Resident Evil 4 - recensione

Non c'è pace per l'agente Kennedy.

Si ama alla follia o si odia con tutte le proprie forze. Non ci sono mezze misure quando si parla di Resident Evil 4. Ancora oggi quando si apre una discussione su quale sia il miglior capitolo della serie di sempre, l'ultima opera Capcom di Shinji Mikami appare nella Top 3 o viene totalmente snobbata.

Chi vi scrive ritiene il gioco uno dei migliori di sempre, la normale evoluzione di una saga che già allora doveva sganciarsi dalle sue radici di gameplay. Lo svecchiamento è stato quasi perfetto e ha dato vita non solo ad una nuova era per la serie ma anche ad innumerevoli tentativi d'imitazione.

L'abbandono dei classici zombie, l'addio alla maledetta Umbrella, il cambio totale di setting ma soprattutto una virata pesante verso l'azione pura. Mikami voleva staccarsi dai vecchi capitoli e mantenne la promessa, ma le sue scelte attirarono su Resident Evil 4 fiumi di discussioni e articoli.

Ancora oggi si discute addirittura se meriti di essere inserito nella timeline ufficiale, ma le parole volano e i fatti restano. Fatevi un giro su Twitch e troverete ancora decine di streamer che tentano di battere record di velocità riuscendo a fare numeri da circo. È una visione che vi consigliamo caldamente, anche per capire quanto importante sia stato questo titolo per l'evoluzione non solo della saga ma dell'intero mondo dei videogiochi.

Dal suo esordio su GameCube ad oggi, Resident Evil 4 è stato convertito su una miriade di piattaforme. Quasi tutte le versioni uscite erano migliori della precedente e in molti casi, vedi quella per Nintendo Wii, si è assistito ad un evoluzione del gameplay originale con l'aggiunta di caratteristiche che sfruttavano l'hardware di riferimento. L'arrivo su Switch rappresenta forse l'ultimo salto, quello su una piattaforma ibrida che consente di giocare per la prima volta questo titolo ovunque si voglia... una conquista non da poco, ma a che prezzo?

Non ci riferiamo (solo) ai 30 euro richiesti per l'acquisto di questa versione. Volevamo semplicemente dire che il passaggio su Switch non è avvenuto senza qualche compromesso, che ha intaccato solo in minima parte la sublime giocabilità del titolo originale. Visto sul piccolo schermo della console, Resident Evil 4 è una meraviglia che solo 4/5 anni era difficile da immaginare, ma... esatto, ci sono 2 o 3 "ma". Il primo è condivisibile con gli altri due titoli della serie appena usciti sulla console Nintendo e riguarda i caricamenti, eccessivamente lunghi anche se lievemente più rapidi rispetto a Rebirth e Zero.

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Riuscire a mirare al meglio tenendo premuti i “dorsalini” dei JoyCon non è la cosa più semplice al mondo.

Il secondo riguarda invece il sistema di controllo, che soffre lo spessore risicato dei dorsali dei due JoyCon e necessita di un periodo di assimilazione. L'originale, ricorderete, era stato pensato per un controller con un solo stick analogico e la transizione su console che ne posseggono due non è stata del tutto indolore. È possibile fortunatamente scegliere tra vari set-up di tasti, tra i quali troverete sicuramente la combinazione più comoda per il vostro stile. Volendo, è bene ricordarlo, potete comunque utilizzare un controller GameCube, ne esistono di tutti i colori realizzati appositamente per Switch.

L'ultimo è purtroppo anche il più doloroso e riguarda risoluzione e fluidità. Il problema non è particolarmente evidente quando si gioca in modalità portatile, che scalando la complessità poligonali fila via senza troppi problemi, ma una volta inserita la console nel suo dock sono purtroppo riscontrabili alcuni cali di frame rate. Nulla di particolarmente irritante, come dicevamo in precedenza l'esperienza generale non viene compromessa, ma si sarebbero potuti e dovuti evitare.

Questa ennesima edizione include ovviamente tutti i contenuti già presenti nelle versioni HD Remaster uscite in precedenza, incluso il contenuto aggiuntivo Separate Ways e la modalità Mercenari che allungano non di poco la già notevole longevità del gioco base.

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Le texture in modalità portatile non dimostrano l'età che hanno, ma sparate su uno schermo più grande il lifting perde vigore.

Tutto questo, come accennavamo all'inizio, è per la prima volta usufruibile "on the go", in tutte le modalità che Switch consente quando non è in modalità docked. Non male, ma c'è sempre quella vocina dietro l'orecchio che ci ricorda che lo stesso gioco su altre piattaforme è disponibile per pochi spiccioli.

7 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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