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Sony può davvero lanciare una PlayStation 5 nel 2018? - articolo

Il Digital Foundry discute delle opzioni hardware disponibili per una PlayStation next-gen e la sua relativa potenza.

Sony potrebbe lanciare la sua PlayStation di prossima generazione nel 2018? Questo è quanto ha affermato Damian Thong, analista di Maquarie Capital Securities, poi riportato in un articolo del Wall Street Journal. Ma questa è la tempistica giusta per rimpiazzare PlayStation 4? E che tipo di hardware potrebbe plausibilmente offrire Sony il prossimo anno?

Prima di tutto, vale la pena sottolineare che Thong è noto per le sue predizioni su PS4 Slim e PS4 pro, fattore che lo rende una fonte affidabile. Comunque, uno sguardo attento all'archivio delle news di Google non sembra mostrare alcuna previsione circa la PS4 Pro, antecedente all'esclusiva iniziale di Kotaku della Playstation 4.5. Bisogna anche dire che la predizione di Thong è tutt'altro che una novità: è uscito allo stesso modo riguardo a un probabile lancio di PlayStation 5 lo scorso settembre . Ha profetizzato l'arrivo della PS4 Slim? Sembra di sì ma è anche vero che Sony ha prodotto versioni fisicamente più piccole delle sue console a ogni generazione precedente. Detto ciò, il suo CV indubbiamente appare di primo livello e chiaramente lui sa ciò di cui parla.

Possiamo dare un pizzico di credibilità in più alla speculazione per il fatto che abbiamo parlato lo scorso anno con il lead architect del sistema PlayStation, Mark Cerny, occasione in cui si è dimostrato categorico nell'affermare che PS4 Pro non fosse una console next-gen, e condividendo con noi i suoi criteri per definire una nuova generazione di console. I lavori di progettazione iniziano anni prima (quelli per PS4 sono iniziati nel 2008), quindi possiamo affermare con sicurezza che queste sue parole sono state spese con la consapevolezza che la PlayStation di prossima generazione è in cantiere, anche se un lancio nel 2018 sembra inverosimile.

"Ogni nuova generazione porta con sé un serie di nuove capacità: le CPU, le GPU e via dicendo, ma anche nuovi controller e nuovi tipi di dispositivi di visualizzazione. Se tornate agli anni '70, era il TV color. Quello era il nuovo dispositivo di visualizzazione", ci ha detto Cerny. "Queste capacità sbloccano un nuovo potenziale per i tipi di giochi che possono essere creati. Per esempio, la maggiore potenza della CPU potrà non sembrare un 'game-changer', ma in realtà permette una migliore IA per i nemici, più nemici su schermo, una migliore simulazione del mondo di gioco e tutta una serie di altre evoluzioni dell'esperienza per l'utente."

Un'analisi tecnica approfondita di Horizon Zero Dawn, principalmente indirizzata alla modalità 4K su PS4 Pro. Quando giochi come questi spingono i limiti tecnici nel 2017, c'è la sensazione che questa generazione abbia ancora altro da offrire.

Ma questo tipo d'innovazione arriva ad un prezzo. Passare a una nuova generazione di console pone di fatto un gigantesco reset nello sviluppo di giochi, senza contare l'impatto sulle prospettive di guadagno dell'industria, che deve fare i conti con un difficile periodo di transizione cross-generazionale.

"Il rovescio della medaglia del nuovo potenziale è che i game designer, da cui noi dipendiamo per creare le esperienze in grado di incontrare le sempre crescenti aspettative dei giocatori, devono adattarsi ai nuovi strumenti di sviluppo e alle nuove tecnologie che forniamo. Questo è sicuramente un punto di rottura, è positivo per il fatto che permette di creare quel tipo di passi avanti nelle esperienze di gioco ma ha indubbiamente un costo correlato."

Tornando a quella conversazione, Cerny ha elencato quello che secondo lui è necessario perché una console rappresenti una nuova generazione. Ha discusso del passaggio a una nuova architettura per la CPU (restare su x86 è una possibilità, anche se questo pone problemi di compatibilità con i giochi PS4 esistenti), potenza grafica incrementata, una quantità notevolmente maggiore di memoria, le unità IO necessarie, e lo storage necessario per ospitare questi nuovi giochi avanzati.

