Red Dead Redemption

Rockstar ci ha invitati a galoppare nel selvaggio West.

Vediamo un po', dove eravamo rimasti? Ci eravamo lasciati poco più di un mese fa con una succosa preview di quello che è di fatto uno dei titoli più promettenti del 2010, nonché certamente il fiore all'occhiello della line-up di Rockstar Games per la ricchissima stagione a venire.

Vi avevo parlato delle eccezionali ambizioni della casa di GTA di proporre nientemeno che un nuovo paradigma nel panorama dei free-roaming, rimanendo non indifferente dinnanzi all'innato carisma di un gioco dall'atmosfera western palpabile e tremendamente affascinante.

Ora, a qualche settimana di distanza (anche se il tempo effettivo è leggermente maggiore, contando che la build su cui si concentrava l'articolo scorso risaliva a ottobre, mentre quella su cui si basa l'hands-on che state leggendo in questo momento è datata metà dicembre), è finalmente giunto il momento di prendere il pad in mano e giocare, accompagnando in prima persona l'ex fuorilegge John Marston nella sua avventura di frontiera.

Il play-test ha avuto ancora una volta luogo nella desertica cornice di Nuevo Paraiso, arida landa che per paesaggio e colori richiama più che da vicino il New Mexico, e 3 sono state le missioni presentatemi per l'occasione.

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Non possono ovviamente mancare i duelli in un gioco western che si rispetti...

Nella prima (giocata a onor del vero dal simpaticissimo addetto Rockstar), Marston appariva sorprendentemente schierato dalla parte dei messicani, al servizio di un viscido burocrate chiamato De Santa (braccio destro dell'uomo al potere in quel di Nuevo Paraiso, ovvero il Colonnello Allende). Al comando di un manipolo di agguerriti uomini l'obiettivo era di neutralizzare un nutrito gruppo di ribelli, stanziati in un fortino strategicamente arroccato su un'altura.

Una quest lineare ma gustosamente ‘shooterosa’, per un'intensa sparatoria di una ventina di minuti tra canyon, rovine e accampamenti vari, con i ribelli risoluti nel mantenere le loro posizioni (anche se non esattamente impeccabili in termini di IA e reattività, ma c'è da sperare che tutto venga sistemato prima della release) e Marston e soci pronti a farsi largo usando le maniere forti.

A prescindere dalla qualità delle animazioni e dalla bellezza delle location (l'attacco è scattato all'imbrunire, con un fantastico sole calante che ammantava d'arancio ogni cosa), è stato comunque confortante prendere atto dei convincenti passi avanti fatti da Rockstar in termini di performance grafiche, con il framerate decisamente più stabile anche con una dozzina di personaggi a schermo.

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