Resident Evil: Village - Gameplay Demo 'Castello' - prova

'Vivo o morto? Tu cosa preferisci?'.

Ci sono due anime che si agitano sotto la superficie di Resident Evil: Village, due lati della stessa medaglia che si riflettono anche nelle due ambientazioni protagoniste delle demo rilasciate in queste settimane: il Villaggio e il Castello. Il primo, di cui vi abbiamo parlato di recente si presenta come un setting rurale con evidenti richiami a quello visto in Resident Evil 4, un borgo decadente e tenebroso dall'atmosfera asfissiante, piagato da una terribile malattia che sembra trasformare gli abitanti in mostri famelici. Il secondo, invece, è una novità assoluta per il franchise, una scenografia lussuosa e appariscente che nasconde un orrore indicibile, qualcosa di mai visto prima nella serie.

Questo dualismo, in effetti, si ripercuote anche nelle creature che infestano i due luoghi. Se da una parte troviamo i Lycan, gli uomini-lupo della tradizione popolare che rappresentano la libera espressione dei più bassi istinti animaleschi dell'essere umano (fame, violenza e cieca distruzione), dall'altra ci sono i Vampiri, ricchi aristocratici che impongono la propria egemonia sul territorio soggiogando i cittadini del villaggio e cibandosi del loro sangue.

A prima vista, l'inclusione di queste due razze tipiche del genere fantasy in un capitolo canonico di Resident Evil potrebbe fare storcere il naso ai fan più ortodossi del brand ma possiamo garantirvi che Capcom ha saputo amalgamare con cura le caratteristiche dell'una e dell'altra specie nel tessuto narrativo di Village in modo da espandere ulteriormente il già ampio universo della saga. Ma andiamo per gradi.

La seconda demo, rilasciata sempre in esclusiva PlayStation secondo le discutibili modalità illustrate nel precedente articolo, ci proietta all'interno del castello della famiglia Dimitrescu, una dinastia nobiliare che si dice produca da secoli un rinomato vino utilizzando il sangue dei malcapitati prigionieri delle segrete. La prova si apre con il povero Ethan Winters, già protagonista di Resident Evil 7, che si risveglia ai piedi di un camino acceso, all'interno di una delle camere del Castello. Non è chiaro come si trova lì, né quali siano i prossimi passi da compiere: ciò che sappiamo è che abbiamo una figlia da ritrovare e che non abbiamo tempo da perdere (anche perché il timer che scandisce i limiti temporali della demo scorre inesorabilmente).

Fin dalle prime battute appare chiaro come il maniero dei Dimitrescu abbia un aspetto sensibilmente differente rispetto al Villaggio senza nome che abbiamo visto la scorsa settimana. Le case fatiscenti in cui i disperati abitanti cercavano riparo dalla violenza del Lycan lasciano spazio a stanze ampie finemente decorate in marmo prezioso e legno di pregio; i campi di grano in cui svettavano gli inquietanti spaventapasseri vengono sostituiti da estesi saloni arredati e splendidi affreschi sui muri.

Ciò che salta subito all'occhio è l'eccellente lavoro svolto dal team artistico di Capcom nella realizzazione degli interni del Castello. Ogni angolo, ogni parete, ogni centimetro del pavimento è decorato con cura maniacale per immergere il giocatore nella sfarzosa eleganza che contraddistingue la fortezza di una famiglia di nobili Vampiri. Il RE Engine sembra dare il meglio di sé negli ambienti al chiuso e riesce a gestire senza difficoltà questa notevole mole di dettagli senza dover sacrificare il frame-rate granitico che avevamo apprezzato nella precedente iterazione.

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Il castello della dinastia Dimitrescu è il protagonista assoluto di questa seconda demo di Resident Evil: Village.

Eppure, anche in un posto tanto ricco e affascinante, è facile avvertire la sensazione che qualcosa di estremamente pericoloso ci stia spiando, nascosto nell'ombra, in attesa di un nostro passo falso per azzannarci alla gola.

Muoviamo qualche passo nel silenzio assordante che permea i corridoi della magione e arriviamo al cospetto dell'androne principale in cui ci viene rivelato uno degli enigmi ambientali che dovremo affrontare nel gioco completo. Quattro statue di marmo da cui sono state rimosse delle parti fuoriescono dal pavimento ma, sfortunatamente non abbiamo alcun tipo di oggetto che possa aiutarci a risolvere il rompicapo: torneremo a parlarne in futuro, potete starne certi.

Mentre il timer continua nella sua inarrestabile corsa, c'è un elemento che cattura la nostra attenzione, una lampada accesa posta in prossimità di una porta spalancata. Spinti dalla curiosità seguiamo il percorso ed è proprio qui che incontriamo per la prima volta il Duca, un NPC apparentemente cordiale che ricopre un ruolo simile a quello del mercante di Resident Evil 4. Quella del Duca, un uomo dalle dimensioni imponenti e dal sorriso sornione, è una figura misteriosa e indecifrabile ma è anche l'unico volto amichevole che abbiamo incontrato finora sul nostro percorso perciò decidiamo di fare due chiacchiere con lui. L'uomo ci spiega che se c'è un posto nel castello in cui vale la pena cercare la piccola Rose sono proprio le stanze di Alcina Dimitrescu, la titanica vampira che tanto ha fatto parlare di sé nel percorso promozionale di Resident Evil: Village.

