Grand Theft Auto V - preview

Siamo volati a Londra per vedere Los Santos.

Dopo mesi di foto e video, è finalmente giunto il momento di vedere il gioco girare dal vivo. Eurogamer c'era e vi dice cos'ha visto.

Londra - Nella vita prima o poi arriva per tutti il momento del "reality check", una definizione anglosassone che sta a indicare l'impietoso confronto con la realtà. Succede a chi sta in cima e a chi sta in fondo, ai ricchi e ai poveri, agli uomini di successo così come ai falliti. La chiave, inutile dirlo, è non farsi abbattere ma ripartire di slancio facendo tesoro di ciò che ci insegna la vita in quei momenti.

Che ci crediate o meno questo preambolo non vale solo per il sottoscritto, che di "reality check" negli ultimi anni ne ha fatto giusto qualcuno, ma anche per Dan Houser, il vicepresidente di Rockstar, nel 2007 inserito nientemeno che da Time nella lista dei 100 uomini più influenti al mondo.

Incidentalmente Dan Houser è anche "VP of Creative" di Rockstar, il che significa che le sceneggiature dei vari Grand Theft Auto passano tutte dal suo vaglio, se non dalla sua stessa penna. E dove starebbe il "reality check", mi domanderete voi? Vi rispondo subito: nonostante GTA IV sia stato uno dei titoli più venduti della storia (oltre 20 milioni di copie, tra gioco base e DLC), nonché uno dei più acclamati della critica (media del 98/100 su Metacritic), pare che coloro che l'abbiano finito siano davvero un'esigua minoranza. E se questo può stupire fino a un certo punto, perché GTA IV era davvero lungo, scoprire che la cifra si assesta attorno al 5% può lasciare comunque esterrefatti.

Riassumendo: 95 persone su 100 (più o meno) non hanno visto, goduto, assaporato la storia creata dagli sceneggiatori. Che fanno capo a un certo Dan Houser. Che è anche il vicepresidente di Rockstar. Qualcuno si stupisce dunque se GTA V, invece che un nuovo team di creativi, avrà un'impostazione del tutto diversa? Io no.

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Ogni rapina richiederà di portare a termine alcune missioni preparatorie e sembra che si potranno scegliere anche le maschere da indossare.

Ecco dunque spiegata, in poche righe, la differenza principale tra il vecchio e il nuovo Grand Theft Auto, che abbiamo visto in quel di Londra in una lussuosa suite di un lussuoso hotel nel lussuoso quartiere di Chelsea. Ovviamente, a due passi dai lussuosi uffici inglesi di Rockstar.

Niente più trama dal sapore classico, dunque, che ci vedrà iniziare piano per poi accelerare gradualmente. Niente più scalate al potere, che ci vorranno nelle prime ore a destreggiarci tra tossici e mezze tacche della criminalità locale. In GTA V si fa sul serio sin da subito, visto che i tre personaggi che impersoneremo sono già dei criminali incalliti ed esperti. Il che è un po' come se in un gioco di ruolo, anziché uccidendo i topi, iniziassimo affrontando direttamente i draghi dell'end-game.

Un approccio questo interessante ma irto di difficoltà, se è vero che una curva di crescita graduale appare perfetta, almeno sulla carta, per tenere la gente incollata al monitor, mentre a iniziare direttamente coi fuochi d'artificio si corre il rischio, dopo qualche decina d'ore, di avere assuefatto il proprio pubblico. Ma diciamocelo, quand'è stata l'ultima volta che Rockstar ha deluso i suoi fan?

Per cui non possiamo che accogliere con una certa fiducia le dichiarazioni roboanti da parte del publisher americano, della serie che "con Grand Theft Auto V il nostro obiettivo consiste nel creare il titolo a esplorazione libera definitivo". Fidiamoci pure, tanto siamo sempre in tempo per cambiare idea dopo il 17 settembre, quando l'avremo recensito e giocato sulle nostre console current-gen (ancora nulla di ufficiale al momento né per quanto riguarda il PC, né la next-gen).

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Stando al sondaggio che abbiamo appena lanciato sulla pagina Facebook di Eurogamer.it, Michael è risultato il personaggio meno carismatico dei tre. Ma no, dai!

