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Nintendo è 'distruttiva' verso la storia del videogioco. La Video Game History Foundation spara a zero

Una forte critica a Nintendo per via della chiusura degli eShop su Wii U e 3DS.

Nintendo ha annunciato che fermerà la possibilità di effettuare acquisti digitali su 3DS e Wii U a partire dal prossimo mese, che difatti impedirà a circa 1000 giochi esclusivi per tali console non disponibili all'infuori della versione digitale di essere acquistati in qualunque modo. La Video Game History Foundation ha accusato la compagnia di non assicurarsi che tali giochi vengano preservati nel modo giusto, e di essere "distruttiva" nei confronti della storia del videogioco.

L'associazione capisce che ci sono scelte di mercato dietro questa decisione, ma si chiede (pubblicamente) "cosa Nintendo si aspetti facciano i suoi fan qualora volessero giocare quei giochi in futuro". Oltre ad incoraggiare Nintendo e i suoi partner ad offrire metodi alternativi di reperibilità, il fondatore della VGHF Frank Cifaldi ha incoraggiato i giocatori ad effettuare jailbreak sulle loro console - come fece tempo addietro, quando la questione riguardava Playstation 3.

"L'industria non offrirà mai un supporto totale sul catalogo di videogiochi e il nostro governo federale sta rendendo impossibile l'accesso anche alle sole librerie. Nessuno salverà la storia dei videogiochi se non noi: questo non cambierà mai". Un credo certamente romantico.

La produzione di Nintendo 3DS è stata fermata nel 2020, e in nove anni di onorata carriera è arrivata ai 75 milioni di pezzi venduti. Lo stesso non si può dire di Wii U, con appena 13,5 milioni di unità piazzate in cinque anni, la quantità di tempo che ci è voluta per fermare la sua produzione, nel 2017.

Fonte: VGC

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Andrea Sergnese

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