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Qualità e quantità per EA

Lo dice John Riccitiello.

John Riccitiello, CEO di Electronic Arts, ha espresso la volontà di guidare il publisher costruendo ottimi giochi anziché pensare esclusivamente ai guadagni. Alla domanda della Academy of Interactive Arts & Sciences riguardo all’aspetto per cui vorrebbe essere ricordato, Riccitiello ha affermato: “Una delle mie più grandi convinzioni riguardo ai videogames è che la nostra forma d’arte oggi stia per essere riconosciuta come pari alle migliori pellicole hollywoodiane. Voglio aiutare le altre persone a capire ciò”.

“Credo anche che non ci sia conflitto tra grande creatività e il raggiungimento di un ottimo profitto, penso che le due cose vadano a braccetto. Piuttosto che cercare di lavorare sulla mia eredità, voglio lavorare per dimostrare che entrambe queste questioni sono vere e assistere compiaciuto un giorno quando tali concetti saranno interpretati come un luogo comune”. Quando gli è stato chiesto come la sua attività sia considerata, ha ammesso: “molto del nostro successo sarà misurato con la calcolatrice” ma ha poi aggiunto “c’è anche molta qualità all’interno della nostra industria. Si possono creare giochi dei quali possiamo essere fieri. Spingersi al limite”.

EA ha cercato di intraprendere alcune strade per liberarsi dalla sua reputazione di publisher che si occupa solo di produrre seguiti per i suoi brand storici o di prodotti di seconda fascia e proprio dall’avvento di Riccitiello sono stati lanciati nuovi prodotti come Mirror’s Edge, Spore, Dead Space, Army of Two e Boom Blox, oltre ad aggiornamenti rilevanti per franchise come Burnout, FIFA e Tiger Woods. Peraltro il publisher ha recentemente annunciato piani per una riduzione della sua forza lavoro a livello mondiale del 10%, in seguito agli ultimi risultati finanziari non particolarmente incoraggianti.

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