Le differenze col passato, però, non stanno solo nello sviluppo della trama. Una ad esempio l'abbiamo accennata poco sopra, ed è la presenza di tre protagonisti, che tra l'altro già si conoscono, avendo lavorato insieme ad alcuni colpi prima degli eventi del gioco. Questi sono Trevor, Franklin e Michael, tre tizi che probabilmente non invitereste mai a cena con vostra moglie e i figli, ma coi quali sarete ben felici di passare decine di ore tra sparatorie, scazzottate e infrazioni di ogni tipo della Legge.

Di loro, sappiamo già tutto: il primo è un ex‐pilota militare e un sociopatico, un maniaco violento che pensa solo a farsi e al prossimo colpo. Da quello che abbiamo visto ricorda il Lynch (di Kane & Lynch) e vive tra spacciatori e bande di motociclisti. Franklin invece è un truffatore di strada, a caccia di soldi e di opportunità, ma anche un ottimo autista che lavora nel settore del recupero auto per conto di un concessionario armeno.

È proprio grazie al suo impiego che finirà per incontrare Michael, un tempo uno degli uomini più ricercati d'America per via del suo vizietto di rapinare le banche e che ora conduce invece una vita apparentemente agiata in quel di Rockford Hills. Da qualche anno si è ritirato dalle scene e fa parte di un programma segreto di protezione testimoni. Rockstar lo descrive come annoiato, frustrato e irrequieto e la sua vita ha bisogno di una scossa, che non sarà altro che tornare alle vecchi "abitudini" di un tempo.

Ed è proprio attorno alle rapine che sarà imperniato il gioco, al punto che esse rappresenteranno gli snodi principali della narrazione, facendo abbandonare alla serie quell'impostazione lineare che ben conosciamo. La loro preparazione sarà di vitale importanza, al punto che i colpi in banca sono definiti da Rockstar come "grandi missioni divise in più parti, che richiedono una pianificazione e un'esecuzione adeguata e che ricompensano il giocatore con incassi clamorosi".

Michael, Franklin, Trevor nel nuovo trailer di Grand Theft Auto V.

Nel corso della storia sono previste diverse rapine che, come scritto in precedenza, permetteranno di affrontare momenti intensi e vibranti ben prima della fine del gioco. Non solo, ma laddove una volta si dovevano sudare sette camice per mettere da parte un discreto gruzzolo (e comprarsi magari quell'appartamento lì a Middle Park), ora si potranno guadagnare dei bei soldi ben prima, il che aprirà la strada a nuove e interessanti opportunità.

Portare a termine un colpo richiederà varie missioni che si divideranno in pianificazione e preparazione (per ottenere le armi, i veicoli e l'equipaggiamento necessari), scelta di un piano d'azione (furtività o forza bruta?), scelta della squadra (abbiamo bisogno di autisti, tiratori o tecnici?), spartizione del bottino e analisi finale. In quest'ultima fase verranno visualizzati la refurtiva totale e la quota di ogni membro della squadra, proporzionale al suo livello di abilità. In altre parole, più la vostra gang sarà composta da improvvisati, minore sarà la quota da spartire con loro. Al contrario, più gli elementi saranno esperti, maggiore sarà la loro efficienza in missione ma anche i soldi che chiederanno. A voi dunque la scelta se investire sin da subito o meno sui veterani, fermo restando che assoldare più volte gli stessi membri permetterà di migliorare le loro abilità.

Tutto il gioco, come ormai ben sapete da mesi di video, news e anteprime, è ambientato nella Los Santos che abbiamo avuto modo di conoscere già in San Andreas e che Rockstar nel suo comunicato stampa descrive sapientemente come "un'enorme e soleggiata metropoli piena di guru, attricette e celebrità sul viale del tramonto, un tempo l'invidia del mondo occidentale e ora è costretta ad arrangiarsi per restare a galla in un'epoca di incertezza economica e TV via cavo da quattro soldi".

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Ecco Trevor. All'inizio della demo l'abbiamo trovato svenuto in spiaggia. Quando s'è rialzato indossava solo delle mutande e degli scarponi, e aveva attorno decine di motociclisti morti.

Non si pensi però che si tratti della stessa Los Alamos esplorata in lungo e in largo nel 2004 (oddio, son già quasi dieci anni), perché è stata messa sotto steroidi portandola a delle dimensioni esagerate, al punto che al suo interno ci starebbero agevolmente la vecchia Los Santos, Liberty City e tutto il polveroso Far West di Red Dead Redemption. Rockstar, a sottolineare la vastità di Grand Theft Auto V, ha poi aggiunto che la sua mappa a terra è grande 3,5 volte l'intero Red Dead Redemption, mentre l'area di gioco complessiva (incluse quindi tutte le parti subacquee, da esplorare con le bombole) è grande 5 volte sempre Red Dead Redemption.

