente spiazzante. Solo muovendo il controller ci si accorge della interazione con lo scenario, quando i fili d'erba si piegano al nostro passaggio. Premendo un tasto qualsiasi si sente il soffiare del vento, ed ecco che il primo petalo si stacca dal fiore e si trascina in aria cullato dalla nostra scia.

La sensazione di scivolare sui verdi campi che si stendono dinnanzi a noi è inebriante. Non stiamo nemmeno a chiederci quale sia lo scopo di tutto ciò: in questa pima fase ciò che prevale è unicamente il senso di scoperta (e leggerezza) mirabilmente reso dai semplici movimenti del controller. Tutto è in divenire, un rapporto di causa ed effetto che il giocatore dovrà sperimentare semplicemente lasciandosi andare ai capricci della propria fantasia. Solo dopo un po' capirete le immediate meccaniche di gioco abilmente implementate dallo sviluppatore.