E3 2018: Anthem - anteprima

È l'anti-Destiny? Sì e no.

È passato un anno, un intero giro del calendario dalla presentazione in pompa magna di Anthem durante la scorsa edizione dell'E3 di Los Angeles. Il debutto del lavoro presentato da Bioware è riuscito, durante la conferenza di Electronic Arts, a fissarsi nella mente dei giocatori di tutto il mondo, estasiati dalla magnificenza tecnica di questa nuova IP. Da quel lungo filmato ormai sembrano passati anni luce, complice la totale riservatezza di Bioware in merito alla sua creatura. Dopo l'E3 2017 la mole di notizie si è andata assottigliando sempre più, portando solo l'infausto annuncio del rinvio al 2019.

Con un lancio piuttosto vicino era chiaro a tutti che Anthem sarebbe stato il cavallo di battaglia di EA durante la conferenza di questo E3 2018, che ha iniziato il suo evento con un piccolo antipasto interattivo: due Javelin svolazzanti impegnati nella lotta contro una gigantesca creatura, indicandoci che in questa occasione le informazioni desiderate sarebbero presto giunte. Prima fra tutte l'attesa data di uscita: Anthem arriverà nelle nostre case il 22 febbraio 2019, e finalmente potremo esplorare il suo pericoloso mondo nelle nostre esotute.

Il peso dell'ambientazione sembra essere il punto focale di tutta la produzione, in cui il motto coniato da Bioware è "our world, my story". I giocatori possono lanciarsi nella campagna principale, da soli o in compagnia, o nelle diverse quest per aiutare la resistenza umana a sopravvivere su un pericoloso pianeta alieno. Proprio quest'ultimo promette di essere vivo, in costante mutazione tra tempeste, stagioni e ciclo giorno/notte. Non dimentichiamo che è un ambiente ostile, in cui ogni area sembra nascondere una minaccia pronta ad attaccarci, e nel gameplay mostrato a questo E3 2018 tutto ciò viene comunicato perfettamente, con i Javelin in missione chiamati a schivare creature di ogni tipo durante l'esplorazione.

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In Anthem saranno disponibili quattro classi e anche la personalizzazione delle stesse potrebbe stupirci.

Sulle classi disponibili è stato dato ulteriore spazio, ed apprendiamo che saranno quattro: Ranger, Colossus, Interceptor e Storm. Ognuna di esse rappresenta un diverso approccio al gameplay: da quello più equilibrato e incentrato sullo scontro singolo per il Ranger, alla distruzione su larga scala per l'imponente Colossus. Quando si è in team è possibile sfruttare le caratteristiche uniche di ogni classe per sopravvivere alle ondate nemiche, e nel nuovo gameplay pubblicato si notano perfettamente delle combinazioni tra Javelin: ad esempio se un personaggio congela un gruppo di creature, l'altro può liberare nell'aria uno sciame di missili per far piazza pulita. Possiamo solo immaginare tutti i possibili mix sfruttabili in battaglia da un team di quattro giocatori.

Si intuisce quindi che Anthem darà un'ottima libertà di manovra a tutti i cacciatori spaziali, e per quel che riguarda la struttura delle missioni è stato solo affermato che non si tratta né di un MMO, né di un classico single player, piuttosto di un esperienza continua che può esser portata avanti da soli o in compagnia. La scelta di BioWare è quella di creare un mondo così vasto e profondo da rappresentare una fucina di storie senza fine, in cui l'approccio sarà libero e senza barriere. Sullo sfondo abbiamo una resistenza umana in un ambiente ostile, in cui le difese potrebbero cedere da un momento all'altro, e la chiave per sopravvivere è rappresentata da individui coraggiosi che si lanciano contro l'ignoto.

Sono stati promessi inoltre aggiornamenti continui con nuovi contenuti ed oggetti, ed è qui che BioWare ha tranquillizzato i suoi fan: non sono previste loot box di sorta, e le microtransazioni sono relegate ai soli oggetti estetici. Le esotute potranno esser modificate in svariati modi, esprimendo la volontà degli sviluppatori, ossia di farci "vivere" l'avventura curando ogni aspetto del nostro alter ego.

Fatte queste premesse non resta che raccontare la demo di Anthem che abbiamo potuto vedere una volta terminata la rassegna dell'EA Play, che per l'occasione si è tenuta in un booth allestito nel posteggio del Palladium, luogo in cui ha avuto luogo la presentazione. Dopo circa venti minuti di fila, ad attenderci abbiamo trovato purtroppo solamente un hands-off, il che vuol dire che abbiamo potuto guardare lo staff di BioWare giocare una missione, senza poter mettere le nostre mani su Anthem.

Col gioco in uscita il 22 febbraio era lecito attendersi qualcosa in più, visto tra l'altro che verificare la bontà del 'gunplay' sarebbe stata una delle cose più importanti nel valutare un software che va a scontrarsi frontalmente con Destiny. Ma in fin dei conti il lancio di EA sarà ugualmente potente sotto il profilo mediatico anche così, e mostrarlo in un secondo momento alla stampa in un evento ad hoc, permetterà al colosso americano di far passare Anthem una volta di più sotto le luci della ribalta.

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Il mondo di gioco di Anthem sprigionerà ostilità da tutti i pori.

La prima cosa che abbiamo visto sono state le enormi zampe meccaniche di un veicolo quadrupede, un AT-AT preso di peso dall'universo di Star Wars, che però in Anthem fungerà apparentemente da nostra base operativa. Al suo interno, ad attenderci, oltre ad alcuni NPC, ci sarà la cosa più importante di tutte, ossia la tuta da Colossus da indossare prima di scendere in battaglia.

