Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin - prova

Un ritorno nel loop, un ritorno nel caos.

Sembra passata un'eternità dall'E3 2021, dalla conferenza Square-Enix che ha rivelato al mondo Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin, lanciando nell'etere il più assurdo meme videoludico dell'anno. In occasione della prima demo, questo giugno, abbiamo parlato di quanto il tema della lotta contro Chaos fosse stato banalizzato e del design dei Guerrieri della Luce, troppo contemporaneo e fuori luogo rispetto agli scenari fiabeschi del materiale originale. Infatti, abbiamo anche esplorato la mitologia dei cristalli di Final Fantasy I, capolavoro di Hironobu Sakaguchi su cui si basa questa riscrittura moderna firmata Tetsuya Nomura e Kazushige Nojima.

Il gameplay, tra l'action RPG e il soulslike, è dei Team Ninja, padri di Ninja Gaiden e Nioh. Tra gli elementi tecnici che non ci avevano convinto, oltre al comparto estetico, avevamo evidenziato un'intelligenza artificiale nient'affatto reattiva, una linearità monotona del level design, una risoluzione embrionale e l'eccessivo disordine nella presentazione delle meccaniche (complesse e intricate). A soddisfarci il sistema delle classi e lo scontro adrenalinico con Garland, boss storico della saga di Final Fantasy, da non prendere sottogamba.

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Con Neon, il party è finalmente al completo. Eppure, ormai è chiaro che i protagonisti non sono gli eroi della profezia.

C'era da rifinire, e molto, ma c'era anche tanto potenziale inespresso: la speranza che seguendo il feedback del pubblico si potesse sciogliere la matassa e trasformare il caos in ordine. Questa premessa perché, al Tokyo Game Show 2021, è stato presentato un nuovo trailer ed è stata resa disponibile una nuova demo. Oltre alla data d'uscita, 18 marzo 2022, abbiamo scoperto nuovi scenari, dettagli e meccaniche. Abbiamo anche nuovi indizi sulle direzioni di trama che si vogliono imboccare, interessanti se consideriamo che Final Fantasy I era costruito intorno a un loop temporale.

Questo è stato l'anno di Returnal, Loop Hero e Deathloop, senza contare Tenet, il film di Christopher Nolan uscito nel 2020. L'espediente narrativo del momento, dunque, non vi sembrerà certo nuovo. In Final Fantasy I il cavaliere Garland, in punto di morte, veniva catapultato nel lontano passato e salvato da Chaos, una versione di sé stesso che potrà nascere solo in seguito, per via del disturbo negli elementi che si innesca in quel preciso istante. Si creerà così un eterno ciclo di battaglie, tra Garland/Chaos e gli Eroi della Luce, finché questi non riusciranno a vincere la loro battaglia una volta per tutte. Ovviamente non è mai chiaro cosa sia avvenuto prima o dopo ed è inutile farsi domande: è il solito dilemma dell'uovo e della gallina. Garland e Chaos non possono più esistere senza il loop che li tiene in vita.

A giudicare dalla nuova demo rilasciata, sembra che questa trama, tanto affascinante quanto difficile da districare, in qualche modo verrà ripresa. Il nuovo trailer comincia con queste parole: "quando è stato il fatidico giorno che ha fatto sì che il tempo spiraleggiasse in un ciclo?" E si conclude con la rivelazione del nome di Garland: Jack. Lo stesso del protagonista (il cui design purtroppo non è cambiato). Siamo di fronte a qualcosa di più intricato, in cui l'eroe forse perde, cade e diventa caos. Sarà forse una sua conseguente incarnazione a rompere la catena circolare di eventi? Sarà un altro personaggio? Si scoprirà: fatto sta che questo nuovo trailer ci offre davvero molto su cui speculare.

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Chi siederà sul trono del Caos? Come Final Fantasy I, Stranger of Paradise è incentrato sul su un loop temporale.

Tetsuya Nomura, in un'intervista per Famitsu rilasciata in occasione dell'E3, commentava così il restyling dei protagonisti: "chi sono Jack e i suoi alleati? Sono Guerrieri della Luce? Al cuore della storia ci sono queste domande, e quest'idea di estraneità è centrale alla trama. Uno dei significati di Paradiso è 'Terra dei salvati'. Il titolo indica che questi stranieri (Jack e i suoi compagni) si stanno radunando in questo Paradiso." Che siano personaggi giunti dal futuro? Da un'altra dimensione? O che i protagonisti siano semplicemente coloro che cadranno, prima che giungano i veri Guerrieri della Luce? Siamo quindi di fronte a un prequel o di fronte a un bizzarro sequel, con Jack Garland e Jack uniti da un legame di sangue alla Luke e Darth Vader?

