Confermando un leak spuntato in rete alcuni giorni fa, Epic Games ha confermato che la versione Android di Fortnite non sfrutterà Google Play come piattaforma di distribuzione. Al contrario gli utenti scaricheranno un programma per l'installazione dal sito di Epic e installeranno direttamente il gioco bypassando completamente lo store di Google. "L'obiettivo di Epic è quello di portare i propri giochi direttamente agli utenti. Crediamo che i giocatori trarranno benefici da una competizione tra fonti di software diverse su Android", afferma Tim Sweeney. "La competizione tra servizi garantisce ampio spazio di scelta per i consumatori e permette al migliore di avere successo in base al merito".

La situazione è in un certo senso simile al modo in cui Fortnite funziona su PC, dove Epic ha preso la decisione di bypassare Steam e proporre il gioco attraverso il proprio launcher e il proprio sistema basato su account. Per mostrarci come funziona la procedura di installazione Epic Games ci ha inviato un Samsung Galaxy S9+ con accesso a una speciale area stampa del sito di Epic (area che sospettiamo possa essere la fonte del recente leak) dove potevamo scaricare e installare il gioco.

La procedura di installazione è relativamente indolore anche se leggermente più complicata rispetto all'utilizzo di Google Play. L'installer è scaricato come un file APK standard che quando avviato avvisa gli utenti di modificare le impostazioni di sicurezza (solo per quel file) in modo da permettere l'installazione del gioco completo. C'è una procedura simile che richiede di regolare i permessi una volta lanciato il gioco per la prima volta ma dopo questo processo il titolo si trova sullo smartphone e si apre esattamente come qualsiasi gioco standard scaricabile da Google Play. Nella settimana in cui abbiamo avuto Fortnite installato sull'S9+ il gioco è stato aggiornato e ha ricevuto delle patch senza problemi quando si avviava il titolo e il tutto senza che fossero richiesti ulteriori modifiche alle impostazioni di sicurezza.

Il bypassare la visibilità, l'esposizione e qualsiasi sistema di sicurezza possa offrire Google Play è qualcosa di raro ma come sottolinea Tim Sweeney nel Q&A che trovate poco sotto, Epic crede che la tassa dello store del 30% che Google ottiene non rifletta il suo contributo nella creazione e nel mantenimento del gioco che, a essere onesti, è minimo. Dalla prospettiva di Sweeney, Epic sta trattando Android come la piattaforma aperta che effettivamente è, esattamente come fa con PC e Mac. Sweeney afferma apertamente che se Epic avesse potuto usare questo approccio per la pubblicazione su iOS lo avrebbe fatto. L'ecosistema di Apple è però totalmente chiuso e ciò significa che non c'era altra scelta che utilizzare l'iTunes App Store, in maniera simile a ciò che succede su console.

La versione Android di Fortnite non può ancora essere svelata per ora ma la versione iOS dimostra efficacemente quanto un porting mobile possa avvicinarsi addirittura all'esperienza console top di gamma.

L'importanza di Fortnite è tale che dubitiamo che gli utenti Android possano avere molte difficoltà nello scaricare e installare il gioco. In ogni caso dal nostro punto di vista Epic ha un compito significativo tra le mani che coincide con l'assicurarsi che gli utenti scarichino l'APK ufficiale dal sito ufficiale. La nostra preoccupazione risiede nel fatto che i giocatori possano finire per scaricare un APK altrove piuttosto che da Epic e in questo scenario potrebbero permettere l'installazione di software malevolo sul proprio smartphone, un fatto ovviamente molto negativo.

Al di là di questo, non installare da Google Play non ha essenzialmente alcun impatto tecnico sul gioco vero e proprio. Epic ha pieno accesso alle capacità del vostro smartphone, che il gioco venga installato attraverso Google Play o meno. Abbiamo installato e giocato a Fortnite ma i dettagli sull'esperienza di gioco vera e propria al momento rimangono sotto embargo. La compagnia ha anche deciso di non parlare in dettaglio dei dispositivi supportati con l'unico indizio che arriva da Tim Sweeney che ha parlato di un generico "smartphone Android recente e di fascia alta" necessario per far girare il gioco.