Ma per farla breve, stando ai criteri che ha elencato, la nuova PlayStation è tecnicamente realizzabile nel 2018? In teoria, sì. Ma la console risultante garantirebbe il balzo generazionale che lui descrive sopra? Questo è un aspetto meno chiaro. In un'altra occasione, Cerny ha sentenziato che una console da 8 teraflop è richiesta per il gaming 4K nativo, e questo è un aspetto interessante perché una tale macchina potrebbe essere realizzata per un lancio nel tardo 2018. Ma la questione rimane piuttosto se questo sia o meno abbastanza per avviare una nuova generazione di console. Giochi a risoluzione maggiore non costituiscono le "esperienze superiori" che Cerny associa all'hardware next-gen.

Ma vediamo come potrebbe essere una console fattibile partendo dai componenti. Prima di tutto, il problema dell'architettura CPU può essere risolto abbastanza facilmente: AMD ha lanciato i suoi nuovi processori Ryzen ed una versione di questa linea può essere riproposta per realizzare una sua APU all-in-one, il che implica che la tecnologia di base (una versione di Ryzen integrata con una GPU Radeon tutto in un unico chip) quasi certamente arriverà nel breve termine.

Una console next-gen richiede un balzo generazionale nella tecnologia della CPU. Su questo punto almeno, il sentiero è abbastanza chiaro: AMD Ryzen, in versione ridotta di core e frequenze di clock inferiori rispetto alla versione desktop, arriverà su console

Un singolo modulo AMD Ryzen CCX dotato di quattro core fisici e otto thread sarebbe una buona scelta per una console e a parità di clock rappresenterebbe un balzo generazionale rispetto ai core Jaguar che si trovano sulle attuali console. Le APU Ryzen destinate al mercato PC desktop sono attese più avanti nel corso dell'anno, quindi la teoria di un chip semi-custom basato sulla stessa architettura in arrivo entro un anno non sembra così inverosimile.

Il prossimo punto è la configurazione della GPU, che è legata a doppio filo col processo tecnologico che verrebbe scelto per la PlayStation di prossima generazione. Realisticamente, una console nel 2018 utilizzerebbe ancora la tecnologia 16nm FinFET di TSMC, lo stesso usato su PS4 Pro e Project Scorpio. Più sarà grande la componente grafica del chip e più potente sarà, ma questo renderebbe il chip più grosso e quindi più difficile e costoso da produrre. PS4 pro raggiunge i 4,2 teraflop con un processore che occupa una superficie di 310-320mm2. Scorpio invece occupa 360mm2 ma utilizza un'innovativa tecnologia che incrementa le velocità di clock per raggiungere i suoi 6 teraflop.

Un processore per PlayStation 5 può permettersi di essere più grande ma non molto più di quello di Scorpio, se si rimane sul nodo 16nm FinFet. La GPU da 8 teraflop indicata da Mark Cerny sembra il limite realistico per un processore console sotto queste condizioni. Il problema in questo caso è che rappresenterebbe solo un fattore di potenza 4,2x rispetto alla PS4 base e di appena 1,9x rispetto a PS4 Pro.

Un passaggio alla più efficiente e innovativa tecnologia Vega di AMD con le suddette ottimizzazioni di Sony, assieme al ritorno in versione migliorata del checkerboarding, consentirebbe a una GPU da 8 teraflop di essere ospitata senza problemi all'interno del sistema, ma saremmo davvero di fronte a una tecnologia rivoluzionaria degna di una nuova generazione di console? Storicamente, un salto generazionale nella potenza delle console è stato definito come un miglioramento di un fattore da 6x a 8x in aggiunta ai miglioramenti portati dall'innovazione tecnologica. La ragione per cui stiamo avendo questi upgrade mid-gen è proprio perché questo livello di avanzamento (per non parlare della frequenza di clock dei nuovi processori) sta rallentando.

