Blizzard ha annunciato il ventinovesimo eroe di Overwatch, Ashe, nel corso della BlizzCon 2018. È una vecchia amica del pistolero McCree, e abbiamo assistito a un'emozionante e divertente riunione della coppia in occasione del meraviglioso nuovo corto animato.

Ci è stato presentato anche un nuovo eroe, Echo, ma non abbiamo scoperto nulla di più. Quando saranno rilasciati? Echo è veramente l'entità che conosciamo come Athena, l'IA che commenta le partite? Ed è forse lo stesso personaggio che abbiamo visto negli artwork antecedenti all'uscita di Overwatch?

Armati di queste e tantissime altre domande, ci siamo seduti con il game director Jeff Kaplan per tentare di ottenere delle risposte.

Eurogamer: Route 66, l'ambientazione del corto animato, sarà soggetta a un rework in occasione dell'introduzione di Ashe?

Jeff Kaplan: Non ci sarà alcun reale rework: abbiamo giusto inserito qualche piccolo indizio di trama, ad esempio svelando il contenuto del pod sul carico, senza contare che adesso sappiamo la storia dietro lo schianto del treno!

Eurogamer: Echo è Athena?

Jeff Kaplan: C'era una vecchia immagine che Arnold (Tseng, lead character concept artist) aveva disegnato…

athena
Vedete quell'androide alto con un triangolo sulla testa? Quella è Echo, anche se pensavamo fosse Athena.

Eurogamer: Quella era Echo?!

Jeff Kaplan: Sì, quella è Echo.

Nel vecchio artwork… a volte un artista come Arnold pensa: “C'è troppo spazio bianco, voglio usare un logo”. Così ha messo il logo di Athena sul modello, e la community ha immediatamente identificato l'androide con Athena. Athena in realtà è l'IA di Winston, un'entità separata, non si identifica con Echo. I giocatori sanno bene che Athena è anche l'announcer delle partite, mentre Echo è qualcosa di profondamente diverso.

Eurogamer: Avete sempre saputo che Echo sarebbe arrivata nel gioco, fin dal rilascio dell'immagine originale?

Jeff Kaplan: Abbiamo sempre voluto quel personaggio nel gioco.

Eurogamer: E che tipo di personaggio è questa Echo? Qual è il suo ruolo?

Jeff Kaplan: Io… non posso parlarne adesso. Senza dubbio è una futura eroina di Overwatch che ci ha esaltati per molti, molti anni, e faceva parte dei personaggi originali di Overwatch. Arnold ha creato il concept, quindi è stata al centro dei nostri pensieri per tantissimo tempo.

Spero che Reunion (l'ultimo corto animato) sia servito a farvi vedere che abbiamo un piano, che stiamo andando in una direzione specifica, e che c'è ancora tantissimo da vedere.

Reunion, il nuovo corto animato di Overwatch. Stupendo come McCree resti seduto nella base degli attaccanti, mangiando la sua torta e ascoltando il jukebox, mentre l'orologio ticchetta pericolosamente vicino a mezzogiorno.

Eurogamer: Ci è piaciuto molto il doppio reveal per i nuovi eroi. Quanto è ancora lontana Echo?

Jeff Kaplan: Abbiamo già pianificato i nostri prossimi sei eroi, il che per noi significa anni di novità. È molto probabile che Echo sia uno di questi.

Eurogamer: Quindi Echo potrebbe non essere l'eroe che seguirà Ashe?

Jeff Kaplan: Esattamente.

Eurogamer: Adoriamo i vostri corti animati. Avete mai pensato di farne di più, o addirittura di ingrandire il progetto e trasformarlo in una serie?

Jeff Kaplan: Il nostro team ama raccontare storie su Overwatch attraverso l'animazione. Siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità e strumenti per fare sempre di più. Ci piacerebbe tantissimo fare qualcosa del genere, e dobbiamo solamente individuare le condizioni giuste per poterlo fare.

Eurogamer: Possiamo realisticamente pensare che un giorno esisterà una serie Netflix di Overwatch o qualcosa di simile?

Jeff Kaplan: Siamo sempre nel regno delle ipotesi. Noi siamo prima di tutto fan, non solo di Overwatch ma del modo in cui il pubblico consuma la cultura pop. Pensate veramente che non ci sediamo attorno a un tavolo dicendo: “Quanto sarebbe bello se ci fosse un film o una serie animata di Overwatch?”. Passiamo il tempo a discutere di questi argomenti più di chiunque altro! Questi progetti sono veramente complicati da trasformare in realtà, pur rimanendo cose che ci affascinano enormemente.

