Gamescom 2016: Destiny: I Signori del Ferro - prova

Abbiamo provato la modalitÓ Supremazia e un Assalto!

Chi mi conosce sa che sono da sempre un appassionato di Destiny ma anche un suo attento critico. È uno dei giochi più importanti degli ultimi anni, non solo per i dati di vendita e l'impatto mediatico, ma anche per le increspature che Bungie ha causato gettandolo nello stagno dei videogame.

Al tempo stesso, si tratta di un gioco che a tre anni dal lancio è tutt'altro che perfetto, complice anche quella formula ibrida che fa contenti e non fa contento nessuno. Non è un FPS in senso stretto, scontentando così gli appassionati degli sparatutto alla Call of Duty o alla Battlefield, che ad esempio rinfacciano a Destiny un impianto multiplayer non all'altezza dei pilastri del genere.

Al tempo stesso non è neanche un MMO, come la maggioranza delle persone ha creduto per un certo periodo. E se è vero che dal suo esordio a oggi abbiamo assistito al lancio de L'Oscurità del Profondo, Il Casato dei Lupi e Il Re dei Corrotti, oltre all'indefinibile April Update, che peraltro non figura nella lista delle espansioni neppure sullo stesso sito di Destiny, il gioco ha accusato un'evidente mancanza di contenuti che ha portato a numerosi tempi morti tra un'espansione e l'altra.

Stefano Silvestri ha provato la nuova espansione di Destiny alla Gamescom 2016 e ci parla delle novità che dovremo aspettarci.

Mettiamoci poi un'evidente tendenza al riciclo (delle mappe, degli asset, dei nemici, di tutto), l'introduzione delle microtransazioni e le gare con gli Astori, un esperimento molto interessante durato misteriosamente poche settimane e capiamo perché gli appassionati guardino con grande speranza a Destiny 2. Che però, stando alle ultime informazioni, non sarà disponibile prima del 2017. Fortunatamente sono in arrivo nuovi contenuti, come I Signori del Ferro.

"La muraglia, che per secoli ha resistito al confine meridionale dell'Antica Russia è crollata sotto i colpi della guerra contro i nostri nemici. I caduti stanno razziando le tombe dell'Età dell'Oro e l'infezione che hanno risvegliato nelle terre selvagge è più pericolosa di quanto siano in grado di immaginare. Unisciti a Lord Saladin e addentrati nelle Terre Infette. Scopri il destino dei Signori del Ferro e ferma la minaccia incombente prima che sia troppo tardi".

Questa è la suggestiva descrizione che dà la stessa Bungie de I Signori del Ferro, disponibile dal 20 settembre e, già così, potrebbe bastare per convincere tutti quei Guardiani impegnati a fare altro, a imbracciare nuovamente le armi. C'è però qualcos'altro da chiarire prima, come ad esempio chi siano i Signori del Ferro che danno il nome all'espansione.

Anche in questo caso ci viene in soccorso Bungie, ricordandoci evocativamente che "prima della Città e dell'Avanguardia, vi erano i Signori del Ferro. Toccati dalla Luce del Viaggiatore, questi coraggiosi guerrieri dedicarono la loro vita a difendere l'umanità e ristabilire una civiltà perduta. Dalla loro fortezza sul Picco di Felwinter, i Signori del Ferro vegliarono sul pianeta, combattendo l'Oscurità e proteggendo i superstiti del Crollo. Finché non incontrarono la loro fine. Ora Lord Saladin, l'ultimo Signore del Ferro, rende onore alla memoria dei suoi compagni perduti e attende l'imminente ritorno del flagello del Ferro".

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Ne I Signori del Ferro torneremo a combattere contro i Caduti.

Un'altra cosa da chiarire e che alcuni utenti hanno chiesto a Bungie, è se ci sarà modo d'interagire coi lupi che si vedono a fianco di Lord Saladin nelle immagini promozionali del gioco. E la risposta è che no, non sarà possibile avere dei pet in Destiny, così come accade in molti altri MMO. Un'altra cosa da comprendere riguarda l'ascia fiammeggiante che si vede in mano sempre a Lord Saladin. Ebbene, questa non sarà una nuova arma che i giocatori potranno usare quando e come vogliono, ma una reliquia da usare nel raid, alla stregua della spada di Crota.

Al netto di queste doverose precisazioni, a quanto pare con questa nuova espansione potremo finalmente saperne un po' di più sul misterioso passato di un gioco che, Grimorio alla mano, ha solo saputo regalarci molte suggestioni e ben poche certezze. Una certezza però l'abbiamo, ossia i nemici che ci troveremo ad affrontare: i Caduti.

Vale la pena notare che su quattro espansioni di Destiny, due sono state dedicate all'Alveare e due, con questa, ai Caduti. I Cabal, che già s'erano alzati per il riscaldamento, tornano quindi mestamente a sedersi in panchina. Chissà, forse prima o poi arriverà anche per loro il momento di scendere in campo. Nel frattempo, però, noi scopriremo che il Casato dei Diavoli ha sfondato la muraglia, scavato nella terra e trovato una tecnologia dalla potenza apparentemente illimitata. "I tecnosimbionti stanno sfruttando questa tecnologia proibita chiamata SIVA per trasformare la natura e la carne con lo scopo di soddisfare i loro desideri più oscuri".

