Destiny: finalmente l'abbiamo giocato! - prova

Cronaca di uno Strike con l'atteso shooter di Bungie.

Los Angeles - Chi ci segue con una certa assiduità ricorderà il mio primo articolo su Destiny, frutto di un viaggio effettuato oltre un anno fa negli uffici di Bellevue di Bungie. Una trasferta dalla quale ero tornato col cosiddetto pugno di mosche in mano, eccetto le tante (e ovvie) rassicurazioni dello sviluppatore americano circa la validità del titolo in lavorazione. Tant'è che sottotitolai l'articolo con un "Bungie vuol dire fiducia" (parafrasando il noto slogan della Galbani) che ancora mi viene scherzosamente rinfacciato da Activision ogni volta che si parla di Destiny.

Non che poi ci siano state molte altre occasioni di mettere alla prova la suddetta fiducia, visto che nelle occasioni successive non si è mai andati oltre dei semplici filmati di gameplay. Ora, però, Bungie ha finalmente permesso alla stampa di provare di persona il suo atteso esordio sotto l'egida di Activision. Un atto questo di generosità solo apparente, dato che da oggi i possessori di una PlayStation 4 potranno provare in anteprima l'alpha del gioco, e che dunque alla stampa è stato concesso un vantaggio temporale solo di poche ore.

Torneremo dunque con un'analisi più approfondita di Destiny non appena si concluderà il suddetto periodo, e sfruttiamo la prova all'E3 di Los Angeles per raccontare la nostra missione, chiamata Strike, cominciata nell'area pubblica di una delle cinque destinazioni possibili, ossia Venere, Marte, la Terra, la Luna e la Torre, il luogo dove risiedono i misteriosi Viaggiatori.

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Gli Strike e altre azioni saranno istanziate, evitando così griefing da parte di giocatori molesti.

Superati i lunghi tempi di caricamento iniziali, ci siamo trovati in una zona nella quale erano presenti vari NPC. Tra questi c'erano i Cryptarch, degli archeologi capaci di decifrare gli oggetti del passato, il Postmaster, che come suggerisce il nome si occuperà della nostra corrispondenza in-game, la Banca, entro cui mettere i nostri oggetti, e il Gunsmith, dal quale comprare armi di varia natura. Da notare che le armi e le armature che indossiamo cresceranno di livello insieme a noi, e dunque più le useremo in combattimento più diverranno potenti, sbloccando nuovi perk.

"Ci siamo recati in Old Russia a bordo dello Sparrow, una motocicletta futuristica chiaramente ispirata agli Speeder di Star War"

Ci saranno poi anche degli NPC che ci assegneranno delle missioni da portare a termine nella modalità Explore, che oltre che farci scoprire nuove aree del gioco ci consentirà di scalare i ranghi delle loro fazioni, rendendo disponibili per l'acquisto nuovi oggetti.

Una volta composto un party di tre persone siamo partiti per lo Strike, ossia una missione paragonabile a un'instance di World of Warcraft (o di un qualsiasi altro MMO) nella quale non erano presenti altri giocatori all'infuori del nostro gruppo. Si potranno comunque portare a termine altre missioni in aree pubbliche, in tal caso si vedranno gli altri personaggi muoversi per la mappa. Niente paura, però, perché gli obiettivi assegnati non saranno mai in conflitto tra loro e quindi non si entrerà mai in competizione.

Bungie infatti ha voluto relegare il multiplayer a una specifica modalità istanziata di nome Crucible, che presenterà la solite modalità che ormai conosciamo, più altre ancora da svelare. Non ci si potrà poi flaggare per il PvP in aree pubbliche, quindi i guerrafondai sappiano che Destiny è di base un luogo dove il nemico è principalmente quello gestito dalla CPU.

La destinazione è stata una specie di fabbrica abbandonata in una zona chiamata Old Russia, nella quale ci siamo recati a bordo dello Sparrow, una specie di futuristica motocicletta largamente ispirata agli Speeder di Star Wars. Si tratta di una delle tante mount delle quali potremo entrare in possesso, non ultime quelle dei nostri stessi nemici.

