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PowerSlave Exhumed è uno dei miglior remaster di retrogame mai creato

Uno shooter classico degli anni '90 godibile ancora oggi.

In qualità di tech editor e fondatore dello stesso Digital Foundry, si può dire che mi concentri principalmente sul futuro del gaming, non sul suo passato. Per molti utenti il retrogaming è un viaggio fatto di scoperte e delizie, ma per me è parte integrante di una carriera lunga 30 anni. Partendo da questo assunto, pochi giochi rimangono nella mia memoria a decenni di distanza dalla loro release, ma tra questi c'è sicuramente PowerSlave (o Exhumed come l'ho conosciuto al lancio) di Lobotomy Software, un gioco davvero senza tempo. Lo inserirei senza ripensamenti insieme a Doom, Quake e Duke Nukem 3D, tra i migliori shooter degli anni '90. Adesso quel gioco arriva su tutte le piattaforme moderne grazie a una splendida opera di rimasterizzazione curata da Nightdive Studios. Scorrete giù per trovare il video e accorgervi di quanto sia meraviglioso il lavoro di ammodernamento fatto, oppure date un'occhiata all'episodio del DF Retro dal titolo: 'See an expert deconstruction of what made this game so special', curato da John Linneman.

PowerSlave Exhumed è davvero il meglio del meglio nel contesto dell'esplosione dei "cloni di Doom" negli anni '90. Questo gioco ha lasciato il segno in tre modi differenti: un gioco interessante (ma non troppo brillante) per PC sviluppato con il Build engine di 3D Realms, a cui hanno fatto seguito due versioni console che erano molto differenti dal concept originale, entrambe sviluppate invece con l'engine SlaveDriver fatto in casa da Lobotomy.

PowerSlave Exhumed era un gioiello tecnico (specialmente su Sega Saturn): abbinava grafica all'avanguardia ad ambienti completamente tridimensionali (in contrapposizione ai livelli 'piatti') di Doom, ma proveniva dall'era in cui i nemici erano renderizzati con sprite 2D. Le performance non erano solidissime su Saturn, ma generalmente permettevano di stare sui 30fps; il movimento era accompagnato da un piacevole effetto di scrolling della telecamera, e l'illuminazione dimamica implementata nel titolo era un qualcosa di mai visto nemmeno su PC.

John Linneman e Alex Battaglia mettono le mani sul nuovo brillante remaster di PowerSlave Exhumed.

La vera rivelazione di questo titolo è stata però la grande enfasi al gameplay, in un modo che non si era mai visto in questo genere: venivano infatti inseriti elementi di progressione in stile Metroid. In un livello succede di essere costretti a seguire un'unica direzione, in cui il giocatore incontra un muro che non può essere scavalcato, diverse porte chiuse sono inaccessibili, e c'è anche un breve gap tra due piattaforme. Si finirà per scoprire che la sezione si supera acquisendo un power-up che consente di saltare più in alto e quindi superare quella fessura nel terreno: lì troveremo la chiave che apre le porte e quindi si piò continuare nell'avventura. Man mano troveremo ancora più ostacoli da oltrepassare e misteri da risolvere, che trasformano un'esperienza lineare in un vero labirinto pieno di enigmi e puzzle.

Dopo la versione Saturn è arrivata quella PlayStation, che ha migliorato performance e qualità dell'immagine, ma curiosamente lo sviluppatore ha ridotto la complessità e la geometria degli ambienti per conferire al gioco un effetto più claustrofobico. La diversità delle varie versioni di PowerSlave Exhumed si trasla direttamente nel remaster per nuove piattaforme: perché rimasterizzare una delle tre versioni quando puoi prendere il meglio da ognuna di esse e fonderle per creare quella definitiva? Un'idea sicuramente ambiziosa, che richiede però grande conoscenza dei giochi originali, ma Nightdive non ha mancato il bersaglio.

Si tratta del gioco giusto nel momento giusto perché per godere dell'esperienza al meglio, non solo avreste bisogno di una retroconsole originale, ma anche della copia stessa di PowerSlave Exhumed, che non si trova per meno di centinaia di dollari. La nuova versione di Nightdive è meravigliosa a prescindere dalla piattaforma su cui la giochiate. Quella PC è eccellente (con frame-rate sbloccato e supporto a risoluzioni ultra-wide), su console last-gen e Switch gira a 1080p60, mentre su PS4 Pro, Xbox One X e PS5 si arriva al pieno 2160p60. Le console di nuova generazione girano in modalità back-compat, il che implica che la Series S deve accontentarsi del gameplay a 1080p60. Le performance sono bloccate a 60fps su tutte le console, fatta eccezione per Switch che vede qualche calo di fluidità occasionale.

Per una più profonda analisi di PowerSlave Exhumed, questo episodio del DF Retro del 2018 è da vedere assolutamente.

Il remaster basa sostanzialmente le mappe di gioco sulla versione Saturn, ma vi miscela elementi dalle altre versioni per migliorare l'esperienza. Nightdive ad esempio ha estratto aree in cui la versione PlayStation risultava più interessante e le ha iniettate nelle mappe più ampie della versione Saturn. In aggiunta, i ragni rossi che erano i nemici comune della versione Saturn, sono stati rimpiazzati con gli scorpioni blu della versione PlayStation. In pratica, Nightdive ha fatto un megamix in stile deejay, scegliendo anche i nemici più appropriati per i nuovi ambienti remixati e creare così un'esperienza di combattimento più bilanciata.

Il Saturn era noto per i suoi problemi nella gestione delle trasparenze, con conseguenti situazioni di opacità negli specchi d'acqua. Questo non era invece un problema su PlayStation, quindi Nighdive ha tratto più spunto dalla versione per la console Sony per riprodurre gli specchi d'acqua. In pratica, il remaster prende il meglio da ogni versione, e infatti utilizza anche gli sprite a maggior risoluzione della versione originale PC. Ma il processo di enhancement non si ferma qui, visto che Nighdive ha messo mano su aspetti che non erano più appropriati. HUD e vista dell'arma erano calibrati per schermi 4:3 e quindi vengono rimaneggiati per adattarsi agli schermi ultrawide. Questo processo si estende anche alla mappa dell'overworld, adesso a maggiore risoluzione (ma potete usare quella originale se volete).

Colpisce anche l'inclusione delle opzioni di 'subtractive shading', che sostanzialmente consentono agli utenti di downgrade gli elementi cardine dell'aspetto tecnico per riprodurre al meglio l'aspetto del gioco per come appariva sulle console originali negli anni '90: ci sono vari effetti di shading tra cui scegliere e persino la possibilità di reintrodurre il texture warping, e non manca ovviamente un filtro CRT configurabile. Oltre a questi aspetti, abbiamo le feature addizionali tra cui spiccano l'anti-aliasing, il filtraggio texture e un FOV modificabile.

Tutti questi aspetti rendono il remaster di Nightdive davvero ottimo. Un remaster che rispetta il materiale originale, aumentando la giocabilità e adattando l'aspetto grafico ai sistemi d'intrattenimento moderni, sfruttandone gli intrinsechi vantaggi hardware. E il gioco è ancora entusiasmante da giocare anche al giorno d'oggi, per cui non possiamo che consigliarvelo!

A proposito dell'autore

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Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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