Queste parole confermano un leak di dispositivi supportati che era stato ottenuto dal sito di Epic e che rivelava il Samsung Galaxy S7 come requisito base. Si tratta di un dispositivo vecchio 2 anni e mezzo che ai tempi era uno dei migliori sulla piazza e che fornisce un'idea della quantità limitata di dispositivi su cui Fortnite sarà giocabile.

Avremo altri contenuti sul porting Android di Fortnite a breve ma nel frattempo ecco tutti i commenti di Tim Sweeney all'interno del Q&A fornitoci da Epic.

Il lavoro svolto da Epic sulla versione Switch di Fortnite offre un'altra affascinante occhiata al modo in cui Epic riesce a far girare il proprio estremamente popolare titolo su un chipset mobile.

Perché non affidarsi semplicemente agli store già esistenti piuttosto che rendere le cose più difficili per i giocatori?

Sulle piattaforme aperte come PC, Mac e Android l'obiettivo di Epic è quello di portare i propri giochi direttamente ai consumatori. Crediamo che i giocatori beneficeranno dalla competizione tra fonti di software diverse all'interno del panorama Android. La competizione tra servizi garantisce ai consumatori parecchie possibilità di scelta e fornisce ai migliori la possibilità di avere successo in base ai propri meriti.

È semplicemente un modo per conservare il 30% che Google avrebbe ottenuto nel caso in cui il gioco si trovasse sul PlayStore?

Evitare la "tassa dello store" del 30% è una parte della motivazione di Epic. Si tratta di un costo alto in un mondo in cui il 70% ottenuto dagli sviluppatori deve coprire tutti i costi di sviluppo, quelli operativi e quelli per il supporto dei giochi. È sproporzionato rispetto al costo dei servizi che questi store propongono, cose come l'elaborazione dei pagamenti, la larghezza di banda per i download e il servizio clienti. Siamo intimamente famigliari con questi costi grazie all'esperienza che abbiamo sviluppato operando direttamente con i consumatori per la versione PC a Mac di Fortnite.

Qual è il ruolo di Google in tutto questo?

Google ha costruito Android come una piattaforma aperta al di sopra del kernel di Linux e altro software open-source, e Android 8.0 "Oreo" migliora notevolmente la sicurezza e la facilità di utilizzo dell'OS in quanto piattaforma aperta. Epic Games in quanto sviluppatrice di Fortnite e dell'Unreal Engine è grata per il lavoro di Google e e non vede l'ora di continuare la collaborazione con loro per migliorare ulteriormente Google come piattaforma aperta dedicata a un gaming mobile che abbia una qualità al livello delle console.

Se aveste potuto farlo su iOS lo avreste fatto?

Sì.

Ci sono una serie di truffe legate a Fortnite e a elle APK Android. La strategia di pubblicazione di Epic mette a rischio gli utenti dato che potrebbero non essere in grado di capire la differenza tra il gioco vero e proprio e i fasulli?

Le piattaforme aperte sono un'espressione della libertà: la liberà degli utenti di installare il software che vogliono e la libertà degli sviluppatori di pubblicare software nel modo che desiderano. Con quella libertà ci sono anche responsabilità. Dovreste analizzare con attenzione la fonte del software che state installando e installare solo da fonti di cui vi fidate.

I giocatori si sono dimostrati in grado di adottare pratiche sicure da questo punto di vista e il gaming ha prosperato su una piattaforma aperta come il PC attraverso diverse fonti tra cui Steam, Battle.net, Riot Games, Good old Games, ed EpicGames.com. Siamo fiduciosi del fatto che Android riuscirà a fare lo stesso.

