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Outlast 2 - prova

La setta degli orrori.

Si può discutere anche animatamente su quale sia la vera essenza del survival horror ma per quanto le scuole di pensiero e gli appassionati non riescano sempre a trovarsi d'accordo su tutta la linea, la maggior parte di essi sarà probabilmente disposta ad ammettere quale sia l'attuale stato di questo genere.

Per quanto apprezzabile The Evil Within rimane, infatti, una mosca bianca insieme alla saga di Dead Space. Persino Capcom ha alzato bandiera bianca riconoscendo la direzione che il mercato sembra aver intrapreso con una certa decisione per quanto riguarda questo tipo di produzioni. Al di là del caso Resident Evil e delle effettive motivazioni che hanno spinto la compagnia nipponica ad abbandonare l'impostazione da TPS, il netto dominio della prima persona quando si parla di horror è innegabile (vedi anche Alien Isolation, ndSS).

Frictional Games con il suo Amnesia: The Dark Descent è stata una delle software house che ha permesso a una particolare tipologia di horror di proliferare e di dare vita a una serie di cloni più o meno riusciti e capaci d'introdurre delle meccaniche inedite, e piccole ma sostanziali variazioni sul tema. All'interno di questo gruppo rientra anche il primo Outlast, opera sviluppata dai ragazzi di Red Barrels che è riuscita a sdoganare il gioco "all'Amnesia" anche nel mondo console proponendo però un gameplay più veloce e adrenalinico e che non disdegnava il ricorso al più classico degli jumpscare.

I simboli e le iscrizioni che accompagnano il nostro incedere non preannunciano nulla di buono.

La storia del giornalista investigativo Miles Upshur e del manicomio Mount Massive potrebbe non aver convinto tutti i palati ma ha ottenuto un successo tale da garantire agli sviluppatori la possibilità di lavorare a un sequel in arrivo nel Q1 del 2017 su PC, PS4 e Xbox One. Nel corso dei mesi successivi all'annuncio questo sequel si è mostrato solo attraverso una manciata di trailer ed è progressivamente sparito dai radar di appassionati e di critica e potete, quindi, comprendere la sorpresa quando in questi giorni ci siamo ritrovati di fronte a una demo di Outlast 2.

Blake Langermann è un giornalista d'assalto che insieme alla moglie Lynn non ha paura di occuparsi anche dei casi più complicati ed è disposto a tutto pur di scoprire tutta la verità, anche la più scomoda e sconvolgente. Per questo motivo il nostro protagonista (che sostanzialmente fa lo stesso identico lavoro del buon Miles del primo Outlast) decide di indagare sul misterioso omicidio di una giovane donna incinta, una Jane Doe di cui non si ha alcuna informazione dettagliata.

Le indagini porteranno il nostro Blake e consorte a spingersi fino in Arizona e in particolare nel Deserto di Sonora per ottenere finalmente delle risposte. Mentre si trovano in viaggio a bordo di un elicottero, un incidente la cui causa rimane per il momento sconosciuta costringe Blake e la sua dolce metà ad affrontare in prima persona una corruzione misteriosa, profondamente radicata nelle menti delle persone e nei luoghi da esplorare ed estremamente gelosa dei propri segreti. Proprio qui inizia la demo vera e propria che tutti potete scaricare (ovviamente gratuitamente) dagli store di PS4 e Xbox One e da Steam.

Il soprannaturale potrebbe ricoprire un ruolo di primo piano in Outlast 2.

Una volta ripresi dallo schianto potremo raccogliere la nostra fida telecamera per avventurarci in quello che sembra un villaggio di baracche apparentemente abbandonato. Nel nostro incedere all'interno di case diroccate, misteriosi seminterrati e oscuri cunicoli dovremo, come da tradizione per il brand, sfruttare la visione notturna della nostra telecamera (visione che consuma le batterie recuperabili attraverso l'esplorazione) e prendere confidenza con un control scheme e un gameplay che rimane sostanzialmente identico a quello del precedente capitolo.

