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UFC 2009 Undisputed

Il realismo applicato al picchiaduro.

Ricordo molto bene la prima volta che ho avuto a che fare con l’UFC: Youtube non esisteva miei giovani amici e anche l’ADSL era più rara di una suora ad uno strip show. Un mio amico si fece prestare una cassetta da un tizio che gli aveva parlato di questi “violentissimi combattimenti, roba mai vista!!”

Dopo averli visti capii due cose: che dal corpo umano, prima di star male, può uscire più sangue di quello che pensavo e che, nonostante Street Fighter, il sumo non se la cavava molto bene contro le altre arti marziali. Da quel giorno non sentii parlare dell’UFC fino all’avvento dei filmati in streaming e, per quanto ne so, la lega era ad un passo da chiudere i battenti finché non è stata trasformata in una specie di reality a base di omoni sudati dal pessimo carattere.

A livello di dettaglio UFC non ha nulla da invidiare ai titoli sportivi di EA, per esempio

Immaginate Saranno Famosi, ma coi guantoni ed il sangue. Oggi lo show The Ultimate Fighter è alla settima stagione e miete ascolti come grano maturo e sarà sicuramente un ottimo trampolino di lancio per UFC 2009 Undisputed, il primo gioco sull’UFC dopo quattro anni, nonchè primo tentativo di THQ in questa lega. (Ubisoft e Crave ci avevano già provato con risultati non proprio da dieci e lode). Anche se debuttante, THQ non è certo un publisher novellino quando si parla di gente che vuol farsi del male: WWE è una delle galline dalle uova d’oro di THQ con le sue 6 milioni di copie e saranno gli autori di questa stampante di soldi, lo Studio Yuke, a cimentarsi con la realizzazione di UFC 2009 Undisputed.

Con un engine creato apposta, il totale appoggio della UFC ed il pedigree di tutto rispetto dello Studio Yuke, THQ sembra pronta a far salire sul ring un titolo che sia realistico ma anche divertente da giocare, e sarebbe l’ora perché, salvo rare eccezioni, i titoli di lotta “realistici” tendono ad essere delle noie mortali condite da animazioni legnose. Poco tempo fa il titolo è stato presentato a Las Vegas con il doveroso contorno di dichiarazioni roboanti: “Sappiamo bene che il nostro primo titolo faceva schifo” ha detto il presidente della UFC Dana White “sappiamo che molti fan sono rimasti delusi, ma abbiamo cercato le persone giuste per creare un titolo che facesse dimenticare il passato, questo sarà il miglior gioco di lotta mai pubblicato". Quando si dice “profilo basso”.

Rattopparsi la faccia nell'UFC è fondamentale per non vedersi dare la sconfitta per le trope ferite.

Anche Keith Kirby, a capo del team di sviluppo, non ha potuto fare a meno di pompare l’hype sottolineando che “Questo marchio ha un altissimo potenziale, da quando abbiamo annunciato che stavamo lavorando su questo titolo ci sono arrivate richieste da un sacco di gente del settore, persone che avevano lavorato su Fight Night, Call of Duty, Spider Man, NBA Live, Tony Hawk e molti altri”. Io non oso immaginare che gioco di lotta verrebbe fuori se combinassimo tutti questi titoli ma sarei curioso di vederlo. Ed anche se le precedenti esperienze dello Studio Yuke con gli uomini in pantaloncini sono sbandierate come marchio di qualità (anche se l’ultimo WWE SmackDown vs Raw 2008 non si è comportato proprio benissimo), Kirby ed il suo team hanno posto grande enfasi sul fatto che UFC Undisputed non sarà un titolo di wrestling sotto mentite spoglie.

“Siamo partiti da zero, tutto quello che vedrete è stato creato apposto per questo gioco fin dalla prima riga di codice”. E dalla prima riga di codice siamo ormai alle sessioni di motion capture, che hanno avuto come protagonisti le due macchine per uccidere travestite da uomini che rispondono al nome di Forrest Griffin e Quinton "Rampage" Jackson.

Da quello che abbiamo potuto vedere siamo già ad un buon punto, le somiglianze ed i dettagli sono al pari della maggior parte dei titoli sportivi che potete trovare oggi sugli scaffali. Gli amanti dei numeri saranno felici di sapere che ogni lottatore è composto da 30.000 poligoni, anche se non li ho contati, e che saranno disponibili 80 lottatori divisi per le cinque categorie di peso (tra gli altri: Chuck Liddell, BJ Penn, Anderson Silva, Ben Saunders, Jon Koppenhaver, Clay Guida, Cheick Kongo e Martin Kampmann).

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Lorenzo Fantoni

Contributor

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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