Gamescom 2019: Need for Speed Heat - prova

EA guida sul sicuro.

Quel costante saliscendi di alti e bassi che sono le vite umane, vale anche per le aziende. Non a caso, si rifletterà, l'ordinamento parla di persone fisiche e persone giuridiche. Ma pur sempre persone.

Electronic Arts è un ottimo esempio di una persona (giuridica) la cui vita è un ottovolante. Amata dal pubblico (ma parliamo di molto tempo fa), poi odiata. Azienda capace di tramutare in oro ciò che toccava, e ora con sulla coscienza non solo franchise ma anche blasonati team di sviluppo.

Ma non solo: EA molti anni fa era capace di estrarre dal cilindro anche una trentina di titoli l'anno, ora invece, quantomeno qui in Europa, è un'azienda legata a doppio filo a FIFA e alla modalità FUT. Così tanto remunerativa, quest'ultima, da fare sembrare accettabile il rischio di poggiare un colosso su una sola gamba.

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Il logo del gioco fa molto Miami Vice.

Ci sono però alcune licenze che tornano ciclicamente nel portafoglio titoli di EA, e che possono quanto meno variare la dieta. E insieme ai vari Battlefield e Battlefront, quest'anno c'è anche Need for Speed Heat, recentemente annunciato con un trailer molto anni '80, in cui campeggia un logo che pare fare il verso a quello di Miami Vice.

Il racing game di cui ci apprestiamo a scrivere è opera ancora una volta dei Ghost Games. Il gioco, dichiara EA, "approfondisce ed espande tutto ciò che i fan di Need for Speed amano: massima personalizzazione, autentica cultura automobilistica urbana e una trama avvincente che coinvolgente".

Need for Speed Heat porterà i gamer più corsaioli a Palm City, un'area open world "nella quale di giorno i giocatori competono nelle Speedhunters Showdown, competizioni autorizzate dove guadagnano crediti per personalizzare e migliorare il proprio garage di auto ad alte prestazioni. Di notte, invece, rischiano il tutto per tutto per costruire la propria reputazione in gare clandestine, mentre una task force di poliziotti corrotti si aggira per le strade, pronti a braccare i corridori e a rubare tutti i loro guadagni". L'obiettivo, come sempre, sarà costruire un team col quale riempire il proprio garage di auto da sogno e scorrazzare liberamente e a tutta velocità per le strade di Palm City.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole ma d'altronde parliamo di una serie che ha esordito 25 anni fa, nel lontano 1994, e che con questa dovrebbe essere giunta alla sue 26esima iterazione (se non abbiamo contato male). Difficile insomma reinventare la ruota dopo tutti questi anni e sarebbe anche ingiusto chiedere a EA di stravolgere una serie basata su ottani, tuning, rivalità e inseguimenti con la polizia.

Riley Cooper, il creative director di questo episodio, afferma però che possiamo tenere alte le nostre aspettative su NFS Heat. Nel comunicato stampa di annuncio ha infatti dichiarato di aver ascoltato il feedback dei fan dopo Need for Speed Payback: "Stiamo offrendo più opzioni che mai ai giocatori", ha dichiarato Cooper. "I nostri fan sono stati chiari sul fatto che volevano più auto, più personalizzazione e più sfide, e abbiamo rivisto ogni aspetto. Dallo stile del personaggio alle prestazioni delle auto fino allo stile di guida, alimenteremo la creatività di tutti con questo nuovo episodio".

Ovviamente queste sono le classiche dichiarazioni da comunicato stampa e c'era un solo modo per capire se verranno o meno attese. Provare il gioco. Ed è inutile dire che l'occasione per farlo ci è giunta con la Gamescom di Colonia, visto che Need for Speed Heat era esibito nel booth di Electronic Arts. Purtroppo, però, la demo a nostra disposizione ci ha permesso di provare solamente due corse, davvero poco per trarre dei bilanci.

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Le atmosfere notturne sono sempre molto affascinanti.

Dopo una sezione iniziale di customizzazione, non solo della macchina ma anche del pilota, entrambe curatissime (abbiamo creato con pochi tocchi un avatar di colore, vestito in tuta e con indosso una maschera da hockey alla Venerdì 13), è stato il momento di scendere in pista.

E qui, la prima osservazione: Need for Speed Heat si guida esattamente come Payback, con la macchina molto incline alla derapata sterzando con insistenza, il freno a mano per curvare con ancora più decisione, e le solite bombole di NOS per accelerazioni brucianti.

Se la prima gara, sul meglio dei due giri, non ci ha rivelato grosse sorprese, la seconda ha visto l'ingresso della polizia, che ci ha complicato non poco la vita. Se in corsa le macchine alle nostre costole erano due, una volta tagliato il traguardo sono arrivate a essere 7, con un inseguimento degno di GTA che ha visto sopraggiungere anche un Rhino (un furgone corazzato) e un elicottero. Purtroppo non siamo riusciti a scappare alle forze dell'ordine, che dopo una serie cospicua di speronamenti, hanno distrutto la nostra Mercedes SLR portano a conclusione la demo.

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EA ha promesso di non inserire microtransazioni nel gioco.

Demo che senza uno straccio di cutscene è risultata del tutto decontestualizzata, non permettendoci così di capire nulla della trama. L'unica cosa che è balzata all'occhio è stata un'eccessiva distruttibilità dei livelli, che se possibile accentua la già marcata impronta arcade della serie. In Heat, infatti, i lampioni vengono giù come fuscelli mentre le barriere New Jersey a bordo pista vedono il calcestruzzo sbriciolarsi come fosse sabbia al minimo contatto, risultando in rallentamenti marginali. A beneficiarne è senz'altro l'azione, furiosa, incessante e che non conosce mai interruzioni. A risentirne però è l'immedesimazione, perché stando a quanto visto qui a Colonia, il prossimo Need for Speed si fa fin troppo beffe della fisica.

In conclusione, una nota a margine. Forse nel tentativo di recuperare un consenso uscito pesantemente ridimensionato dal disastro mediatico (e non solo) di Star Wars Battlefront 2, EA ha dichiarato che in NFS Heat saranno assenti microtransazioni e loot box. Ad affermarlo è stato il community manager, che in un post su Reddit ha dichiarato che queste meccaniche non verranno inserite.

Le ragioni dietro una scelta di questo genere potrebbero essere molteplici, ma in fin dei conti quel che c'interessa è il risultato finale. Forse qualcosa sta realmente cambiando e la speranza è che anche NFS Heat ci stupisca positivamente dopo una demo, quella della Gamescom, apparsa piuttosto convenzionale.

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