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Murdered: Soul Suspect - prova

Torniamo a Salem con il Detective fantasma.

Milano - Il crescendo emotivo di Murdered: Soul Suspect è evidente dal paragone tra le primissime due missioni e quello che accade a schermo solo qualche ora più tardi.

Grazie ad un invito di Koch Media abbiamo potuto provare in anteprima quinto e sesto capitolo del titolo Airtight Games, in una lunga sessione di gioco che ci ha permesso anche di valutare la realizzazione su PC, scoprendo così una decisa accelerazione nel ritmo.

Per rinfrescarvi la memoria vi invitiamo a rileggere il nostro resoconto dei primi momenti di gioco, per poi riprendere il racconto da queste righe, e sentire il vostro polso aumentare la frequenza insieme al nostro.

Lasciamo da parte lo smarrimento iniziale, ormai il nostro buon Ronan O'Connor ha familiarizzato completamente con la sua nuova condizione di trapassato e sembra in grado di muoversi agilmente nella sua caccia agli indizi. Migliora la sua conoscenza del mondo degli spiriti, ora è infatti in grado di aggirare i demoni che lo cacciano in una specie di gioco del gatto col topo, attirandoli in trappola per poi eliminarli con un solo, preciso, colpo alle spalle.

Il legame tra il protagonista e Joy si rafforza con ogni enigma risolto, e diventa parte importante della trama.

Questo, per quanto visto, è tutto il combattimento presente nel titolo Square Enix, non ci sono sparatorie e non ci sono scazzottate, solo demoni da aggirare, e neanche per forza. Il level design è infatti pensato per permettere al giocatore di scappare in qualsiasi momento dallo scontro, ovviamente ci saranno frangenti in cui sarà più complicato, ma l'idea è quella di non forzare mai il faccia a faccia anche perché non se ne ottengono particolari vantaggi nell'economia ludica.

"Alcune scelte narrative riescono ad essere particolarmente disturbanti"

Le nuove meccaniche prevedono anche una sorta di teletrasporto che permette di coprire brevi distanze in un battito di ciglia, e la possessione di un gatto, da guidare nei percorsi più angusti per aggirare alcune barriere architettoniche e risolvere semplici puzzle ambientali.

L'idea è che la fragile forza di volontà del felino sia nulla per noi, al contrario di quella umana che ci permette solo brevi possessioni, al massimo facendoci leggere nel pensiero dell'ospite o guardando dal suo punto di vista. Il gatto, poi, non è certo una scelta casuale, animale simbolico per l'immaginario stregonesco lo è doppiamente in Murdered: Soul Suspect, vista la particolarissima storia di Salem, la cittadina dove si svolgono gli eventi.

L'impressione è che le possessioni riveleranno qualcosa di particolarmente interessante nel corso dell'avventura, superando il ruolo di semplice puzzle d'intermezzo creato per spezzare l'azione.

Non mancano alcuni temi maturi, trattati con gusto dagli sceneggiatori. Preparatevi a qualche scena emotivamente forte.

Dicevamo che cambia sensibilmente il ritmo in questi nuovi capitoli, e viene rimarcata la natura matura della produzione Square Enix. Non per scene di sesso, o di violenza splatter, ma per alcune scelte narrative (a volte mostrate in filmati, a volte solo suggerite) che riescono ad essere particolarmente disturbanti.

"Le nuove meccaniche prevedono anche una sorta di teletrasporto e la possessione di un gatto"

Cerchiamo di non rovinarvi la sorpresa, anche perché sarebbe un vero delitto fare degli spoiler sulla trama di un gioco che punta tutto, o quasi, sulla narrazione. Ci limiteremo allora a dire che il serial killer a piede libero per Salem ha un debole per la tortura, e finisce le sue giovani, giovanissime vittime in maniere particolarmente sadiche.

Al di là dell'effettiva crudezza di alcuni momenti, fa piacere vedere che uno sviluppatore si prenda sul serio e decida di affrontare tematiche adulte senza paura e, almeno per quanto visto, senza scivolare nella rappresentazione morbosa.

Proseguendo l'avventura, osserviamo nascere e rinforzarsi il legame del protagonista con Joy, ragazza in qualche maniera coinvolta con gli eventi, che scopriamo rapidamente essere in grado di comunicare con gli spettri. Nasce dunque una sinergia su fronti investigativo, emotivo e di gameplay.

I due imparano a lavorare insieme verso la risoluzione dei misteri che affliggono la cittadina, e così facendo sviluppano un'esperienza comune rivelando un rapporto quasi d'amicizia.

"Potremo prendere il controllo di Joy per superare alcune parti inaccessibili al nostro fantasma"

Per quanto riguarda il gameplay, poi, ci sono dei frangenti in cui potremo prendere il controllo di Joy per superare alcune parti bloccate al nostro Detective fantasma, ma solo una prova del codice completo potrà rivelarci quanto queste siano effettivamente fresche.

Se i primi momenti di gioco li avevamo provati su PlayStation 4, i capitoli di cui parliamo oggi ci sono invece stati presentati nella versione PC, ma ben poche sono le differenze.

Certo, una maggiore fluidità è accompagnata da quel livello di pulizia a schermo che solo un computer può dare, ma non abbiamo notato particolari passi avanti col passaggio ad hardware diverso.

Scopriamo la possibilità di controllare un gatto per risolvere alcuni semplici puzzle ambientali.

Questo a causa di strutture poligonali semplici ed animazioni poco elaborate che tradiscono la natura old gen del titolo, anche se ci teniamo a sottolineare come non ci sia niente di fastidioso o capace di guastare l'esperienza di gioco.

Dalla prova di quinto e sesto capitolo di Murdered: Soul Suspect usciamo ancora più convinti, grazie soprattutto ad una trama coinvolgente e curata che non ha paura di suggerire scenari maturi, pur facendolo senza morbosità estetiche.

Il gameplay pare evolversi leggermente, movimentato dai nuovi poteri del protagonista e dalle sempre maggiori interazioni con Joy, ma solo una prova completa ci svelerà la bontà del prodotto nel suo insieme. Per ora confermiamo dunque le buone impressioni, e ci diamo appuntamento all'uscita del titolo, prevista per il sei giugno prossimo.

A proposito dell'autore

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Alessandro Arndt Mucchi

Contributor

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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