Si parla di un posto così vasto da far venire crisi di agorafobia, al cui interno sarebbe possibile perdersi o anche solo fare del turismo, e dove gli spostamenti da una parte all'altra della mappa rischiano di essere davvero lunghi. In parziale soccorso ci viene il fatto che impersoneremo tre protagonisti, ognuno dei quali bazzica una certa area della città, quindi più che spostare lo stesso personaggio da un punto all'altro, converrà cambiare direttamente il soggetto che controlleremo.

Le transizioni tra Trevor, Franklin e Michael avvengono con un effetto in stile Google Map, che su PlayStation 3 ci è parso durare un tantino troppo a lungo, sebbene sia chiaro che in quel momento il gioco carica una zona della mappa completamente nuova. Mappa che tra l'altro, a quanto abbiamo potuto vedere, appare incredibilmente dettagliata, con una ricchezza visiva e una ricerca del particolare che fa pensare che ogni cosa sia stata messa lì a mano e non creata in modo procedurale. Un'ipotesi questa meno bizzarra di quanto non sembri, se è vero che Rockstar ha iniziato a lavorare a GTA V subito dopo le avventure di Niko Bellic, e dunque cinque anni fa.

L'area di gioco si dividerà a sua volta in due aree gigantesche, ossia la città vera e propria di Los Santos e le campagne di Blaine County. Ciò conferirà alla mappa una notevole varietà, se è vero in essa troveremo montagne, fiumi, laghi, basi militari, spiagge, oceani, campagne, deserti, centri urbani e altro ancora, il tutto contraddistinto da un ciclo giorno/notte di 24 ore, un sistema atmosferico completo e sarà popolata da una fauna appropriata alla zona.

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Sarà che Heat è uno dei miei film preferiti, ma questa immagine sembra uscita dal film di Michael Mann con Al Pacino e Robert De Niro.

Questo ci porta a un altro dei punti cardine di GTA V, ossia la volontà di rendere sempre più labile il confine tra le quest principali e la vita di tutti i giorni. O, per dirla con le parole di Rockstar, tra missione e "fuori missione".

Andandosene in giro in libertà, incontreremo infatti personaggi che genereranno missioni contestuali proprio come in Red Dead Redemption, che potremo decidere se affrontare o meno. Ma quand'anche fossimo dei "forever alone", potremo dilettarci con svariate attività tra cui mini‐giochi (base jumping, corse fuoristrada, caccia, rapine ai bancomat), missioni secondarie (rapine a furgoni portavalori ed autostoppisti), eventi sportivi (yoga, golf, tennis, triathlon, gare di motociclette), sfide (acrobazie, sfide di volo, ecc.) e acquisizione di proprietà (rifugi per i protagonisti, garage, attività commerciali).

Largo spazio sarà poi dato alla personalizzazione, sia dei personaggi (tatuaggi, tagli di capelli e vestiti) che delle armi (silenziatori, mirini, caricatori, puntatori laser, ecc.) e dei veicoli (serigrafie, ruote, finestrini oscurati, griglie, spoiler e tuning di sospensioni, motore, freni e altro ancora). A tal proposito, seppure non sia stato possibile provarlo con mano, Rockstar garantisce che la fisica delle macchine sia stata rivista, prendendola di peso da quella di Midnight Club. Se così sarà, si tratterà indubbiamente di un passo avanti per una serie che ha sempre avuto nelle sezioni di guida il suo punto debole.

E dopo questo lungo ma imprescindibile preambolo, passiamo a descrivere quel che ci è stato mostrato a Londra. "Blitz" è una missione unica che, pur non essendo una delle rapine principali cui accennavo prima, presenta molti elementi in comune con esse. Richiede infatti delle missioni preparatorie e l'utilizzo dei tre protagonisti, sebbene senza personaggi di supporto e senza alcun bottino da spartire. Trattandosi di un piano concepito dal solo Michael, non richiede poi le meccaniche di pianificazione richieste dagli altri colpi.

