Se clicchi sul link ed completi l'acquisto potremmo ricevere una commissione. Leggi la nostra policy editoriale.

Prince of Persia: le Sabbie Dimenticate

Il passato è sempre la chiave del successo?

Nel corso di questa generazione abbiamo assistito alla semplificazione talvolta fin troppo eccessiva di molti franchise, resi più accessibili nella speranza di attrarre una fetta di pubblico sempre maggiore. Come dimostrato dall’ultimo Prince of Persia, però, questa non è certo la chiave del successo. Gli scarsi risultati in termini di vendite di quel capitolo hanno infatti spinto i ragazzi di Ubisoft a tornare sui propri passi, realizzando un sequel che in grado di riproporre quella complessa e a tratti frustrante struttura tanto cara a tutti gli appassionati.

Le Sabbie Dimenticate riuscirà a risollevare le sorti di questo amatissimo franchise? A giudicare dalla nostra recente analisi di una build preview del prodotto, la situazione non è purtroppo così rosea come avremmo sperato. Il netto ritorno alle origini sarà senz’altro un’ottima notizia per chiunque fosse rimasto deluso dall’ultima incarnazione del franchise, ciononostante non possiamo ancora dirci del tutto soddisfatti.

Sul fronte del gameplay, almeno per ciò che concerne l’esplorazione, il titolo non si discosta molto dal suo predecessore (pur proponendo enigmi nettamente più complessi), mentre sotto il profilo degli scontri, i cambiamenti sono più che evidenti.

Con la potenza dell'acqua potrete scagliare potenti onde di ghiaccio verso i vostri nemici.

I combattimenti non sono infatti semplici uno contro uno ma, al contrario, mettono il protagonista di fronte a innumerevoli nemici, costringendolo a sfruttare non solo le sue spiccate abilità di combattimento corpo a corpo, ma anche i suoi straordinari poteri elementali.

Considerando la quantità media di avversari da affrontare, solitamente superiori a 5, è poi una fortuna che il protagonista goda di un’agilità fuori dal comune, in grado di fargli schivare senza troppi sforzi gli eventuali attacchi di qualche nemico troppo “invadente”. Lo schema di controllo è molto semplice e intuitivo: i tasti quadrato (o X) e triangolo (o Y) sono usati per attaccare rispettivamente con la spada e con i calci, cerchio (o B), è legato alle schivate/scivolate, utilissime per sfuggire agli attacchi nemici, R2 (o RT) fa sì che il personaggio corra sui muri, e infine X (o A) permette di saltare. Quest’ultima azione, imprescindibile durante le fasi di esplorazione, si rivela utilissima anche nei combattimenti dove, abbinandola agli attacchi diretti, dà la possibilità di esibirsi in spettacolari finisher o potenti attacchi aerei.

Per quanto riguarda la difficoltà media degli scontri, sembra che gli sviluppatori abbiano puntato più sulla quantità che sulla qualità, e ciò vuol dire che salvo colpi di scena non vi ritroverete di fronte nemici dotati di un’IA sopraffina. Gli unici, potenziali problemi sono infatti rappresentati dalla quantità di avversari da affrontare simultaneamente che, nonostante la loro scarsa intelligenza, potrebbero comunque riuscire a sorprendervi con qualche spadata (in fin dei conti prevedere gli attacchi di 5-6 nemici durante una mischia, non è certo una cosa proprio semplicissima).

Prince of Persia: le Sabbie Dimenticate.

Lo stesso non può però essere detto per le battaglie coi boss dove, insieme ai banali avversari di cui abbiamo parlato fin’ora, vi sarà anche il supercattivo di turno. In questi frangenti sopravvivere sarà tutt’altro che una passeggiata e di conseguenza dovrete fare ricorso a tutte le vostre abilità (riflessi in primis) per riuscire a trionfare. All’apparenza si tratta dunque di una difficoltà complessiva davvero poco bilanciata, con uno stacco troppo netto tra le due “tipologie” di scontro.

A proposito dell'autore
Avatar di Davide Persiani

Davide Persiani

Contributor

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

Commenti