Eurogamer: State lavorando sul cross platform tra PS4 e Xbox One, ora che Sony sta allentando la sua presa?

Jeff Kaplan: Siamo affascinati da ciò che sta accadendo nell'intero universo del cross play, da Rocket League fino a Fortnite, e siamo in costante discussione con Microsoft e Sony per capire l'aria che tira. L'idea è veramente allettante, sarebbe una bellissima sfida.

Eurogamer: Si tratta di qualcosa su cui siete già al lavoro?

Jeff Kaplan: Beh, senza dubbio stiamo rendendo palese il nostro interesse verso questa eventualità.

È molto complesso, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista del game design, così come dalla prospettiva delle business relation. Ma noi non abbiamo problemi ad affrontare sfide di questa entità e ci piacerebbe provare. Siamo gamer: perché i miei amici su entrambe le piattaforme non possono giocare insieme? Ci immedesimiamo in questa condizione, vorremmo poter garantire a tutti un'offerta del genere.

Eurogamer: A proposito di sfide tecniche: avete pensato di portare Overwatch su Switch? (Diablo ha recentemente debuttato sulla console Nintendo) Potrebbe funzionare?

Jeff Kaplan: La nostra filosofia è sempre stata la stessa: portare Overwatch a più giocatori possibile, e vogliamo essere a disposizione dei tantissimi potenziali fan del progetto. Saremo sempre alla ricerca di nuove piattaforme se pensiamo di essere in grado di garantire la nostra offerta, tanto tecnologicamente quanto nell'ottica del business. Certamente, ci piacerebbe tantissimo farlo.

Al momento non abbiamo nessun piano specifico da annunciare riguardo Nintendo o Swtich, ma…

Eurogamer: È una possibilità?

Jeff Kaplan: Diciamo che è un ipotesi che stuzzica la nostra fantasia.

Eurogamer: Avete disabilitato le loot box in Belgio a causa della nuova legislazione, e le loot box in generale sono state al centro di violente reazioni nel mondo del gaming. Rimarrete fedeli a questo sistema con Overwatch?

Jeff Kaplan: Continueremo con le loot box. Ovviamente non siamo d'accordo con la decisione presa in Belgio ma rispetteremo le leggi di quello stato e ci atterremo ad ogni decisione.

Pensiamo di aver studiato il sistema di loot box presente in Overwatch per essere estremamente player-friendly. Non ci sono meccaniche pay-to-win, sono solo oggetti cosmetici. Tutto quello che si può ottenere nelle casse, lo si può anche guadagnare tramite i crediti al di fuori del sistema di loot box. Così abbiamo disegnato il loot interamente attorno all'esperienza del giocatore, e crediamo profondamente nelle scelte che abbiamo fatto; il tutto nasce dall'idea di finanziare lo sviluppo continuativo del gioco senza intaccare l'integrità competitiva alla base di Overwatch.

Un paio di giorni fa ero molto impressionato leggendo un post sul subreddit dedicato a Overwatch - adesso sarà smarrito nel web dopo la BlizzCon - nel quale i giocatori si complimentavano per il modello di business che abbiamo scelto, dicendo che gli dispiace che il nostro progetto sia stato accostato ad altri giochi che sfruttano sistemi ben peggiori. Mi rende felicissimo sapere che i giocatori pensino una cosa del genere e dicano: “Ok, questo sistema è giusto”.

Eurogamer: Non so come ci risponderai ma te lo chiederemo comunque: avete mai pensato di adottare un modello di Battle Pass? In Fortnite funziona molto bene.

Jeff Kaplan: Il Battle Pass è fantastico. Non posso che amare un sistema che promuove l'intrattenimento e che segue un modello stagionale; ovviamente in Overwatch abbiamo gli eventi stagionali, quindi crediamo fermamente in questo tipo di design. Mi piace molto anche il fatto che il Battle Pass aggiunga varie sfide, quindi penso sia un grande sfoggio di abilità nel game design.

