Un gioco che non avrebbe mai potuto essere possibile nella sua forma originale su Switch, ora lo è: Resident Evil 7 è stato lanciato il 24 maggio sull'ibrida di Nintendo, anche se soltanto per il mercato giapponese. L'edizione è stata chiamata Resident Evil 7 Cloud Version e il perché è presto detto: di fatto, su Switch, non ci è arrivata. O almeno non nel modo in cui siamo stati abituati negli anni, con trasposizioni e ridimensionati legati all'hardware spesso inferiore delle console Nintendo.

Capcom ha fatto una scelta interessante e del cui successo siamo onestamente molto curiosi: ha preso la versione per PC/PS4/Xbox One (difficile dire quale sia stata la base) e non l'ha portata direttamente su Switch, rivedendola e riadattandola per questo hardware e per le sue caratteristiche; l'ha messa su un server e permetterà di giocarci attraverso un sistema di streaming. L'odiato streaming.

Sì, perché a parlare di cloud gaming c'è da strapparsi le vesti: PlayStation Now non è neanche arrivato in Italia a causa dell'infrastruttura di rete nazionale tutt'altro che pronta e le altre iterazioni di questa tecnologia, a oggi, non hanno certamente sventolato la bandiera del cloud gaming con grande fervore.

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Resident Evil 7 Cloud Version sarà giocabile solamente in streaming.

Microsoft si sta ampiamente preparando a un futuro in cui la "nuvola" sarà più protagonista dell'esperienza di gioco, ma per ora possiamo per lo più parlare di esperimenti sporadici, minati da una giocabilità spesso molto lontana da quella esperibile nelle versioni presenti in locale. Esperimenti, appunto, ma il cui risultato positivo potrebbe essere un primo passo verso l'addio a porting sminuzzati e, spesso, massacrati a cui spesso abbiamo assistito, come WWE 2K18 su Switch.

Resident Evil 7 non girerà su Switch: girerà su un server esterno e verrà poi trasmesso in streaming su Switch. Capcom avrebbe potuto percorrere la strada convenzionale, ossia prendere il gioco, rivederlo e poi pubblicarlo. Mesi di lavoro e, nel caso migliore, centinaia di migliaia di dollari da investire fra sviluppo e pubblicità. Invece ha scelto una strada "comoda". Non ha lavorato minimamente su Switch, eppure il gioco sarà disponibile per gli utenti giapponesi di Nintendo.

Questo approccio ci pone ovviamente di fronte a due ragionamenti. Il primo: il cloud gaming è pronto? A oggi ci sono più motivi per rispondere "no" che sì. Pensiamo a Dragon Quest X (Square-Enix) su 3DS. Anche allora, nel 2014, la società pensò di trasmettere in streaming la versione per Wii U così da permettere anche ai possessori della console portatile di giocarci. Il risultato fu tragico, con problemi di connessione e audio che non andava. Le recensioni furono pessime e, considerato che Square-Enix non ha più riproposto quella formula, evidentemente l'azienda ci ha ripensato.

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L'alternativa allo streaming, in questo caso, sarebbe il nulla: Capcom non ha probabilmente mai preso in considerazione una trasposizione convenzionale.

Giocarci per 180 giorni costerà 15 euro. Un noleggio decisamente lungo, che per un gioco come Resident Evil 7 basta e avanza per giocarci due o tre volte. Da parte sua Capcom sta sperimentando questa versione (che include anche i contenuti aggiuntivi distribuiti successivamente al lancio) su una piccola porzione del mercato mondiale, quella giapponese, appunto. Anche la casa nipponica, insomma, è cauta nel procedere con il cloud e vuole capire il sentimento del suo pubblico di casa prima di fare delle valutazioni più approfondite.

Seconda cosa: ciò potrebbe essere il primo passo verso la realizzazione di trasposizioni che altrimenti non verrebbero mai realizzate. E di fatto non sarebbero nemmeno trasposizioni. Viene subito da pensare alle console di Nintendo, che spesso non perseguono la potenza hardware come fanno PlayStation e Xbox, ma anche a smartphone e tablet: quei dispositivi, insomma, che spesso restano orfani di tante produzioni.

Siamo certi che se fosse offerta la possibilità di giocare ai vari Assassin's Creed: Origins, Red Dead Redemption 2 e Call of Duty: Black Ops 4 su Switch in streaming, qualcuno ci farebbe un pensiero. Perché, bisogna essere realisti, l'alternativa è non giocarci. Su Switch, almeno. Lo si può sempre fare su PS4, Xbox One o PC, ma è chiaro che chi valuta questa opzione, lo streaming, non ha un'altra piattaforma su cui acquistare la versione fisica o digitale classica.

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Ecco alcuni dei giochi presenti nel catalogo di GameFly.

E non siamo nella fase dei ragionamenti ipotetici: le aziende si stanno già muovendo in tal senso. Sony ha il suo PlayStation Now e ora Electronic Arts potrebbe fare lo stesso: l'azienda ha acquisito GameFly, servizio di streaming per giocare disponibile per smart TV, set top boxe come Amazon Fire TV e chiavette come Amazon Fire TV.

"Il cloud gaming", commenta Ken Moss, chief technology officer di EA, "è un'esaltante frontiera che ci aiuterà a dare ad ancora più giocatori la possibilità di esperire i giochi su qualsiasi dispositivo ovunque siano". In futuro Origin potrebbe offrire anche un'opzione di streaming? Tutt'altro che improbabile.

Il cloud gaming, insomma, è un'idea su cui giocano le aziende con acquisizioni mirate o esperimenti focalizzati. Sareste disposti a cedere qualcosa dal punto di vista tecnico (l'aspetto grafico) per poter giocare ai titoli che altrimenti su alcune console non arriverebbero mai?

Riguardo l'autore

Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco

Redattore

Aspetta la pensione per recuperare la libreria di giochi di Steam. Critica qualsiasi cosa si muova, soprattutto se videoludica, e gode alla vista di Super Mario e Batman.

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