I franchise nella moderna industria del videogioco sono una manna dal cielo per i publisher: quando s'indovina la gallina dalle uova d'oro, si possono veramente risollevare le sorti di uno studio o addirittura di un'intera compagnia. Quello di Assassin's Creed è il perfetto esempio di cosa è possibile fare con un brand ormai decennale capace di dare stabilità economica a un publisher di livello mondiale come Ubisoft.

Nel corso degli anni la saga ha avuto capitoli molto riusciti (Assassin's Creed 2, Brotherhood), in particolare all'inizio, altri meno. Tra qualche battuta d'arresto evidente come Unity o Assassin's Creed III (soprattutto per problemi tecnici), e uscite poco innovative come Revelations, persino piccoli gioielli Black Flag sono passati un po' in sordina. Mancava tuttavia una vera evoluzione della serie a livello di gameplay e dimensioni dell'area di gioco intesa come esplorazione e sistema di combattimento.

Questa è arrivata a fine 2017 con Assassin's Creed Origins, uno gioco spettacolare, impegnativo, caratterizzato da una montagna di contenuti, ma soprattutto da un cambio di passo netto rispetto ai predecessori nelle meccaniche e dimensioni del mondo di gioco. Una diretta conseguenza del free roaming su lunghe distanze permesso dall'ambientazione egiziana che rendeva il titolo concettualmente più simile a un Grand Theft Auto che non alle location cittadine degli ultimi capitoli. Solo Black Flag, con i suoi spostamenti via mare, aveva visto un'estensione del genere, per quanto non esplorabile allo stesso modo.

Il gioco è uscito nell'ottobre del 2017 ed oltre ad essere stato subito acclamato come uno dei migliori Assassin's Creed di sempre, è stato subito fatto oggetto di una importante campagna di patch: la prima settimana di lancio è stata caratterizzata da alcuni problemi, ma era ampiamente prevedibile per un titolo di questa portata, che ha messo in ginocchio molti PC tra i meno performanti. I primi rilevamenti hanno confermato che, anche se per una minoranza, si sono verificati problemi di prestazioni su computer dotati di schede video Nvidia e AMD, oltre a una serie di bachi importanti che hanno impattato anche le build console.

Ubisoft ha annunciato praticamente subito di essere al lavoro sugli aggiornamenti che sono arrivati immediatamente con la prima patch di una certa consistenza, la 1.03, in particolare per le problematiche relative alle schede video. Anche se hanno risolto alcuni problemi, non hanno tuttavia rappresentato un salto prestazionale consistente per AMD, acuendo le differenze in prestazioni tra Nvidia e AMD grazie a un'ottimizzazione consistente del 10-15% a favore della prima. Queste differenze si sono mantenute consistenti nell'arco della vita del gioco e vedono ancora la piattaforma Nvidia come la migliore su cui far girare Origins.

Va considerato che sono passati quasi due anni dall'uscita e i nuovi modelli di entrambi i produttori, insieme alle nuove CPU e alla diffusione sempre più massiccia di RAM DDR4, rendono Origins meno complicato da spingere al limite, soprattutto a risoluzioni elevate come i 1440p o il 4K. Sappiate che se siete ancorati a PC datati, vi possiamo confermare per esperienza diretta che un I7 4770K accoppiato a una Nvidia GTX 970, fa un ottimo lavoro nello spingerlo a dettagli molto alti in Full-HD restando sempre confortevolmente sopra i 30 frame al secondo.

Delle prestazioni di Origins abbiamo disquisito in abbondanza in occasione del Digital Foundry, grazie a questa ottima analisi comparativa tra Xbox One X, PS4 Pro e PC. Le versioni lisce su Xbox One e PS4 erano ferme a 900p, ed è chiaro che il gioco ha dato il meglio di sé sulle console più veloci: al momento del lancio Xbox One X era infatti appena uscita e tutti si aspettavano un gioco in grado di girare in 4K. Attesa delusa dal peso specifico di un gioco bellissimo ma anche molto pesante da gestire: i grafici di Ubisoft hanno fatto tuttavia un ottimo lavoro nel realizzare soluzioni di risoluzione dinamica che mantengono il gioco a una risoluzione media di 1800p. con la versione PS4 Pro ferma a 1400p. Il risultato finale è comunque eccellente su entrambe le piattaforme e solo chi dispone di PC gaming molto spinti può godere del 4K nativo senza compromessi.