"Il sistema di guida è piuttosto intuitivo e ci offrirà anche un boost, attivabile col grilletto sinistro del pad"

Il sistema di guida è piuttosto intuitivo e ci offrirà anche un boost, attivabile col grilletto sinistro del pad. Non abbiamo invece potuto provare le astronavi, che a quanto ci è stato detto servono a spostarsi da un pianeta all'altro ma non sono pilotabili, sebbene consentano un certo grado di personalizzazione.

Una volta entrati nel luogo oggetto della nostra missione ce la siamo dovuta vedere con i Fallen, una razza di alieni che sopravvivono come pirati dello spazio e che vivono a bordo di un'astronave dopo che il loro pianeta natale è andato distrutto.

Gli scontri sono proceduti in relativa tranquillità tranne quello col boss finale, un mago che volava sospeso in aria e capace di attacchi piuttosto potenti che in un paio d'occasioni hanno avuto la meglio sugli altri membri del nostro party, che abbiamo dovuto riportare in vita.

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Solo uno sparatutto? Bungie dice di sì, ma Destiny sembra molto più articolato.

Per arrivare al luogo dello scontro finale abbiamo poi dovuto aprire delle porte usando il Ghost, un piccolo oggetto volante che ci farà da assistente, permettendoci tra le altre cose di chiamare la nostra mount o di tornare in orbita. La missione s'è quindi conclusa con la sconfitta del mago e la conseguente graduatoria finale che ha incluso anche gli attacchi speciali, attivabili premendo in contemporanea i due tasti spalla del pad, e che variano di classe in classe.

"Il gameplay è sembrato fluido e curato come quello di un qualsiasi Halo"

Volendo trarre un bilancio, la prima cosa da dire è che il gameplay è sembrato fluido e curato come quello di un qualsiasi Halo, gioco col quale Destiny condivide anche il meccanismo di rigenerazione della salute, del tutto uguale alla ricarica degli scudi di Master Chief. Molto convincente anche la grafica, che è stata gestita apparentemente senza alcuna incertezza dalla PlayStation 4 usata per la dimostrazione.

È più difficile invece capire a quale genere appartenga Destiny: Bungie insiste nel dire che non è un MMO ma un FPS, eppure quello che abbiamo visto lascia intuire una struttura molto più articolata di un qualsiasi sparatutto. Delicato anche il discorso riguardante la longevità, che gli sviluppatori hanno quantificato in una decina di ore abbondanti per quanto riguarda la main quest.

Ma Destiny non dovrebbe essere il gioco che ci terrà incollati ai monitor per i prossimi dieci anni? Secondo Bungie sì, e lo sarà grazie alle varie modalità, che oltre ai già citati Strike e Crucible, prevedranno anche i Raid e la modalità Explore, con la quale pattugliare varie parti della mappa e sbloccare ulteriori missioni con cui personalizzare la propria esperienza di gioco, sbloccando nuove fazioni che ci offriranno varie ricompense.

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La visione che Bungie ha dell'universo del gioco è decisamente suggestiva.

Purtroppo gli sviluppatori non si sono voluti sbottonare circa il numero delle missioni disponibili per tutte queste modalità, ragion per cui rimandiamo alla recensione qualsiasi valutazione relativa all'effettiva longevità del titolo.

Interessante anche il discorso legato al level cap, che al momento non è stato ancora fissato: la decisione finale verrà presa in base al feedback del pubblico, che potrà esprimere la propria opinione come già ricordato a partire da oggi, data d'inizio dell'alpha in esclusiva per i possessori di una PlayStation 4, e che si concluderà lunedì prossimo

Per la beta per Xbox 360, One, PS3 e PS4 bisognerà attendere il 17 luglio, mentre la release è stata invece fissata il 9 settembre, giorno in cui il mondo avrà finalmente modo di vedere se il gioco da 500 milioni di dollari di Bungie sarà in grado di conseguire gli ambiziosi obiettivi fissati da Activision.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato costellato di tutto ci che stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal 95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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