Saremo, infatti, in grado di accucciarci fino a sdraiarci completamente a terra, di correre fino a quando il nostro fiato ce lo permetterà e di scavalcare oggetti senza frenare la nostra corsa a perdifiato premendo il tasto apposito mentre ci avvicineremo a un ostacolo. Una piccola novità riguarda invece il tipo di nascondigli che potremo sfruttare nel caso in cui dovessimo essere braccati da dei nemici. Oltre agli armadietti e ai letti potremo anche sfruttare delle specie di mangiatoie che si trovano nella zone all'aperto.

Probabilmente è proprio questo uno dei cambi di rotta più evidenti rispetto all'avventura del manicomio Mount Massive, la presenza di una buona quantità di sessioni all'esterno, tra pericolose baracche e campi coltivati in grado di coprire un'eventuale fuga da coloro che sono pronti a farci la pelle. Sono proprio i nemici, insieme ad alcune fasi della demo, ad alimentare non poco la nostra curiosità e spingerci a porci più di una domanda sulla componente narrativa della produzione.

Ci chiederemo dove ci troviamo ma poi penseremo solo a correre.

Certi cambi di setting improvvisi e assolutamente inspiegabili ci hanno spiazzato costringendoci a domandarci quanto i ragazzi di Red Barrels abbiano deciso di concentrarsi anche su elementi soprannaturali, magari legati a doppio filo con la location che farà da sfondo alle nostre avventure o con i loschi figuri che in più di un'occasione ci hanno inseguito o semplicemente osservato, in maniera piuttosto inquietante, dalle ombre.

Il chiaro simbolismo presente all'interno della demo, il primo teaser trailer e la decisione di ispirarsi alla vicenda del suicidio di massa di Jonestown (vi consigliamo di cercare qualche informazione in merito), sembrano confermare la volontà di toccare temi come il fanatismo e la fondazione di sette legate a leader carismatici, "illuminati" e ovviamente folli, dediti a pratiche a dir poco raccapriccianti di cui abbiamo già avuto un assaggio nel corso di questo piccolo spezzone che abbiamo potuto provare con mano.

Dal punto di vista tecnico è ovviamente troppo presto per formulare un giudizio esaustivo ma la build che ci siamo trovati di fronte sembra sotto molti punti di vista identica all'Outlast arrivato su PC circa tre anni fa, con l'illuminazione e l'audio che giocano un ruolo fondamentale per la creazione di un'esperienza di gioco immersiva, in grado di garantire una discreta dose di tensione e in certi casi di veri e propri spaventi. Non ci siamo di certo messi a urlare in preda al terrore, sia chiaro, ma certe situazioni ci hanno quanto meno fatto sobbalzare costringendoci a un'esplorazione sempre guardinga e compassata.

Una setta? Un culto satanico? Da cosa stiamo fuggendo?

È proprio sull'atmosfera che si possono esprimere i primi pareri moderatamente positivi (d'altronde mezz'ora di gioco non basta di certo per una promozione a pieni voti) sul lavoro di un team che riesce a trasmettere l'impressione di essere costantemente osservati e braccati da individui guidati da un odio folle e inaudito, e da forze soprannaturali di cui per il momento non comprendiamo a pieno il coinvolgimento né l'effettiva potenza.

Non tutti sperimentano la paura allo stesso modo e ovviamente non mancheranno stuoli di scettici (cosa più che comprensibile) ma Outlast 2 sembra avere il potenziale per proporsi come un sequel di pregevole fattura, soprattutto se il tema dei culti e del fanatismo riuscirà a legarsi efficacemente con le pillole soprannaturali mostrate e con qualche rimando alla Murkoff Company, la misteriosa corporazione che ha dato il via agli orrori del primo capitolo della serie e che anche in questo caso potrebbe essere in qualche modo coinvolta.

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Alessandro Baravalle

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Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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