Oltre agli aggiornamenti sulla parte video, Ubisoft ha dovuto concentrarsi su quelli trasversali per tutte le piattaforme e sono stati parecchi, considerando anche l'aggiunta di nuove opzioni, alcune modifiche al gameplay. La patch 1.1.0 uscita a dicembre 2017 ha aggiunto parecchie novità a partire da un livello di difficoltà incubo extra e un sistema di adattamento dei nemici al livello del giocatore per tenere sempre bilanciati gli scontri e una modalità orda per i combattimenti in Arena. Massima attenzione è stata posta nei miglioramenti alla stabilità del gioco con un accento particolare sulla grafica migliorando lo streaming delle texture sulle lunghe distanze e il livello di dettaglio di numerose locazioni particolari.

Anche il gameplay è stato migliorato sensibilmente: rese più coerenti le reazioni degli NPC, cambiati elementi di narrazione delle cinematiche e dei dialoghi e corretti numerosi bachi di altra natura nella gestione delle missioni. Un intervento importante che ha fatto fare un netto salto di qualità al gioco. Anche la patch 1.2.0 del gennaio 2018 ha visto alcune novità insieme alla correzione dei bachi passati tra le maglie del primo aggiornamento, preparando il terreno per il primo DLC, the Hidden Ones. Unica aggiunta, una nuova quest gratuita per tutti, ma per il resto si è trattato solo di ulteriori rifiniture a gameplay e interfaccia. Questa patch è stata seguita a breve distanza dalla 1.2.1, che ha modificato il sistema di progressione della modalità orda. In entrambe, nessun intervento di rilievo è stato fatto sul fronte della grafica, confermando la conclusione del processo di ottimizzazione tecnica.

A febbraio 2018 è arrivata la patch 1.3 con interessanti novità: oltre a una manciata di bug risolti, sono state introdotte due nuove modalità: il Discovery Tour che dà al giocatore la possibilità di visitare il mondo di gioco (fondamentalmente un Egitto su scala ridotta) senza quest di combattimento; questa, unita allo spettacolare Photo Mode, permette di ottenere degli scatti veramente impressionanti di praticamente ogni scorcio dell'ambientazione. In aggiunta è arrivato il New Game Mode + che permette di ricominciare Origins mantenendo tutte le skill ed equipaggiamento di Bayek per una seconda run. La patch 1.5 del maggio 2018 ha di fatto chiuso il supporto al gioco da parte di Ubisoft, consegnando agli store digitali un prodotto molto curato e rifinito.

Per chi non ne ha avuto abbastanza del centinaio di ore di gioco necessarie a visitare l'Egitto virtuale di Ubisoft, sono arrivati due DLC abbastanza ben confezionati. The Hidden Ones è molto importante nella storiografia di Assassin's Creed perché introduce alla creazione del Credo degli Assassini e vede Bayek alle prese con ribelli e romani alla scoperta del Mar Rosso e della penisola del Sinai. The Curse of the Pharaos vede Bayek alle prese con una maledizione che ha trasformato la città di Tebe in un luogo infernale: qui dovrà affrontare creature di ogni genere in una catena di quest intrigante viste anche le nuove regioni da esplorare: Tebe e la zona dell'Alto Egitto di Assuan.

Entrambi sono DLC di buona qualità ma soprattutto quest'ultimo è ben realizzato. Nel caso completare il gioco non vi abbia messo a dura prova, aspetto non del tutto da escludere visto l'impegno necessario, sono entrambi un acquisto consigliato. Per chi vuole avere proprio tutto, sono disponibili altri tre DLC dedicati ad oggetti, armi, equipaggiamenti, cavalcature e skin inedite: Roman Centurion Pack, Horus Pack, e Deluxe Pack sono i classici DLC venduti a sette euro che vi consigliamo di prendere in considerazione solo ai più sfegatati fan del gioco: decisamente meglio investire nei contenuti.

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Come sempre non mancano le incursioni di personaggi storici di rilievo ad intrecciarsi con quelle degli Assassini. Qui Cesare e Cleopatra con Bayek.

