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Little Nightmares - prova

Toni cupi per un'avventura dal gameplay brillante.

Al Let's Play di Roma, recentemente conclusosi, le novità non sono certo mancate. Tra le decine di titoli giocabili, allo stand di Bandai Namco spuntava anche Little Nightmares, l'avventura della piccola Six (o Sei nella versione italiana) che vedremo tra poco più di un mese sbarcare su PC, PS4 e Xbox One.

La demo presentata in fiera non era particolarmente lunga, visto che si trattava di una decina di "quadri" da attraversare cercando di trovare la soluzione giusta per proseguire e non finire nelle grinfie del terribile cuoco presente in cucina. Eppure, in questa breve prova, il fascino che sprigiona il titolo ci ha praticamente investito e conquistato.

A partire dall'aspetto grafico, dagli accenti scuri, cupi, o per meglio dire morti, che rispecchiano la direzione artistica che vuole portare su schermo sì un puzzle-platform dall'anima inquietante, ma in uno stile quasi cartoonesco alla Tim Burton, lampante nelle fattezze dei personaggi. Dopotutto l'incipit della trama vede Six ritrovarsi rapita e smarrita in un luogo sconosciuto.

Da sola e sperduta, ma dotata di grande coraggio.

Le scelte artistiche diventano in seguito anche strumento di design, attraverso l'illuminazione dinamica che caratterizza il gameplay in alcuni livelli, visibili al giocatore come stanze all'interno di una casa delle bambole. Nei panni della minuta protagonista partiamo da una camera da letto da cui dovremo uscire risolvendo un semplice enigma. Dopo aver imparato le azioni che possiamo compiere, poche e semplici come tirare, spingere o accovacciarsi, sta a noi trovare la soluzione per proseguire interagendo con l'ambiente circostante.

In più, alla giovane protagonista viene data la possibilità di utilizzare un accendino per illuminare le aree più buie, circondandola con un'atmosfera verdognola che rende tutto più emozionante. Il carattere quindi non manca a questo titolo, che trasuda del talento dei ragazzi di Tarsier Studios, che vantano nel proprio curriculum produzioni di assoluto spessore come Little Big Planet o Tearaway. La loro firma si nota un po' ovunque giocando a Little Nightmares.

In un livello abbiamo dovuto spingere dei salumi in una macchina che produce salsicce, con lo scopo di usarle poi come liana per raggiungere l'obiettivo posto su un piano rialzato. In un'altra situazione siamo sfuggiti alle grinfie del perfido cuoco scoprendo nella fuga le posizioni più giuste per nasconderci. Gli enigmi di Little Nightmares sono così, fatti d'interazioni tanto elementari quanto intelligenti.

Azioni che da compiere sono assolutamente divertenti: non semplici nella risoluzione, bensì abbastanza complessi da farvi spremere le meningi e farvi compiacere quando riuscirete a procedere con successo. Con così tanta qualità in una breve demo, l'unico rischio in cui si potrebbe incorrere è che tutta questa sostanza non sia costante per la durata complessiva del titolo completo. Teniamo incrociate le dita.

Unendo quindi la ricercatezza e il forte impatto dell'aspetto tecnico al sapiente design di livelli ed enigmi, questa prova con mano di Little Nightmares al Let's Play ha moltiplicato le aspettative che già avevamo e siamo fiduciosi che, a fine aprile, gli amanti delle avventure condite di affascinante mistero non rimarranno delusi.

A proposito dell'autore
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Michele Sollazzo

Contributor

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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