Durante il nostro briefing, Cerny ha solo specificato una 'quantità notevolmente maggiore' di memoria come requisito per la PlayStation next-gen, ma ci si chiede quanta RAM sia davvero necessaria per un sistema che statisticamente dovrebbe durare per circa cinque anni. Microsoft ha puntato su 12GB semplicemente per far girare i giochi odierni a risoluzione 4K. Un vero salto generazionale non richiede solamente più memoria, ma anche che essa stessa sia molto più veloce. La memoria HBM, che impila i moduli verticalmente ottenendo enormi incrementi nella larghezza di banda, sembra la soluzione più ovvia ma è al momento una tecnologia d'elite molto costosa, e lo sarà verosimilmente anche nel 2018 e oltre. In questo caso, fornire un grosso upgrade nella quantità e nel larghezza di banda della memoria sembra un'innovazione assolutamente necessaria, ma appare insostenibile su entrambi i fronti per una console in uscita il prossimo anno a prezzi concorrenziali.

Assumendo che Sony si affidi ancora ad AMD per il processore della sua PlayStation 5, questa roadmap delle GPU vi fornisce un'idea del modo in cui la tecnologia della grafica Radeon si evolverà nei prossimi anni. Elementi di Vega sono già stati impiegati su PlayStation 4 Pro.

C'è pure la questione dello storage. Gli hard disk da 1TB montati su Pro e Scorpio sembrano già sottodimensionati, ma oltre a questo c'è il problema della larghezza di banda. I tempi di caricamento per questa generazione di console sono già eccessivamente lunghi in parecchi casi, e forse siamo di fronte alla situazione in cui gli hard disk da 2,5 pollici da laptop hanno già fatto il loro corso. Microsoft non ci ha voluto rivelare come ha fatto a ottenere il 50 percento in più di bandwidth dalla soluzione di archiviazione scelta per Project Scorpio, ma abbiamo notato che c'erano degli hard disk Seagate nei prototipi che abbiamo visto, lasciandoci pensare che sia stata adottata una soluzione ad hoc o anche una soluzione ibrida HDD/SSD, tra i modelli del drive Seagate Firecuda che abbiamo recentemente recensito. Il vero salto generazionale arriverà coi dischi a stato solido, ma al momento una combinazione di dischi a stato solido e storage da (1TB+) è ancora troppo costosa.

La chiave per realizzare una console che rappresenti un enorme upgrade, consiste nella disponibilità della nuova tecnologia dei microprocessori, o più semplicemente, in un nuovo processo produttivo che consenta di piazzare un numero maggiore di transistor nella stessa superficie di silicio. Il produttore di chip TSMC (che produce tutte le attuali APU) ha in programma nuove tecnologie a 10nm e 7nm che rimpiazzeranno quella attuale a 16nm. Il processo a 10nm sta debuttando adesso nel settore mobile, ma non ci sono indicazioni sul fatto che sarà impiegato o meno nei chip per console (dopo tutto, i 20nm si sono dimostrati inadatti per qualsiasi prodotto al di fuori del settore mobile). Dovremmo guardare ai componenti per il mercato PC, dove la fonderia sta andando avanti rispetto ai processi a 16nm e 14nm (questo articolo di Anandtech ci mostra lo stato attuale della nuova tecnologia di produzione). Nvidia ha rivelato in questi giorni l'esistenza di un nuovo nodo TSMC a 12nm per Volta, le sue GPU di prossima generazione che nonostante il nome scelto rappresenti una versione evoluta del processo attuale a 16nm.

Ovviamente ci sono altre opzioni per Sony, ma taglierebbero la continuità con l'attuale generazione PlayStation 4, rendendo la retrocompatibilità estremamente complicata. Nvidia potrebbe senza dubbio fornire un suo processore basato sull'attuale processo 16nm/'12nm', ma ciò implicherebbe la transizione dai core x86 a quelli ARM per la CPU. L'agguerrita rivale di AMD è capace di fornire un'efficienza energetica maggiore ed un'area di utilizzo del processore più alta (il processore Gp106 della GTX 1060 è il 14% più piccolo del Polaris 10 della Radeon RX 580) e stiamo già assistendo ad alcuni vantaggi fenomenali garantiti dall'adizione della tecnologia grafica Nvidia con Nintendo Switch.