Cambiare il sistema di Overwatch dalle loot box al Battle Pass, o anche la sola introduzione di quest'ultimo, richiederebbe una mole immensa di lavoro. Il Battle Pass è inserito in modo molto elegante nell'ecosistema di Fortnite, ed Epic Games merita i complimenti per il lavoro svolto, perché non si tratta di una cosetta da niente. Anche se pensassimo che il Battle Pass sia il sistema migliore e volessimo realizzarlo domani, è molto difficile che accada in questo momento. Ciò non toglie che sia un game design eccellente, al di là di qualsiasi considerazione legata al business.

Eurogamer: Hai detto che le loot box vi permettono di finanziare lo sviluppo live: pensi che ad un certo punto i tempi saranno maturi per passare ad una formula free to play?

Jeff Kaplan: Questa è una bellissima domanda. In Blizzard abbiamo già dei titoli free to play, come ad esempio Hearthstone e Heroes of the Storm. Overwatch è stato pensato per non essere un FTP, ma è pur sempre una soluzione da tenere in considerazione. In questo momento lanciamo un sacco di weekend gratuiti, e in quei momenti riceviamo una risposta di pubblico impressionante: hanno veramente tantissimo successo. Tuttavia, non abbiamo mai seriamente pensato ad un effettivo passaggio alla formula free to play.

Eurogamer: La stagione inaugurale della Overwatch League è stata segnata da numerose azioni disciplinari nei confronti dei giocatori. Il problema non sembra risolversi: servirà uno sforzo ulteriore?

Jeff Kaplan: Sì, è vero, c'è stato qualche problema nel corso della Season 1. Io però vedo il rovescio della medaglia: ci sono tantissime belle storie da raccontare, tantissima sportività. Ma tendiamo tutti a ricordare quei momenti in cui le cose non sono andate tanto bene.

I nostri giocatori sono ovviamente adulti ma sono pur sempre giovanissimi adulti, ed è un cambiamento difficile nella vita di una persona. Ci sono stati un paio di incidenti, anche gravi, ma ci sono stati tantissimi esempi di questi giovani uomini e donne pronte a rendere fantastica la Overwatch League, comportandosi bene e comprendendo le persone; in fin dei conti, personalmente, non posso che considerare la Season 1 della Overwatch League un enorme successo.

Lanciare la lega ha richiesto uno sforzo incredibile. All'epoca avevamo 12 squadre, ora siamo arrivati a 20 per la seconda stagione, il che è qualcosa di straordinario, senza contare che dobbiamo ancora annunciare qualche splendido logo per alcune squadre. Si tratta di un'operazione che ha richiesto parecchio lavoro di logistica.

Eurogamer: Quando Mike Morhaime ha annunciato che si sarebbe dimesso dalla carica di presidente di Blizzard, il discorso di successione di J. Allen Brack ha parlato di tantissimi nuovi progetti in sviluppo in seno a Blizzard Entertainment. Ci siamo chiesti, sapendo quanto “Jeff from the Overwatch Team” sia legato alla community, se tu sia stato tentato di dedicarti a una di queste nuove realtà, oppure se ti senta Mr. Overwatch ora e per sempre.

Jeff Kaplan: Sono felicissimo di lavorare in Blizzard. Sono fortunatissimo ad occupare questa posizione per la community di Overwatch; è una delle cose che mi rende più orgoglioso in tutta la mia vita, la community che abbiamo costruito attorno a Overwatch, e lo stesso team di Overwatch, sono gli uomini e le donne più incredibili nel panorama dello sviluppo di videogame. E ho anche la fortuna di poter interagire con gli altri team di Blizzard. Ovviamente non occupo alcuna posizione al loro interno ma partecipo alle consultazioni e alle decisioni strategiche in merito a quali progetti portare avanti.

Abbiamo talmente tante cose da fare ancora con Overwatch che mi distruggerebbe il cuore lasciarmi il progetto alle spalle; ci sono così tanti nuovi eroi, così tante opportunità di gameplay che vogliamo realizzare. In questo momento la cosa che mi esalta di più in assoluto è mettere tutto il mio cuore e la mia anima nello sviluppo di Overwatch.

Eurogamer: Già. Questa è senza dubbio la risposta giusta.

Riguardo l'autore

Robert Purchese

Robert Purchese

Senior Staff Writer

Bertie is senior staff writer and Eurogamer's Poland-and-dragons correspondent. He's part of the furniture here, a friendly chair, and reports on all kinds of things, the stranger the better.