Fatto ancora più importante i sistemi operativi mobile propongono una sicurezza basata su permessi sempre più solida fornendo agli utenti la capacità di scegliere ciò che ogni app ha il permesso di fare: salvare file, accedere al microfono, accedere ai contatti. Dal nostro punto di vista questo è il modo in cui tutti i computer e gli smartphone dovrebbero fornire sicurezza piuttosto che affidare tutto a un monopolio, un app store come giudice del software che gli utenti hanno il permesso di fare proprio.

Questa decisione non complica il processo di acquisizione del gioco? La maggior parte degli utenti, considerando quanto sia diventato mainstream Fortnite, cercheranno semplicemente il gioco sullo store piuttosto che pensare di ottenere il gioco in un altro modo.

Una volta che sarà online Fortnite sarà facilmente individuabile attraverso una semplice ricerca su Google, Bing, o DuckDuckGo, proprio come accade su PC e Mac.

Come vi assicurerete del fatto che il launcher sia intuitivo per i più giovani o per coloro che non hanno famigliarità con i giochi o con i launcher separati da Android?

È piuttosto semplice. Il download attraverso epicgames.com installa un'icona di Fortnite che è utilizzata per lanciare e aggiornare il gioco.

Ovviamente tutto questo non era possibile su iOS dato lo stretto controllo di Apple sul proprio ecosistema. Perché pensate che Google lasci questa libertà nelle mani degli sviluppatori?

Google è una delle aziende leader quando si tratta di supportare le piattaforme aperte, per esempio è uno dei principali contributori del kernel open-source di Linux che è il cuore della piattaforma Android. Penso che siano spinti dalla stessa etica che dimostriamo in Epic fornendo l'intero codice sorgente dell'Unreal Engine 4 agli sviluppatori. L'apertura crea interesse, ecosistemi che prosperano in cui tutti possono innovare senza dover chiedere il permesso. Windows, Android, Mac, Unreal Engine, Linux e altri progetti dimostrano che una compagnia può aprire il proprio ecosistema e portare avanti un business comunque profittevole e di successo.

Qual è il vantaggio per Epic Games?

Due cose.

Prima di tutto Epic vuole avere una relazione diretta con gli utenti su tutte le piattaforme dove questo sia possibile. La cosa fantastica di internet e della rivoluzione digitale è il fatto che questo aspetto ora è possibile grazie al fatto che i negozi fisici, gli intermediari e i distributori non sono più necessari.

In secondo luogo siamo motivati dall'efficienza economica. Il 30% di tassa per l'utilizzo dello store è un costo molto alto per un mondo in cui il 70% in mano agli sviluppatori deve coprire tutto il costo dello sviluppo, del funzionamento e del supporto dei giochi. C'è un fondamento logico per quanto avviene su console, dove c'è un enorme investimento a livello hardware, spesso venduto sotto costo e campagne marketing in partnership con i publisher. Sulle piattaforme aperte tuttavia, il 30% non è proporzionato al costo dei servizi di cui si occupano questi store, servizi come gestione dei pagamenti, larghezza di banda per il download e servizio clienti. Siamo intimamente famigliari con questi costi grazie alla nostra esperienza diretta con i consumatori delle versioni PC e Mac di Fortnite.

Android ha un numero di utenti maggiore rispetto ad iOS, per questo motivo quale vi aspettate che sia l'aumento generale di pubblico per Fortnite?

Le nostre aspettative per il 2018 sono modeste perché Fortnite richiede uno smartphone Android recente e di fascia alta. Questa versione porta su Android l'intera esperienza del gioco disponibile su PC e console. Dei circa 2,500,000,000 dispositivi Android stimiamo che 250,000,000 siano in grado di supportare Fortnite.

Come state preparando i vostri server e la vostra tecnologia per gestire il flusso di nuovi utenti?

Stiamo svolgendo diversi lavori di ottimizzazione e stiamo anche traendo benefici dalla fantastica infrastruttura di servizi cloud di Amazon, Google e altri.

La pubblicazione di Fortnite su Android rende il gioco disponibile su tutte le piattaforme. Qual è il prossimo passo? Qual è la priorità?

Il team sta lavorando duramente per far evolvere il gioco sulla base del fantastico feedback della community.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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