In queste nuove fasi di gioco Jack ha un cellulare, con cui lascia risuonare note metal, in un atteggiamento degno del miglior Dante di Devil May Cry. Che lui non sia il guerriero della luce è quasi certo, perché il cancelliere di Corneria riconosce di non essere di fronte ai guerrieri della profezia. L'ossessione per Chaos assume poi dei tratti curiosi: c'è chi spera di poter diventare caos e invece si trasforma in una pallida imitazione del cavaliere Garland, stringendo in mano un cristallo oscuro. C'è qualcosa nei dialoghi che lascia intuire che Jack non sia spinto da chissà quale morale, ma solo da istinti feroci e distruttivi.

Un altro difetto che evidenziavamo era la presenza di tre soli protagonisti, che avrebbe rischiato di cambiare l'equilibrio dei cristalli originali, connessi a dei boss ben precisi e ormai iconici nell'immaginario collettivo. Adesso è chiaro che ci sarà un quarto personaggio in squadra e nell'assistere alla rivisitazione di storici avversari come Tiamath (drago dalle molte teste legato al vento), questi dubbi sono volati via. Certo, ci sono un po' troppi riferimenti all'oscurità e alla luce dentro i cuori, temi già in parte presenti in FFI ma che confermano le nostre perplessità per quanto riguarda la scrittura. Tuttavia non si può negare che, al di là dei nomi scelti, un approfondimento sulla figura di Garland ha il suo fascino.

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Tetsuya Nomura ha confermato che la principessa Sarah è stata disegnata da Roberto Ferrari. Avrà un ruolo più rilevante che in Final Fantasy I.

All'atto pratico, questa seconda 'Trial Version' di Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin porta sul piatto un'esperienza molto simile a quella già vista nella prima versione ma con una serie di succose novità che vale la pena analizzare. Partiamo dalla formula di gameplay che, come dicevamo, ricalca la struttura tipica di un qualsiasi souls-like che si rispetti ma con una pletora di meccaniche aggiuntive che forniscono al giocatore un notevole ventaglio di opzioni per risolvere le varie situazioni.

Come avevamo già evidenziato in occasione della prova precedente, in effetti, Stranger of Paradise può vantare una profondità davvero invidiabile, garantita dall'inclusione dell'immancabile 'Job System' che influisce in modo importante sullo stile di combattimento del protagonista. Se da una parte Ash, Jed e la new-entry Neon hanno un ruolo specifico all'interno del party, Jack può equipaggiare fino a due classi differenti da alternare in tempo reale con la semplice pressione di un tasto.

In aggiunta a quelle già viste in passato come lo Spadaccino, l'Assalitore, il Lanciere e il Mago, la 'Trial Version 2' di Stranger of Paradise introduce la classe del Lottatore, specializzata in attacchi corpo a corpo dai danni limitati ma capace di spezzare velocemente la guardia di qualsiasi tipo di avversario per poi eseguire un devastante colpo di grazia. Se avete seguito lo sviluppo del gioco, saprete che Team Ninja ha introdotto nel gioco una barra del Logoramento, simile a quella vista in Sekiro: Shadows Die Twice, che aggiunge ulteriore un ulteriore strato di lettura tattica al già complesso sistema di combattimento.

La classe del Lottatore è utile per destabilizzare le difese dei nemici con colpi corpo a corpo rapidi e precisi utili ad avere la meglio sulle minacce con la guardia più impenetrabile. Attenzione però: la necessità di attaccare a corta distanza richiede una particolare accortezza agli eventuali contrattacchi poiché in Stranger of Paradise bastano davvero pochi secondi per andare al tappeto. Di vitale importanza, sotto questo aspetto, è la costruzione di un buon equipaggiamento per aggiungere valore alle varie classi. Ciascun pezzo di armatura, infatti, influisce attivamente sia sull'estetica dei vari personaggi che, ovviamente, sulle loro statistiche in modo da rendere i nostri eroi sempre più efficaci nella lotta contro le forze del Caos.

La presenza di un quantitativo notevole di loot da raccogliere sul campo di battaglia, tuttavia, costringe a entrare molto spesso nei menu per gestire l'inventario di Jack e dei suoi alleati, elemento che spezza parecchio i ritmi di gioco. C'è da dire che esiste un tasto per ottimizzare automaticamente le prestazioni dei protagonisti ma è comunque un'attività che influisce fin troppo sulla fluidità dell'azione.

Un altro difetto che avevamo sottolineato in occasione del test durante l'E3, inoltre, era la presenza di un'Intelligenza Artificiale disastrosa dei nostri compagni: capitava molto di frequente di vederli incastrati in alcuni elementi dello scenario o di assistere inermi alla loro sconfitta a causa di routine comportamentali francamente incomprensibili e senza possibilità di impartire loro degli ordini.

