Outriders - prova

Alla volta di Enoch per scoprire un nuovo mondo e... noi stessi!

Il genere dei loot shooter, negli ultimi anni, sta vivendo il suo periodo di massimo splendore. L'arrivo di giochi come Destiny, Warframe, Borderlands o The Division, ha dato nuova linfa vitale a questo particolare mix caratterizzato dall'azione frenetica tipica degli sparatutto e da una profonda personalizzazione del nostro alter-ego virtuale.

La presenza di centinaia di armi ed equipaggiamenti differenti, infatti, garantisce una notevole stratificazione dell'esperienza, aprendo le porte alla possibilità di adattare completamente il gioco alle esigenze del giocatore.

Il travolgente successo delle IP sopracitate (che al giorno d'oggi possono vantare delle community nutritissime di appassionati), ha convinto i più grandi publisher dell'industria ad investire in progetti basati su questo tipo di formula, partorendo titoli sempre più interessanti e sfaccettati. È il caso di Outriders, la nuova fatica di People Can Fly e Square Enix che promette di reinterpretare i canoni del genere traducendoli in un'esperienza ibrida tra shooter cooperativo ed RPG.

Nelle scorse settimane abbiamo partecipato all'evento di presentazione del gioco in streaming e abbiamo potuto testare con mano le qualità del titolo in una sessione di gameplay di circa due ore. Prima di raccontarvi le nostre sensazioni, però, è bene fare un passo indietro e spendere qualche parola in più sulla storia dello sviluppatore.

Lo studio di People Can Fly è stato fondato in Polonia nel lontano 2002 e, dopo aver prodotto il suo titolo di esordio, il leggendario Painkiller, la sua storia si è legata a doppia mandata a quella di Epic Games divenendone addirittura una sussidiaria per un breve periodo. Assieme al team di Tim Sweeney e soci, infatti, lo sviluppatore polacco ha lavorato sul brand di Gears of War realizzando lo spin-off Judgment, collaborando alla creazione del secondo e terzo episodio e occupandosi del porting del primo capitolo su PC.

In aggiunta a questo, però, People Can Fly ha anche partecipato alla creazione di Fortnite: Save the World e ha regalato al mondo uno degli sparatutto più divertenti e colpevolmente sottovalutati di tutti i tempi: Bulletstorm. Insomma, si tratta di un curriculum di tutto rispetto nel campo degli shooter su PC e console che ha alimentato a dismisura il nostro interesse verso questo nuovo progetto. Saranno riusciti a superare le nostre già alte aspettative? Scopriamolo insieme!

La storia di Outriders è semplice, lineare e piuttosto interessante seppur non esattamente inedita. Un gruppo di avventurieri parte alla scoperta dello spazio profondo in cerca di un nuovo pianeta inviolato da colonizzare per dare una nuova speranza al genere umano, ormai al tracollo sulla Terra.

Dopo una serie di ricerche, viene individuato il pianeta Enoch, l'unico ad avere tutte le carte in regola per ospitare la vita grazie a svariate condizioni favorevoli alla proliferazione degli esseri umani. Durante le prime operazioni di esplorazione, tuttavia, una sorta di segnale alieno capta l'attenzione dell'equipaggio che decide di indagare sulla fonte di quel misterioso impulso elettromagnetico.

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Il sistema di combattimento parte dalla base di altri shooter di successo ma ne reinterpreta molti dei canoni tipici secondo una visione personale.

Ben presto, i nostri Outriders si troveranno nel bel mezzo di una tempesta energetica nota con il nome di 'Anomalia' che avrà conseguenze disastrose sui membri della spedizione. In cerca di una via di fuga, i pochi superstiti si ritirano nella nave spaziale con cui hanno raggiunto Enoch e si sottopongono ad una rapida procedura per tornare nel sonno criogenico, nella speranza di non essere annientati dalla furia dell'Anomalia.

Dopo trent'anni, però, qualcosa spezza il loro riposo e i nostri esploratori si ritrovano in un mondo radicalmente modificato dall'influenza della tempesta: la superficie del pianeta è stata completamente terraformata, l'avanzatissima tecnologia terrestre non è più utilizzabile e le creature autoctone sono più aggressive e potenti che mai. Fortunatamente, anche i nostri Outriders, al loro risveglio, scoprono di avere nuove capacità paranormali che dovranno padroneggiare al meglio per sopravvivere in un ambiente ostile mentre cercano di scoprire la verità sull'origine del segnale.

Quello tratteggiato da People Can Fly è un universo violento e pieno di insidie che, per quanto lievemente carente in termini di originalità, ci è sembrato caratterizzato in maniera sufficientemente approfondita da poter ospitare la community per le lunghe sessioni di gameplay che il titolo intende offrire, mettendo sul piatto una serie di ambientazioni affascinanti e ben progettate. La struttura di gioco di Outriders, infatti, ricalca quella vista in produzioni come Destiny e ci permette di affrontare le missioni ideate dal team di sviluppo da soli o in compagnia di tre amici.

All'inizio dell'avventura verremo messi di fronte alla prima, impegnativa scelta che proviene direttamente dal mondo degli RPG: quella della classe di appartenenza. Outriders può vantare quattro diverse categorie di combattenti che rappresentano altrettanti tipi di approccio alle battaglie: il Piromante possiede un set di abilità che, come suggerisce il nome, gli consentono di manipolare le fiamme a proprio piacimento; il Devastatore può fare affidamento sulla forza della terra creando terremoti per danneggiare i nemici o utilizzando grosse rocce come scudo per difendersi dagli attacchi.

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La storia di Outriders ci porterà alla scoperta del pianeta alieno di Enoch.

