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Homefront

L'America ha bisogno di noi!

Siamo in un futuro non troppo distante. Un futuro, come spesso accade nei videogiochi, martoriato dalle guerre e dalla follia umana. Siamo nel 2027 e la Corea del Nord ha invaso gli Stati Uniti. Il mondo si prepara ad una crisi senza precedenti ed è sull'orlo del baratro.

La trama di Homefront è decisamente originale e sembra uscita dalla mente di Tom Clancy. Ancora una volta ci troveremo di fronte a minacce terroristiche e attacchi al potere, ma stavolta non ci sarà Sam Fisher o la squadra Ghost a salvare la situazione. Stavolta sarà diverso.

Nel corso della prima fase di questa presentazione i responsabili THQ hanno mostrato lo scenario generale del gioco, ma hanno spiegato che Homefront avrà una trama molto più articolata e piena di colpi di scena. Non sarà, insomma, il solito sparatutto a sfondo militare. Certo, la premessa è quella dell'invasione di un paese da parte di un altro, ma non siamo di fronte ad una rielaborazione del nazismo e della seconda guerra mondiale.

Sembra una tranquilla scena campagnola, ma qualcosa sta per succedere e non sarà gradevole.

Non aspettatevi quindi un novello Hitler con gli occhi a mandorla. Il motivo di questa invasione va cercato prima di tutto nella storica rivalità tra queste due nazioni, ma nello specifico, anche in una congiuntura favorevole al paese orientale. La Corea del Nord ha conosciuto uno sviluppo senza pari, proprio mentre gli Stati Uniti sono sprofondati in una crisi nera. Il team di sviluppo ha dato fondo a tutta la propria fantasia ma, sceneggiatura a parte, quello che ci interessa capire è se il gioco merita la nostra attenzione o è destinato a perdersi nella marea di titoli che verranno presentati tra poche ore a Los Angeles.

Homefront è sviluppato dal team Kaos Studios, che alcuni di voi ricorderanno per Frontlines: Fuel of War. Fa parte della nuova line-up THQ, una compagnia che d'ora in poi privilegerà la qualità rispetto alla quantità. Il piano è di realizzare pochi giochi nel corso dell'anno, ma tutti di altissimo livello. Con Homefront THQ punta ad avere il proprio Call of Duty. A giudicare da quello che abbiamo visto, i due giochi sono piuttosto diversi ma hanno dei punti in comune.

Ovviamente ciò che ci è stato mostrato è solo un'assaggio del gioco completo, ma è bastato per capire che Homefront è una produzione di alto livello. Fondamentalmente è uno sparatutto classico, ma non mancheranno sezioni in cui saremo alla guida di carrarmati ed elicotteri, come ci ha svelato uno del team.

L'elicottero che vedete é probabilmente uno dei mezzi che potremo controllare nel corso del gioco.

Se vi è piaciuto il confronto con Call of Duty, eccone altri due che potrebbero stuzzicare la vostra curiosità e farvi capire qualcosa in più su Homefront. Che ne dite di Metro 2033 e Half-Life 2? In entrambi questi titoli l'ambientazione racconta la storia del gioco almeno quanto i filmati d'intermezzo. La storia di luoghi che hanno subito una profonda trasformazione: devastato il primo, invaso il secondo. In Homefront si respira un'atmosfera simile: le cianfrusaglie e l'immondizia ai lati della strada, che alcuni sopravvissuti chiamano ormai casa, un generatore collegato ad una bicicletta e una capra che brulica sul retro di una casa...

Non si vedono pattuglie dell'esercito che difendono le strade o gruppi di prigionieri ammassati dentro campi di prigionia coreani, ma non c'è alcun dubbio: l'America è caduta! Lo si capisce da come vivono i pochi scampati alle battaglie, non hanno più speranze. "Non è esattamente il futuro che avremmo voluto", dice ad un certo punto un personaggio di nome Boone, "ma almeno siamo vivi e liberi".

Scene come questa daranno tempo ai giocatori di prendere fiato dall'azione vera e propria, ma serviranno anche per immergerli ancora di più nell'atmosfera contraddittoria di Homefront. Non sarà raro, ad esempio, incontrare piccole fattorie in cui gli adulti lavorano i campi mentre i bambini giocano... flash di vita quotidiana che si contrappongono alla guerra.

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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