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Il tono più oscuro e violento non pone limiti al Team Ninja, libero di costruire un gameplay profondo e dinamico.

In questa nuova build la situazione è notevolmente migliorata: Ash, Jed e Neon adottano strategie più vantaggiose, si posizionano meglio sul campo di battaglia e, cosa ancora più gradevole, non corrono più a testa bassa verso i nemici andando incontro ad un'ineluttabile dipartita. Come se non bastasse, Team Ninja ha implementato un'ulteriore meccanica chiamata 'Risonanza' che, con la pressione di uno dei due tasti direzionali, consente di attivare uno status di alterazione positiva dalla durata di qualche secondo che rende i nostri compagni più aggressivi e proni ad attirare le attenzioni degli avversari. Siamo ben lontani dal poter imbastire strategie articolate o particolari tattiche offensive ma è comunque un netto passo avanti rispetto a quanto sperimentato in passato.

Questa nuova prova, infine, ci ha dato l'opportunità di comprendere come gli sviluppatori intendono strutturare il mondo di gioco. A differenza degli altri esponenti del genere che in genere fanno sfoggio di scenari variegati e collegati tra loro tramite portoni, cancelli e scorciatoie di vario tipo, Stranger of Paradise fa affidamento su una mappa del mondo divisa in aree dal livello di difficoltà variabile. Sarà possibile accedere liberamente a ciascun'area grazie ad un comodo sistema di teletrasporto, a patto di avere gli attributi necessari per non venire distrutti dopo pochi minuti dalle svariate minacce che popolano gli ambienti di gioco.

In aggiunta al Santuario del Caos, già presente nella prima prova, la Trial Version 2 ci ha permesso di esplorare una zona boschiva nota come 'Refrin Wetlands', un setting selvaggio totalmente inedito e differente dalle architetture gotiche che avevano caratterizzato la demo pubblicata a giugno. Si tratta di un'ambientazione dall'impatto visivo gradevole, graziata dalla presenza di una vegetazione rigogliosa, seppure minata da un'evidente linearità che tarpa un po' le ali ad eventuali ricompense per l'esplorazione, da sempre marchio di fabbrica di qualsiasi souls-like. Ottima, invece, la nuova boss fight che, dopo quella entusiasmante contro Garland, offre agli utenti un'ardua sfida contro una creatura elementale dall'implacabile potere distruttivo.

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Il sistema di magie è lento da utilizzare ma versatile. Conoscendo le debolezze dei nemici, anche molto potente.

Permangono i già rilevati problemi dovuti ad una realizzazione tecnica alquanto approssimativa e artisticamente poco ispirata, ad un frame-rate instabile anche sulle console di nuova generazione e ad un bilanciamento che forse premia un po' troppo alcune classi rispetto ad altre ma, tutto sommato, questa Trial Version 2 ci ha lasciato sensazioni decisamente più positive rispetto alla precedente.

Chi acquisterà la Digital Deluxe Edition, oltre all'artbook digitale e alla colonna sonora, avrà accesso al DLC Season Pass, che include ben tre missioni aggiuntive, tra cui 'Trials of the Dragon King' (riferimento a Bahamut, il drago più noto della saga). L'upgrade da versione Playstation 4 a 5 sarà gratuito e coloro che prenoteranno il gioco potranno contare su un accesso anticipato di 72 ore, un'arma (Cuore di leone) e una protezione (Scudo della luce).

Il prossimo anno la saga festeggia i suoi 35 anni e la nuova lineup di Square-Enix è varia e presenta molte sfaccettature, dal racing (con Chocobo GP) al battle royale (Final Fantasy VII: The First Soldier). Stranger of Paradise è una parentesi Action RPG molto atipica, che uscirà sfruttando la soulslike-mania che lascerà Elden Ring, ma è l'unico titolo in vista che celebra apertamente la tradizione. Colmerà il vuoto tra l'ultima espansione di Final Fantasy XIV (Endwalker) e l'attesissimo nuovo capitolo principale, ma la domanda è lecita: sarà un ritrovo per i fan, familiare e ricco di citazioni, o ci si sentirà come stranieri in paradiso?

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Riguardo l'autore

Antonino Fiore

Antonino Fiore

Redattore

Classe 1993, in squadra dal 2018. Ha scoperto i videogiochi con i floppy dell’Amiga e da allora vive, sbalzato temporalmente, una generazione indietro. Dalle avventure grafiche agli horror, è un accanito retrogamer e un vorace escapista. Con gli anni ha realizzato d’essere, più che altro, un semplice Homo Ludens. Megaman e Suikoden sono i suoi punti deboli.

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