Il Mistificatore (o Trickster) può, invece, intervenire sul tessuto spazio temporale creando bolle di stasi, teletrasportandosi alle spalle dei nemici o utilizzando una lama temporale che può letteralmente sgretolarli. Ciascuna delle specializzazioni può utilizzare ben otto skill attive diverse che possono essere assegnate ai tasti dorsali del pad.

L'ultima classe non è ancora stata svelata al grande pubblico ma siamo sicuri che sarà divertente da giocare, proprio come tutte le altre. Già, perché Outriders è soprattutto questo: un titolo molto divertente da affrontare sia in solitario che in modalità cooperativa, grazie anche ad un sistema di combattimento raffinato e ricco di idee meritevoli. Partiamo col parlare del gunplay che deriva direttamente dall'esperienza fatta dal team durante il periodo di lavoro su Gears of War.

Outriders, effettivamente, propone delle fasi di shooting basate sulle coperture che ricordano da vicino quelle viste nell'epopea di Marcus Fenix: gli scontri sono molto serrati, le sparatorie sono brutali e viscerali ed un buon riparo può fare spesso la differenza tra la vita e la morte. Le similitudini, però, finiscono qui perché la nuova fatica di People Can Fly prende una strada piuttosto originale che rappresenta un vero e proprio punto di rottura rispetto al passato.

La salute del vostro personaggio, ad esempio, non viene rigenerata automaticamente col passare del tempo né vi sono medikit o stazioni di cura con cui interagire per riparare le ferite riportate sul campo di battaglia. L'unico modo che avrete di recuperare punti vita è quello di infliggere danni agli avversari o eliminarli con le vostre skill.

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Le fasi di shooting risultano parecchio divertenti grazie ad un sapiente mix di armi da fuoco e abilità paranormali.

Questa scelta adoperata dagli sviluppatori costringe i giocatori ad adottare uno stile di combattimento più diretto e a lanciarsi spesso e volentieri nella mischia facendo valere le proprie ragioni a suon di piombo rinunciando a qualsiasi velleità strategica. D'altronde People Can Fly ha la precisa intenzione di offrire un'esperienza violenta e adulta e questa meccanica di gameplay non fa altro che contribuire alla buona riuscita della visione originale.

L'arsenale a disposizione degli Outriders, dal canto suo, può vantare una vasta gamma di bocche da fuoco dalle proprietà uniche. Si va dal classico Fucile d'Assalto al devastante Shotgun, dal Fucile di Precisione alle Pistole Doppie, dalla Mitragliatrice Leggera al Fucile da Fanteria, tutte dotate di un preciso set di statistiche e parametri oltre che di abilità passive particolari.

Durante la nostra prova ci è capitato di mettere le mani su pistole con proiettili incendiari, mitragliatrici che pietrificavano gli avversari e fucili a pompa disgreganti: dal punto di vista della varietà, è stato svolto un lavoro coi fiocchi. Ognuno degli strumenti di morte, inoltre, presenta un feedback unico che si riflette sui danni provocati ai corpi degli avversari in un tripudio di sangue e piombo che farà la gioia di tutti gli appassionati del genere.

Per quanto riguarda il fattore difficoltà, tradizionale tallone d'Achille delle produzioni di questo tipo, lo studio polacco ha escogitato uno stratagemma che consente ai giocatori di gestire in tempo reale il tasso di sfida. Come? È presto detto. Nel corso delle missioni, eliminando gli avversari efficacemente o compiendo azioni particolari, vedrete avanzare una barra posta sul lato superiore dello schermo che rappresenta il 'Livello del Mondo'.

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Tutte le missioni di Outriders possono essere affrontate da soli o in compagnia di tre amici.

Una volta riempito l'indicatore potrete premere un tasto sul vostro controller per incrementare il livello di difficoltà generale e ricevere ricompense di maggior pregio alla fine della spedizione oppure decidere di continuare l'avventura senza variare l'asperità degli scontri. Si tratta, in buona sostanza, di un'idea innovativa che permette ai giocatori di scegliere autonomamente il grado di sfida che desiderano ricevere dal gioco, incrementando in modo esponenziale l'accessibilità della campagna.

C'è anche l'immancabile albero delle abilità diviso in tre rami in cui potrete spendere i sudati Punti Classe per personalizzare il vostro alter-ego, intervenendo sulle statistiche di salute, danni e resistenza oppure applicando effetti aggiuntivi a ciascuna delle skill in suo possesso, proprio come nei migliori RPG.

Ottimo anche il comparto tecnico che, già in uno stadio preliminare dello sviluppo, presenta una modellazione poligonale di tutto rispetto oltre ad un level design di ampio respiro che offre scorci di rara bellezza in alcune zone particolari del mondo di gioco. Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti visivi e particellari che conferiscono alle sparatorie un look convincente enfatizzando la potenza degli attacchi con colori vividi e vibranti.

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Le tre classi svelate finora (Piromante, Devastatore e Mistificatore) presentano un gameplay profondamente diverso l'una dall'altra.

In definitiva, Outriders ha superato ogni nostra più rosea aspettativa presentandosi all'appuntamento con una veste di elevata qualità tecnica coadiuvata da alcune ottime idee in termini di gameplay. Se da un lato troviamo un impianto narrativo stuzzicante per quanto non originalissimo, dall'altro abbiamo una struttura ludica raffinata e ricca di idee che dovrebbero garantire al gioco un buon successo nel lungo periodo. Torneremo sicuramente a parlarne in occasioni future.

Outriders arriverà su PC e console ad ottobre del 2020 ma già da ora sembra avere tutte le carte in regola per rivaleggiare con i più blasonati esponenti del genere. Se cercate un'avventura intensa come uno sparatutto e profonda come un RPG, il nuovo progetto di People Can Fly e Square Enix è un titolo da tenere sotto stretta osservazione.

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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