Tuttavia, Nvidia non licenzia così facilmente la sua tecnologia grafica come AMD, ed il supporto x86 è stato accolto molto favorevolmente dagli sviluppatori (e questo è qualcosa che Nvidia non può garantire). Ritornare al setup a doppio chip CPU/GPU come quello di PlayStation 3, con i due componenti forniti da due diversi rivenditori, sembra estremamente improbabile al punto in cui siamo. Un incremento di performance grazie a un chip più efficiente fornito da Nvidia è un idea plausibile, ma è difficile immaginare che questo finisca per dare vita alle "esperienze rivoluzionarie" degne di una console next-gen. Per come stanno le cose, AMD sembra il parnter più probabile per una possibile PlayStation 5 al momento.

Project Scorpio rappresenta la migliore console che può essere lanciata nel 2017, ed il suo scopo primario è di far girare i titoli attuali a 4K. PS5 dovrebbe fornire la stessa risoluzione ma anche un salto generazionale nel gameplay con un solo anno di scarto. Si tratta di un obiettivo arduo.

Da ultimo, una console nel 2018 è fattibile, e rappresenterebbe un upgrade considerevole rispetto alla PlayStation 4 standard, ma i confronti con PS4 Pro o Scorpio sarebbero certamente meno impressionanti, specialmente quando i display 4K saranno il target principale, visto che assorbiranno gran parte della potenza extra che una tale macchina sarebbe in grado di offrire. Una PlayStation 5 nel 2018 trarrebbe vantaggio dall'ultima architettura CPU di AMD, ed una GPU che benefici di cinque anni di miglioramenti nella tecnologia Radeon, senza contare un boost di 4x nella capacità di calcolo. Potrebbe essere dotata di più memoria ma la larghezza di banda rimarrebbe un problema. I videogiochi più grossi potrebbero essere forniti su un supporto Blu-Ray UHD, mentre un drive ibrido HDD/SSD potrebbe velocizzare lo storage.

Sarebbe una buona macchina ma è difficile credere che resetti il paradigma. Inoltre, con PS4 che sta avendo ancora così tanto da offrire ed i consumatori, gli sviluppatori ed i publisher che hanno investito tanto in essa, la teoria che PS5 possa arrivare tra 18 mesi sembra improbabile, quasi non benvenuta. Il più grosso punto interrogativo in un simile progetto sarebbe il livello di customizzazione che Sony introdurrebbe nel silicio; abbiamo assistito a grandi, grandissimi guadagni da PS4 Pro grazie al suo approccio, rendendo possibili esperienze come Horizon Zero Dawn, un gioco che sembra che girare su un hardware dotato del doppio della potenza. D'altro canto quello che Microsoft promette di offrire con Project Scorpio sembra eccedere ciò che ci si aspetta da un hardware liscio di AMD da 6 teraflop. Il modo in cui questo si tradurrà nel software finale rimane però da verificare.

In conclusione, le potenziali fondamenta tecnologiche per una macchina capace di far compiere un salto generazionale rispetto alla PS4 base ci sono, ma ci vorrà tempo perché le varie componenti per assemblarla diventino finanziariamente sostenibili per realizzare un prodotto da vendere alle masse. I giochi continuano a migliorare tecnologicamente anno dopo anno, e il desiderio di giochi per questa generazione è ancora forte.

Ma ci piace quello che Mark Cerny ci ha detto, ovvero che Sony crede che il tradizionale salto generazionale non verrà abbandonato, che è salutare e che funge da catalizzatore nella rottura dei limiti tecnologici dei giochi a cui giochiamo. In netto contrasto con la visione di Microsoft che abbraccia un approccio più evolutivo, ma allo stesso tempo la visione del team di Xbox potrebbe essere più realistica considerando il modo in cui sta rallentando il progresso tecnologico. Quest'anno sarà tutto incentrato sullo scontro tra PS4 Pro e Project Scorpio, ma ciò che accadrà quando arriverà la prossima ondata di console sarà sicuramente affascinante.

A proposito dell'autore
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Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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