Sul fronte delle uscite extra, gli utenti PC sono stati omaggiati da Ubisoft con un add-on veramente intrigante: l'Animus Control Panel. Si tratta di una dashboard piena zeppa di mutator (probabilmente un tool usato dagli sviluppatori stessi per testare il gameplay senza dover lavorare sul codice) con cui, interagendo tra barre di scorrimento e pulsante, è possibile modificare una settantina di parametri di base e avanzati del gameplay di Assassin's Creed Origins. Velocità di spostamento, attacchi, percezione, danni, skill dei nemici, hitpoint, animali domabili, praticamente qualsiasi parametro importante relativo a interazioni, combattimento e spostamento è modificale per andarsi a creare un gameplay personalizzato.

Ubisoft ha pubblicato il pacchetto con tre preset standard tra cui un God Mode per scorrazzare impuniti tra le dune del deserto e una modalità stealth che rende i nemici più percettivi, dandovi però la possibilità di eliminarli praticamente a colpo singolo se non venite individuati. Una chicca notevole, impreziosita dalla possibilità di trovare sui forum ufficiali di Ubisoft i preset di altri giocatori e quindi ulteriori possibilità di divertimento.

La versione PC non ha visto l'arrivo di content mod di una certa rilevanza, ma qualche volenteroso si è messo all'opera per introdurre modifiche alla palette colori del gioco, ed è possibile provare a modificare alcuni filtri, per trovare dei look alternativi al gioco. Non mancano alcuni outfit artigianali interessanti, delle utility per saltare le intro o modificare hud e icone sulla mappa. Niente di rilevante, ma da prendere in considerazione per gli Assassini più smanettoni tra voi visitando questa pagina di Nexus Mods.

Origins non presenta una modalità multiplayer competitiva e cooperativa (anche se quest'ultima sarebbe stata più che benvenuta) quindi un analisi del venduto per capire la consistenza della community non serve più di tanto vista la fruizione esclusivamente singleplayer del gioco. Molti indizi tuttavia fanno pensare al fatto che lo stato di salute del franchise sia ottimo, aspetto confermato anche dal notevole successo di Odissey della scorsa stagione natalizia.

Come di consueto Ubisoft non rilascia dichiarazioni sul venduto, ma che il gioco si fosse comportato molto bene già nelle prime settimane di lancio era stata la stessa Ubisoft a confermarlo, annunciando che il numero di giocatori rispetto a Syndicate era aumentato di parecchio. Anche i risultati relativi al quarto fiscale natalizio 2017, con vendite complessive per circa 900 milioni di dollari, hanno confermato l'ottima performance di questa installazione del franchise, per quanto i risultati includono anche il lancio di Far Cry 5.

Ricavare dati precisi sul venduto è impossibile visti i differenti store su cui il gioco è stato presente fin dall'inizio (Sony, Microsoft, Steam, Uplay) oltre alle pacchettizzate, ma la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un capitolo da almeno 15-20 milioni di copie già piazzate sul mercato. Origins è ormai in fascia midprice proprio sullo store di Ubisoft e potete portarvelo a casa in versione Gold a qualcosa come 27 euro per la versione PC e 40 euro per quelle console. Un affarone che mette fuori mercato i 60 euro di Steam, e in linea con quelli degli store digitali di Sony e Microsoft. Molto probabilmente con il passare dei mesi ed ulteriori tagli di prezzo, il numero di copie sarà destinato a salire ulteriormente, continuando a rafforzare lo status di Ubisoft come top publisher. In ogni caso la missione di Bayek si può già considerare compiuta: salvare l'azienda francese dal takeover ostile di Vivendi in atto tra la fine del 2017 e inizio del 2018.

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Un sacco di scorci del gioco sono semplicemente arte in movimento.

Ormai l'attenzione del grande pubblico si è spostata su Odissey, seguito di grande successo, ma nel caso abbiate saltato il capitolo egizio questo è quanto mai il momento propizio per portarselo a casa. I possessori delle console midgen verranno premiati da un titolo graficamente superbo e con contenuti in grado di far arrivare tranquillamente a 80-90 ore di gameplay.

Su PC la qualità è anche superiore, ma serve una configurazione piuttosto costosa per spingerlo a risoluzioni molto elevate al massimo livello di dettaglio. Sacrifici che si possono tranquillamente fare, per godere di tutto quello che ha da offrire uno dei migliori titoli usciti nel 2017, ma soprattutto un reboot fondamentale per portare il franchise Assassin's Creed sui livelli qualitativi dei free roamer di Take 2 Interactive. Una prospettiva impensabile fino a pochi anni fa.

Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.