Una volta trasformatici in degli Iron Man in variante Hulkbuster, ecco giungere il momento della selezione della missione, di nome Scars and Villany, esattamente come accade in Destiny. Prima, però, con un menu oggettivamente più intuitivo di quello del gioco di Bungie, è stato possibile scegliere se invitare in party i propri amici, altri giocatori presenti nell'area, oppure se procedere in solitaria.

Ovviamente a dare una mano al Colossus protagonista sono arrivati altri membri di BioWare. Uno era un altro Colossus ma con un loadout diverso, ossia dotato di lanciafiamme; un altro era un Ranger, che è sembrato ricordare l'Hunter di Destiny (ma ovviamente è difficile dirlo con sicurezza senza provare il gioco di persona), mentre più avanti è arrivato uno Storm, molto simile allo Stregone sempre di Destiny, e capace di sfruttare i suoi poteri elementali.

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Il gioco di squadra sarà fondamentale nell'economia di Anthem.

Tutti i personaggi erano di livello 30, ma non è stato precisato se si tratti o meno del cap del gioco. Qualche suggestione l'ha procurata anche il diverso loadout del Colossus di cui sopra, perché non è stato precisato se a cambiare erano solamente le due armi disponibili (non tre, come in Destiny) o invece le abilità speciali legate all'utilizzo dei tasti dorsali. Certo è che anche in Anthem, premendoli entrambi sarà possibile attivare una Special, che nel caso del Colossus è stato un devastante attacco missilistico. Ci sono immancabilmente anche gli attacchi corpo a corpo, che nel caso però del Colossus si traducono in un potente pugno a terra capace di causare danni ad area ai nemici.

Nel recarci in volo al punto d'inizio della missione, siamo passati come nella demo dell'EA Play davanti a un gigante che abbiamo scoperto chiamarsi Ancient Guardian, e che sarà un world event del gioco. Il fatto che il dimostratore abbia preferito passare oltre, affermando che diversamente ci avrebbe spazzati via, potrebbe rispondere indirettamente ai quesiti che ci siamo appena posti sul level cap, ma le ragioni della nostra eventuale sconfitta potrebbero anche essere legate alla qualità dell'equipaggiamento.

Dal momento in cui siamo entrati in acqua, abbiamo assistito sostanzialmente a quanto già visto dal palco dell'EA Play. È stato quindi possibile ammirare il Colossus usare lo scudo per passare attraverso un campo minato, e l'utilizzo di questa protezione pare molto interessante per le ripercussioni possibili sul gameplay. Così com'è stato interessante vedere apparire sulla testa dei nemici la scritta COMBO dopo che il Colossus ha concatenato un attacco AoE con quello dello Storm. Il gioco di squadra potrebbe quindi acquisire sfumature più profonde rispetto a Destiny, qualora questa meccanica venisse approfondita a dovere.

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Le quattro classi sembrano già essere ben differenziate.

Combattimento dopo combattimento siamo così arrivati alla reliquia da silenziare, un elemento molto interessante in chiave narrativa, dato che questi artefatti sono stati abbandonati dallo Shaper, il misterioso demiurgo che giocherà un ruolo molto importante nella lore di Anthem. Chi sia, dove sia scomparso e perché abbia disseminato il mondo di reliquie è tutto da scoprirsi, così come l'origine dei misteriosi nemici che ci troveremo ad affrontare mentre dovremo recuperare sei echi d'energia per concludere la prima parte della missione.

Un Legendary Defender nemico richiederà giusto qualche attenzione in più, ma è solo scendendo nel ventre del pianeta, in una sezione à la Starship Troopers che le nostre abilità verranno messe a dura prova. Ad attenderci troveremo infatti uno Swarm Tyrant, l'insettaccio sotto steroidi che s'intravvedeva alla fine del filmato di presentazione del gioco. Si tratta di un vero e proprio boss finale, anche se le meccaniche proposte sono parse davvero semplici: prima si mira alle sacche che ne ricoprono il corpo, poi si fanno fuori le ondate di minion che appaiono quando il Tyrant batte apparentemente in ritirata, quindi ci si concentra nuovamente sul boss tornato per sferrare l'attacco finale.

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Il pianeta alieno su cui è ambientato Anthem sembra già essere uno dei protagonisti del gioco.

In conclusione, quello che abbiamo potuto vedere di Anthem ci ha indubbiamente incuriosito e convinto. Incuriosito, perché ci sono molti interrogativi ai quali vorremmo venisse data una risposta, cosa che probabilmente accadrà dopo il primo hands-on. E, inutile girarci attorno, il 'gunplay' sarà uno dei più importanti da chiarire.

Il rischio di proporre un clone di Destiny era dietro l'angolo, ma le differenze paiono già da ora visibili. I Javelin, questo il nome dei protagonisti di Anthem, si muovono più lentamente rispetto ai Guardiani di Destiny. E il Colossus sul quale era incentrata la demo è parso procedere più con la lentezza di un mech di Heavy Gear (Activision, 1997: chi se lo ricorda?) che non con la velocità di un Titano. Resta giusto l'incognita delle classi Ranger e Storm, che abbiamo solo potuto vedere come comprimarie, oltre che ovviamente dell'Interceptor, ma nel complesso Anthem pare avere un altro passo rispetto a Destiny. Anche a livello commerciale, visto che sarà disponibile da subito per PC, e che sarà probabilmente il titolo di punta Origin Access Premium, il nuovo Netflix dei videogiochi di EA, al quale dedicheremo presto un approfondimento.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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