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RetroIndustry

Retrogaming e giochi budget? Il futuro?

Il retrogamer moderno ha la vita facile. Mentre in passato era d'obbligo spendere una certa cifra per mettere le mani su un gioco per Spectrum o per Commodore 64, per collezionismo o per la voglia di riesumare la vecchia compagna di giochi ormai livida e impolverata nell'armadio, oggigiorno è sufficiente collegarsi ad Internet e scaricare lo stesso titolo gratuitamente e in meno tempo di quanto ne occorrerebbe per aprire la custodia ed estrarre il supporto.

Tuttavia, nonostante la facilità con cui è possibile reperire le vecchie glorie del passato videoludico, una nuova industria, basata sui classici del videogioco, si sta evolvendo, conferendo un nuovo significato, anche economico, a titoli ormai dimenticati e altrimenti destinati al download illegale o all'oblio. Abbiamo avuto modo di conoscere Sean Walsh, Product Manager di XPLOSIV ed abbiamo scoperto quali ricchezze e sfide possano nascondersi dietro un retrogame.

"I titoli cosiddetti budget non sono una novità. E' sempre esistito un mercato per i giochi a basso prezzo che, in tutta onestà, costituisce attualmente una parte significativa dell'intero mercato dei videogiochi. XPLOSIV è un marchio di Empire Interactive, il cui obiettivo è di focalizzare l'attenzione sui prodotti a basso costo, principalmente per PlayStation 2, PSP e PC. Nonostante ci sia sempre una certa frenesia per le novità in arrivo, il mercato dei titoli retro è sempre prolifico: nessun publisher può ignorarlo."

Tatito Legends è stata una delle compilatin più vendute in Europa in tempi recenti.

Così esordisce Sean, tracciando un profilo dell'attuale mercato dei videogame, diviso tra novità e successi del passato che ci piace o ci piacerebbe rivivere. E ciò che Sean sostiene è vero: non si può ormai ignorare la grande importanza che il retrogaming sta assumendo nel panorama videoludico internazionale. Nonostante sia trascorso anche molto tempo da quando eravamo bambini e compravamo o ricevevamo in dono i nostri cari videogiochi, le nostre abitudini d'acquisto in questo settore non sono state scalfite dall'età che portiamo con noi. Quelle vecchie cartucce che molti di noi hanno nell'armadio, erano al momento della loro uscita una potenziale miniera d'oro, trattandosi spesso di giochi poco conosciuti, non sempre grandi nomi, scoperti magari una ventina d'anni fa dai videogiocatori più spendaccioni e collezionati uno ad uno.

Uno dei luoghi comuni del videogiocatore dei tempi moderni (e più in generale del consumatore) è credere che qualcosa di economico non possa essere alla moda e dunque, nel caso dei videogame, non sia un gioco altrettanto valido quanto molti titoli attuali. Ciò che comporta una spesa ridotta ha da sempre esercitato una certa attrazione nel consumatore, ma se in una prima fase dopo la loro introduzione sul mercato, i titoli a prezzo budget erano acquistati proprio perché poco costosi, a condizione di ridurre le aspettative per quel determinato titolo in relazione alla cifra sborsata, adesso si va invece alla ricerca dei giochi che hanno fatto la gloria delle vecchie console, come spiega lo stesso Walsh.

Virtua Fighter 2 potrebbe sembrare un titolo di ben poco appeal per chi come noi attende il nuovo Street Fighter o gioca online con il quinto capitolo della saga. Non è così

"L'industria dei videogiochi è cresciuta molto in quest'ultimo periodo, soprattutto negli ultimi tre o quattro anni e i videogiocatori sono adesso in grado di guardarsi dietro e scoprire in quali modi questi siano cambiati e come si siano evoluti nel corso del tempo. Proprio come la musica e i film, anche i videogiochi ci ricordano la nostra gioventù. E questa è un'attrattiva che non può essere creata dal nulla, ma un buon sviluppatore o publisher può alimentarla e comprenderla. La nostra serie Taito Legends ha avuto un grande successo e ha goduto di enorme popolarità perché in quel caso abbiamo compreso appieno la maniera in cui offrire ai retrogamers la giusta compilation di giochi, poiché sapevamo che i videogiocatori legati ai ricordi del passato avrebbero certamente gradito. E così non abbiamo voluto fornire ai consumatori solo una semplice serie di vecchi titoli con cui divertirsi, ma una vera e propria “esperienza nostalgica”. Non sono i singoli giochi, ma l'intera collezione a provocare una reazione evocativa nel videogiocatore."

E con queste parole Sean solleva un buon tema di cui si potrebbe discutere a lungo: il tempo ha spesso giocato contro molti dei titoli che animavano il nostro passato di videogiocatori e tante volte è proprio il tempo trascorso, specie se eccessivo, ad aver distorto il nostro giudizio nei confronti di un gioco. Se provassimo ad estrarre dal nostro armadio dei ricordi (o magazzino o quant'altro) una vecchia cartuccia per NES, per esempio, e tentassimo di metterci all'opera, joypad alla mano, potremmo presto renderci conto che gli unici motivi che ci legavano a quel particolare titolo erano da ricercarsi nella nostalgia e non in un giudizio oggettivo. E il classico di cui eravamo innamorati, potrebbe adesso sembrarci dal gameplay improponibile, dopo tanti anni. Ma una compilation di titoli retro, se ben congeniata, può aiutarci a ricordare il tempo trascorso a giocare a questi titoli quando eravamo più giovani, e ad apprezzare un tipo di intrattenimento che sarebbe altrimenti dimenticato.

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