Resident Evil 4 VR Recensione: Gli orrori di Capcom in realtà virtuale

Las Plagas non ha mai fatto così paura.

Il genere horror conquista e affascina in ogni sua forma, da quella cinematografica fino a quella videoludica, con molti appassionati pronti a sobbalzare sulla sedia nelle scene di suspence e puro terrore.

Era dunque lecito aspettarsi che la realtà virtuale si fiondasse in questo campo, l'unica in grado di dare quel qualcosa in più a titoli già fonte di ansia e paura. Farlo con un visore sulla testa crea una sensazione ancora più claustrofobica, alimentando tensione e angoscia, sensazioni che gli amanti del genere ricercano in ogni prodotto per provare emozioni forti.

Oculus dal canto suo sfoggia una libreria che ha cercato i favori di questo pubblico, puntando fin dai suoi esordi ad esempio su The Walking Dead, titolo che nonostante tutto è riuscito a farsi notare, forte di una produzione ad alto budget rispetto ad altri giochi con ambizioni e livelli tecnici più ridotti.

Fino ad adesso è infatti mancato un vero e proprio punto di riferimento in VR, capace di canalizzare l'interesse e l'attenzione su di un genere che, sulla carta, si sposa perfettamente con l'immersività che la realtà virtuale è in grado di offrire. Eccoci qui allora a parlarvi di uno scontato ma essenziale nuovo arrivo nella libreria Facebook: Resident Evil 4.

La serie di Capcom non ha certo bisogno di presentazioni, essendo conosciuta in tutto il mondo e in tutte le salse possibili, dai videogiochi su console e PC come Resident Evil Village ai film con protagonista Milla Jovovich. Ora, su Oculus Quest 2, è possibile assaporare le atmosfere di uno dei capitoli più simbolici delle serie, Resident Evil, che 4 ci ha terrorizzato e al tempo stesso divertito.

È necessario però fare una premessa prima di sviscerare come si comporti il prodotto di Capcom su VR, ricordando che questa trasposizione attinge le sue basi da un gioco di un passato non troppo recente. Resident Evil 4 arrivò nell'ormai lontano 2005, e nonostante un eccellente lavoro di ottimizzazione per rendere godibile il gioco con piena libertà dei movimenti e interazione, il livello grafico non poteva essere certo all'avanguardia.

I 16 anni sulle spalle si notano e si sentono chiaramente ma dobbiamo essere onesti nel dire che questo aspetto non ci ha disturbato, creando invece un mix di emozioni che un totale rifacimento avrebbe spazzato via, assieme a piacevoli e terrificanti ricordi dei primi anni 2000. Resident Evil 4 non è affatto cambiato, riproponendosi fedelmente alla sua forma originale, ovviamente con una giocabilità completamente nuova, mettendoci fisicamente in prima persona a combattere per la nostra sopravvivenza.

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L'atmosfera dell'originale Resident Evil 4 prende vita e ci immerge in questo cupo capitolo riemerso dai fasti dei primi anni 2000.

Come detto all'inizio di questo articolo, e non ci stancheremo mai di dirlo, immergersi nelle atmosfere di Resident Evil 4, letteralmente armi alla mano, ha contribuito a rendere ancora più speciale questo gioco, aggiungendo all'originale la nuova modalità Mercenari e una storia breve che segue le vicende di Ada.

Uno dei punti di forza di questo nuovo adattamento, oltre alla più che riuscita modifica dei sistemi di comando per adattarsi alla realtà virtuale, è la scarica di adrenalina nel vedere le orde di infetti riversarsi sulle strade pronte a farci a pezzi. In questi momenti concitati è facile trovarsi nel panico, sbagliare a ricaricare l'arma e sentirsi davvero in pericolo, ed è proprio tutto ciò a rendere Resident Evil 4, al netto degli anni sulle spalle, una delle esperienze assolutamente da provare per i possessori di Oculus Quest 2.

Capcom e Facebook hanno puntato sull'ultimo arrivato della famiglia di visori, sfruttando al massimo la versatilità e la libertà di movimento che offre senza doverci per forza inchiodare a un PC, collegandoci via cavo. Resident Evil 4 è stato confezionato per girare senza la necessità della potenza del computer, lasciando il carico del lavoro al piccolo ma potente processore del Quest 2, un punto a favore rispetto ad altri prodotti che rimangono ancorati a configurazioni di schede grafiche e processori molto spesso proibitive.

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La realtà virtuale e l'ottima prestazione di Oculus Quest 2 riescono a regalare un'esperienza immersiva.

Ma nel campo della realtà virtuale ci sono ancora dei limiti evidenti a sottolineare che questo settore ha ancora bisogno di un lavoro di perfezionamento per poter rendere al suo meglio. Alcune parti del gioco fanno faville come, ad esempio, la missione iniziale che ci vede impegnati a combattere il gigante nella piazza principale; altre invece mostrano il fianco con un livello tecnico ancora acerbo, offrendo una libertà con le ali tarpate. Gli oggetti con cui interagire sono ben pochi e non c'è spazio per l'improvvisazione, tenendoci su binari ben saldi che limitano l'esplorazione e la nostra curiosità.

Armi alla mano però Resident Evil 4 riesce a far dimenticare la sua età ed i suoi limiti, immergendoci in scontri adrenalinici in grado di divertirci e spaventarci allo stesso tempo. Impugnare le armi, lanciare granate e scappare da orde di infetti non è mai stato così appagante, dando a questo capitolo una marcia in più rispetto allo statico gioco su console comodamente giocato sul divano o ad una scrivania.

Certo, per adesso siamo costretti a qualche rinuncia, e anche la trasposizione dell'opera di Capcom mostra il fianco ad una tecnica ancora acerba della realtà virtuale che preclude la presenza di cutscene e Quick Time event come nell'originale.

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Dobbiamo riconoscere che vedere il Gigante pronto a farci a pezzi ci ha messo non poca paura, creando anche episodi esilaranti con la ricarica delle armi.

Questo non toglie merito ad un lavoro davvero ben concepito, con un'ottima precisione nel riconoscimento dei movimenti e l'assenza di una qualsiasi input lag nei comandi.

Non resta dunque che augurarci che tutto ciò dia coraggio a Capcom per portare su Oculus Quest altri capitoli della celebre saga o sproni altre case produttrici a mettersi in gioco, così da rendere sempre migliore l'esperienza in realtà virtuale.

7 /10

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