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Lady Dimitrescu e le sue tre figlie discendono da un'antica razza di vampiri che dominano sul villaggio che presta il nome all'ottavo episodio di Resident Evil.

Raggiungere gli alloggi della padrona di casa, però, non sarà un compito facile poiché le sue figlie si aggirano tra i corridoi del Castello in attesa di imbattersi nel prossimo spuntino che possa placare la loro sete di sangue. A tal proposito, il Duca si offre di aiutarci potenziando le nostre armi, fornendo munizioni aggiuntive o ritirando gli oggetti preziosi che troveremo durante la nostra avventura, il tutto, ovviamente, in cambio della giusta quantità di Leu, la valuta corrente in questo angolo sperduto del mondo di Resident Evil.

Una volta migliorate le nostre armi e acquistati i proiettili, torniamo a esplorare il Castello in cerca della via per raggiungere il nostro obiettivo e rimaniamo estasiati dalla bellezza del sistema di illuminazione che propaga raggi di luce realistici da qualunque fonte presente nelle stanze: la fiamma delle candele, le lanterne appese alle pareti e la luce lunare che penetra dalle finestre sbarrate contribuiscono a donare alla scena un aspetto realistico e incredibilmente suggestivo.

Proprio mentre percorriamo l'ennesimo, splendido corridoio del Castello, però, facciamo la conoscenza di una delle figlie di Lady Dimitrescu, una vampira dai capelli castani, ammantata in un velo nero e armata con un falcetto affilato che non lascia ben sperare circa le sue reali intenzioni. La donna, tra l'altro, è capace di muoversi in modo fulmineo scomponendosi in uno sciame vespe e le nostre armi non hanno alcun effetto su di lei, perciò ci rimane solo una cosa da fare: correre.

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La gameplay demo 'Castello' ci permette di incontrare per la prima volta il Duca, una figura enigmatica dal ruolo molto simile a quello del mercante visto in Resident Evil 4.

Nel tentativo di sottrarci alle grinfie della creatura, cadiamo rovinosamente nelle segrete del castello, un luogo oscuro e terrificante che abbiamo già avuto modo di esplorare nella visual demo Maiden che avevamo trattato qualche mese fa. Questa volta, però, non siamo soli e, nel giro di qualche secondo, veniamo assaliti da un gruppo di creature longilinee incappucciate equipaggiate con spade, asce e altri oggetti contundenti. Non possiamo stabilire con esattezza la reale natura di questi esseri ma, almeno a giudicare dal loro fare minaccioso, è facile intuire che vogliano banchettare sul nostro cadavere.

Qui entra in gioco il sistema di combattimento di Resident Evil: Village, costruito ancora una volta sulle solide basi del capitolo precedente. La modalità di puntamento dell'arma è volutamente instabile e il forte rinculo, unito ai movimenti barcollanti dei nemici, rende difficile mettere a segno tutti i colpi, incrementando la sensazione di pericolo che si avverte anche al cospetto di avversari più deboli. Fortunatamente, nascosta in una delle celle di detenzione, troviamo un esplosivo artigianale che ci consente di archiviare in un lampo la pratica e ci rimettiamo subito sulle tracce della piccola Rose.

Riaffiorati in superficie troviamo un'altra delle eredi di Lady Dimitrescu a sbarrarci la strada ma questa volta, proprio mentre cercavamo di battere in ritirata fuggendo attraverso una crepa nel muro, la donna riesce a raggiungerci in un'ultima cut-scene che conclude l'esperienza offerta da questa seconda prova.

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Il RE Engine sembra essere in grado di gestire senza difficoltà l'incredibile mole di dettagli che impreziosisce ciascun ambiente.

In definitiva, la seconda gameplay demo di Resident Evil: Village ha enfatizzato ancora una volta le ottime qualità di questa ottava incarnazione canonica della leggendaria serie di survival horror di Capcom. La già solida struttura ludica del settimo episodio incontra un setting mozzafiato, con il RE Engine che dà l'ennesima prova di essere uno dei migliori motori grafici presenti sul mercato, a dispetto della natura cross-gen del progetto.

Il dualismo tra l'oscura decadenza del Villaggio e la sfarzosa ricchezza del Castello funziona alla grande e ha permesso allo sviluppatore nipponico di proiettare Resident Evil verso nuove direzioni che meritano di essere approfondite nel dettaglio. Vogliamo essere chiari: Village potrebbe essere uno dei capitoli più belli dell'intera saga e non vediamo l'ora di poter mettere le mani sul prodotto finito.

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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