Oggetto delle mire del "dinamico trio" è stato un portavalori corazzato con Trevor che ha fatto da palo, Michael che lo ha bloccato mettendo in mezzo alla strada un camion dell'immondizia e Franklin che ha ribaltato il blindato speronandolo con un carro attrezzi. Nelle missioni preparatorie, che non ci sono state mostrate, si potevano scegliere i travestimenti (tra cui una serie di maschere) e i veicoli, incluso quello per la fuga, da posteggiarsi in un punto isolato e sul quale salire dopo aver fatto saltare in aria il camion dei rifiuti usato per la rapina.

Lo svolgimento della missione in sé è parso alquanto canonico, non fosse ovviamente per la possibilità di passare da un personaggio all'altro, con l'intelligenza artificiale a gestire gli altri due in automatico. Non si creda però di abusare di questa possibilità, ad esempio cambiando personaggio qualora quello da noi controllato sia in fin di vita, perché il gioco non lo permetterà. Questa feature, le cui circostanze varieranno da missione a missione, ci permetterà però di adottare una nostra strategia personale e, a detta di Rockstar, "eliminerà i punti morti delle missioni, offrendoci nuove esperienze di gioco e facendoci vivere le missioni quasi fossero le puntate di una serie TV, senza però mai perdere di vista il filo narrativo principale".

Inoltre, a seconda di quelle che sono le nostre preferenze potremo sfruttare le armi e le skill specifiche dei singoli personaggi. Michael ad esempio avrà l'abilità di rallentare il tempo negli scontri a fuoco, Franklin di rallentare il tempo alla guida (per eseguire curve strette in mezzo al traffico ad alta velocità, proprio come in Midnight Club), mentre Trevor sarà in grado di infliggere danni extra e ridurre i danni subiti, oltre ad avere una mossa corpo a corpo di una certa brutalità. Queste abilità andranno sfruttate con una certa accortezza, poiché il loro utilizzo comporterà il consumo di una barra che andrà poi ricaricata. A noi quindi la scelta del personaggio giusto al momento giusto.

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Ecco una delle più grandi novità di GTA V, le immersioni subacquee, che ci faranno esplorare le profondità di Los Santos. Occhio agli squali!

Nel corso del combattimento abbiamo potuto constatare alcuni cambiamenti rispetto ai precedenti capitoli della serie (altri, invece, ci sono stati gentilmente fatti notare). Mutuando questa volta l'esperienza maturata con Max Payne 3, sarà possibile sparare tenendo l'arma all'altezza dall'anca durante la corsa, mantenendo il completo controllo del mirino; si potrà correre durante il combattimento, muovendosi velocemente con l'arma estratta ma non puntata; infine, potremo rotolare a terra per muoverci da un riparo all'altro ed evitare il fuoco nemico.

A ciò si aggiunge una telecamera arretrata durante lo zoom per ampliare il campo visivo, dei miglioramenti al mirino, il cui colore passerà da bianco a rosso per identificare un nemico (e una volta che lo avremo ucciso vedremo una piccola "X" lampeggiare sul mirino), varie opzioni di puntamento tra cui mira manuale, agganciamento parziale e agganciamento completo e, da ultimo, transizioni più fluide quando si usa o si lascia un riparo.

Concludendo la parte dedicata alla dimostrazione di Londra, vale poi la pena ricordare il salto da alta quota con tanto di paracadute di Franklin, la missione notturna di Michael per "salvare" un'attrice dai paparazzi e l'immersione in mare di Trevor, che ha stupito per qualità e resa grafica. Una volta riemersi in superficie è stato uno spettacolo vedere il sole filtrare attraverso le creste delle onde colorandole di verde, e il sole al tramonto specchiarsi sulla superficie dell'acqua. Ma è in generale l'intero comparto grafico di GTA V a stupire, facendo quasi sembrare Grand Theft Auto IV un titolo di un'altra generazione di console. Nulla da dire invece (in senso letterale) per quanto riguarda il multiplayer "a esplorazione libera", come l'ha definito la stessa Rockstar, del quale dovremmo saperne di più in futuro, presumibilmente all'E3.

Concludendo, appare chiaro come Grand Theft Auto V abbia le carte in regola per ridefinire non tanto il mondo dei "free roaming", quanto la struttura stessa della serie. Ciò che abbiamo visto è davvero poco per poterci abbandonare all'entusiasmo più incondizionato, perché per un gioco così vasto ci vorrebbero giorni prima di esprimersi compiutamente. Ma sarebbe sciocco negare che GTA V sia il gioco più ambizioso di Rockstar e forse di tutto l'entertainment. E ci basta questo.

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