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FIFA 11

Un nuovo capolavoro in arrivo?

Il franchise di FIFA domina ormai da anni il panorama videoludico-calcistico e l’annuncio relativo a FIFA 11 è stato ovviamente accolto, tanto dalla critica quanto dal pubblico, con grande entusiasmo. La domanda a cui dare una risposta è però solo una: EA riuscirà a confermarsi regina delle simulazioni calcistiche anche quest’anno, o il successo ottenuto fino ad oggi farà assopire la sua voglia di spingersi oltre i propri limiti?

Purtroppo, almeno per il momento, non sembra possibile dare una risposta a questa domanda e questo soprattutto se si considerano le principali innovazioni annunciate dagli sviluppatori: Personality+ e Pro Passing, due sistemi volti a enfatizzare ed esaltare i punti forti e deboli di ogni giocatore, oltre al loro aspetto estetico, in maniera molto più significativa rispetto al passato. Basteranno?

Passiamo ad analizzare queste due ambiziose feature nel dettaglio. Personality+, come suggerisce lo stesso nome, darà all’esperienza di gioco maggiore personalità. Come? Semplice: tutti gli attributi, anche quelli apparentemente superflui, andranno a modificare le prestazioni, le movenze e le capacità dei singoli atleti come mai prima d’ora, evidenziando dunque le loro naturali differenze in maniera davvero realistica e credibile.

Vi è mai capitato di riuscire a dribblare due o tre giocatori avversari con un tipico stopper “scarpone”? O di fare interventi difensivi alla Baresi con un attaccante che, nella realtà, non è neanche capace di fare una scivolata? Se siete assidui giocatori di un qualsiasi FIFA uscito negli ultimi anni, la risposta a queste domande sarà sicuramente positiva, ma non disperate, perché in FIFA 11 tutto questo non sarà più possibile.

I giocatori offensivi evidenzieranno dunque una maggior propensione per i dribbling, un miglior controllo di palla e scarse, scarsissime capacità difensive, mentre i mediani, o più semplicemente i difensori, avranno serie difficoltà nello smarcare anche un solo giocatore.

Il Personality+ andrà ovviamente a influenzare anche i portieri e ciò vuol dire che le prestazioni di ogni estremo difensore varieranno sia in base alle sue specifiche capacità, sia in base alla sua età. Insomma, se i risultati dovessero essere quelli auspicati, tutto questo si tradurrà dunque in un’esperienza molto più realistica e coinvolgente di quanto già non fosse quella offerta dai precedenti capitoli della serie.

Come prevedibile tale sistema avrà effetti significativi anche sull’altra principale feature del prodotto, ovvero il Pro Passing. Dimenticatevi di poter arrivare in porta con rapidi uno-due senza che il vostro avversario abbia il tempo di capire le vostre intenzioni, perché il frustrante effetto “ping-pong” che abbiamo imparato a conoscere (e odiare) negli ultimi anni, sarà quasi del tutto eliminato; oltre a una barra di potenza non proprio semplicissima da padroneggiare, la costruzione delle azioni sarà infatti complicata da un maggior margine di errore per ciò che concerne l’esecuzione dei passaggi.