Se il Casato dei Diavoli dovesse suonarvi familiare, avete ragione. Si tratta infatti di un casato che appare nei primi assalti del gioco, in cui dobbiamo sconfiggere Sepiks Prime, loro Primo Servitore e quindi divinità da adorare. E poi, stando a quanto si legge in giro, dovrebbe fare il suo ritorno anche Riksis, uno dei boss delle missioni iniziali.

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L'Antica Russia ha sempre il suo fascino.

Riassumendo: ogni casato dei Caduti avrà i propri tecnosimbionti, che Bungie ci ricorda essere degli "hacker di organi e bioingegneri in grado di fondere la carne col metallo". Ma quelli del Casato dei Diavoli hanno scoperto una tecnologia terrificante che gli sta facendo venire la malsana idea di diventare essi stessi delle divinità.

Ce n'è abbastanza per imbracciare le nostre armi e andare a sterminarli tutti. E per farlo, potremo avvalerci delle nuovi armi, armature ed equipaggiamenti che ci metterà a disposizione il gioco, tra cui i nuovi set dell'Incursione, dello Stendardo di Ferro e delle Prove di Osiride.

Qui alla Gamescom abbiamo potuto divertirci per circa un'oretta con i Signori del Ferro. Dapprima con la nuova modalità multiplayer chiamata Supremacy, e poi con uno dei nuovi assalti.

Quanto alla prima, è una modalità 6 vs 6 per il Crogiolo, che si rifà alla Confirmed Kill di Call of Duty. Ogni Guardiano, quando muore, lascia sul campo una specie di engramma, che è l'equivalente delle dog tag dei marines. A noi il compito di raccogliere sia quelle avversarie, per totalizzare preziosi punti che ci avvineranno alla vittoria, sia quelle dei nostri commilitoni, per evitare che cadano in mano sbagliata.

Non fosse per la piccola variante introdotta dalla raccolta degli engrammi, siamo di fronte alle meccaniche del più classico dei deathmatch a squadre. Comunque, sempre meglio avere una modalità in più che una in meno. Più interessante, piuttosto, è l'introduzione dei match privati nel Crogiolo, il che vuol dire poter decidere chi invitare, su quali mappe, in quali modalità e con quali variabili. E ovviamente, un boost nell'ottica dell'organizzazione dei tornei.

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Una nuova modalità di gioco è sempre meglio che niente, anche quando non è dissimile da un normale deathmatch.

Quanto all'Assalto cooperativo a 3 giocatori, di nome The Wretched Eye, il nostro compito è stato dare la caccia a un biologo Caduto infettato da SIVA all'interno di un silo missilistico, controllato dall'alveare. Ma questo lo abbiamo capito in un secondo momento, una volta letto il comunicato stampa di Activision.

Pad alla mano, invece, ci siamo trovati a muoverci per una inedita mappa all'interno del Cosmodromo. La sua geometria si è rivelata piuttosto complicata e, in un paio di occasioni, ci siamo persi un po' tutti per i vari corridoi in cui si articola l'assalto. Fortuna che essendo vicini di monitor, è bastato poco tempo per ritrovarsi.

Il boss finale non ha destato particolari preoccupazioni, visto che io e il buon Manuel Santangelo, in arte Elit (che avete spesso visto sul nostro canale Twitch), siamo riusciti ad abbatterlo in due, dato che il terzo giornalista in gruppo con noi era meglio se si dava all'ippica. Una specie di mostraccio incatenato ci ha accolti al nostro arrivo nella stanza finale, ma sappiate che non è da lui che vi dovrete guardare. O almeno, non solo...

Per il resto non c'è molto altro da dire de I Signori del Ferro, se non che l'Iron Gjallarhorn, dopo essere stato reso inutile per i giocatori, torna utilissimo per Bungie come leva di marketing per invogliare al preorder. Stiano invece attenti i possessori di console old gen, perché per la prima volta Destiny prenderà le distanze da PlayStation 3 e Xbox 360, uscendo solamente per PlayStation 4 e Xbox One.

Una scelta che senz'altro scontenterà chi, nel lontano 9 settembre 2014, si comprò il gioco sperando in un supporto continuativo per la vecchia generazione di console. Ma sappiamo tutti che nulla è per sempre, neppure i diamanti, men che meno lo sviluppo su hardware obsoleti che, involontariamente, proibiscono agli sviluppatori di spremere il meglio dalle console attuali.

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The Wretched Eye sarà il nome del nuovo assalto cooperativo.

Ciò che invece potrebbe scontentare tutti è che, stando alle dichiarazioni di Bungie, non ci sono al momento novità per quanto riguarda il matchmaking, che quindi dovrebbe essere il solito che misteriosamente impedisce di godere dei contenuti end-game a chiunque non abbia una gilda. Quanto al prezzo, I Signori del Ferro negli USA costerà 29,99 dollari, 10 dollari in meno de Il Re dei Corrotti ma anche 10 dollari in più delle prime due espansioni.

Se i contenuti dovessero essere gli stessi dell'ultima espansione, quantitativamente e qualitativamente, si tratterebbe di un abbassamento di prezzo ammirevole da parte di Bungie. Se invece dovesse essere mantenuta la proporzionalità tra prezzi e contenuti, dovremo attenderci un'espansione meno corposa de Il Re dei Corrotti. Manca comunque poco al 20 settembre, quando I Signori del Ferro sarà disponibile per PlayStation 4 e Xbox One e solo allora i nostri quesiti troveranno una risposta.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato Ŕ costellato di tutto ci˛ che Ŕ stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ĺ95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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