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Shaun White Snowboarding: Road Trip

Reggetevi forte.

Ci dispiace, ma se speravate che la Balance Board portasse un po'di realismo a Road Trip, regalandovi il brivido genuino di una discesa a perdifiato senza finire con la gamba ingessata in qualche sperduto ospedale delle valli svizzere, abbiamo brutte notizie per voi. Certo, si tratta di un modo nuovo e coinvolgente di giocare, ma stare in piedi su una tavola di plastica vi farà sentire uno snowboarder tanto quanto stare fermo in garage vi farà sentire un'auto.

Ed è comunque un peccato, perché sebbene il gioco fallisca un po'in quella che è la sua più ovvia ambizione, Road Trip ha comunque dalla sua tutta una serie di indiscussi pregi. Parliamo di divertimento immediato, velocità, level design azzeccato e di una natura piuttosto accomodante. E laddove solitamente le versioni Wii dei titoli multipiattaforma sono produzioni mediocri pervase di masochistico disincanto, questo è certamente lo Shaun White migliore tra tutte le console.

E, tenetevi forte adesso, Road Trip è pure la versione migliore dal punto di vista visivo. Certo, il Wii non può competere in fatto di effetti e texture, ma questo è un prodotto creato appositamente sulla base dell'hardware della newgen N e la cosa si vede eccome: l'art direction cartoonosa e il character design sopra le righe conferiscono in generale un senso di coerenza e solidità molto migliore della resa incerta ed un po'problematica vista sulle altre console. E anche il framerate è decente.

L'esperienza è quella di un cartone animato della domenica mattina (sempre che esistano ancora, non saprei...ormai sono arrivato all'età in cui la "domenica mattina" è un concetto alieno ed inintelligibile...): una frenetica corsa lungo cinque location suggestive entusiasmante come una furiosa battaglia di palle di neve e godibile come la tazza di cioccolata fumante da gustarsi in seguito nel tepore del rifugio. Ogni scenario è presentato con la giusta dose di carattere, dalle ampie vallate canadesi alle sconnesse ed accidentate piste del Cile, passando per i pittoreschi pendii al neon del Giappone. Il realismo è stato ovviamente messo da parte in favore di una riproduzione forzatamente didascalica ma ben adatta allo spirito del gioco, e l'intera esperienza è sorretta da una soundtrack davvero sorprendente riassumibile con quattro parole: Don't Fear The Reaper. Anzi, volendo riassumibile anche in tre parole: Niente Avril Lavigne.

Come per le versioni PS360, verrete ancorati alle ringhiere in modo quasi magnetico.

Benché il cast non raggiunga mai il fascino sfrontato di quello di SSX, troverete comunque personaggi carismatici con abilità diverse e accurate animazioni. Un po' meno convincente invece il doppiaggio, vagamente anonimo e pure a tratti stucchevole in alcune scelte.

Fortunatamente l'impatto grafico di Road Trip sarà abbastanza dirompente da farvi andare al di là dei primi dieci noiosissimi minuti, passaggio obbligatorio per imparare a donare la Balance Board. Con la Balance messa di lato, curverete spostando il corpo a sinistra e a destra. I trick saranno assegnati alla combinazione di tasti sul Wiimote e specifici movimenti del baricentro, mentre i salti verranno eseguiti piegandosi sulle ginocchia e rialzandosi (dato che, come sapranno bene i possessori di Wii Fit, saltare fisicamente sulla BB è un atto di empietà paragonabile all'incesto o alla necrofilia)

Rarissimamente, un movimento troppo brusco del Wiimote farà confondere al gioco la destra con la sinistra. Il che ovviamente non è il massimo.

La struttura è in generale ludicamente affidabile per la maggior parte del tempo, anche se si presenteranno occasionali impasse durante l'esecuzione dei trick: ci saranno infatti casi in cui il vostro personaggio salterà e cozzerà goffamente contro il versante roccioso quando starete in effetti soltanto preparandovi per un tiratissimo Melon 360.

Dopo circa mezz'ora, la Balance Board incomincerà a risultare naturale, e anche se non avrete mai l'impressione di essere davvero lanciati in pista (con tanto di immorale cappello di lana grossa in testa) si tratta comunque di un modo energicamente dinamico di controllare il gioco. Ed è sorprendente la sensibilità di risposta ai vostri movimenti, con qualunque dei tre setting disponibili.

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